La luce che filtra dalle finestre illumina ancora di più il bianco che ci circonda. Alle pareti, sulle stoffe dei divani, persino nelle composizioni di fiori. Simona Ventura ci accoglie in una casa bianca come un foglio, una pagina pulita sulla quale scrivere un nuovo capitolo della propria vita, una bella storia cominciata un paio di anni fa.

Se avesse un titolo, sarebbe Second life. «È così», ammette sorridendo. «Di vite ne ho vissute tante: ho avuto i miei percorsi sentimentali, professionali, i miei successi e gli insuccessi. Sono caduta e ho imparato a rialzarmi. Ma questo è un periodo particolarmente felice. Sono positiva, serena, è come se stessi vivendo una seconda giovinezza.

Questo modo di essere ha un inizio preciso: il giorno in cui mio figlio Niccolò è sopravvissuto all’aggressione fuori da un locale milanese, a undici coltellate che potevano essere fatali». Era il 2018. «È stato un miracolo. Un segnale del destino. Da quell’istante ho cambiato atteggiamento.

Dovevo ribellarmi a uno stato di fatto delle cose, non andava bene come stavo vivendo: ero molto seduta su me stessa. Da quel giorno è nata una nuova positività», racconta fiera, andando a cercare con lo sguardo l’uomo che, proprio due anni fa, all’improvviso, le ha fatto battere il cuore: il giornalista Giovanni Terzi. «L’ho incontrato nel momento in cui pensavo che probabilmente avrei avuto tante cose nella vita, ma non l’amore.

Avevo alle spalle il matrimonio finito con il padre dei mie due ragazzi e da poco si era concluso un legame importante, durato anni. Pensavo che il mio destino sarebbe stato quello di lavorare, di crescere i figli: Niccolò, quasi 22 anni, Giacomo, quasi 20, e Caterina, 14.

E mi ritenevo già fortunata così. Ma, quando non me lo sarei mai aspettata, ho rivisto Giovanni», confida Simona mentre allunga le gambe affusolate sul divano della casa nuova, che apre a Gente per la prima volta. «Dico rivisto perché in passato ho collaborato con Letizia Moratti, quando era sindaco di Milano, e ci avevano presentati. All’epoca io facevo Quelli che il calcio, l’Isola dei famosi, Music farm, e lei mi chiamava semplicemente perché mi riteneva brava, e questa è un bella soddisfazione.

Avevo affiancato vari assessori, per esempio Finazzer Flory, che era alla Cultura. L’unico che non avevo mai incrociato era Giovanni». Ci ha pensato il destino a fissare quell’incontro, a fine autunno del 2018. «L’ho rivisto a casa di amici. Io ero single. Durante la cena lo trovai interessante e alla fine mi regalò il suo nuovo libro Eroi quotidiani».

Giovanni la guarda e svela: «Simona mi è piaciuta subito. Ma ancor prima di quella serata, le avevo inviato un messaggio. Mi aveva colpito la sua umanità emersa durante L’intervista di Maurizio Costanzo [nel 2016, ndr]. Le scrissi, non rispose. Era fidanzata e io in quel momento ero… diversamente accompagnato», ricorda e sorride. Simona annuisce e aggiunge: «Dopo la cena il primo passo l’ho fatto io.

Nonostante la mia amica mi mettesse in guardia dicendomi che era un bambinone, gli ho scritto: “Ho letto il tuo libro: molto intenso». È Giovanni ora a raccontare l’incipit del nuovo capitolo della loro vita insieme. «Il messaggio di Simona mi aveva emozionato.

Da quel momento al primo bacio è passato un mese. Ma per me era come se fossimo già legati. Il primo appuntamento fu al ristorante, a mezzogiorno. Confidai alla nostra amica che volevo chiedere a Simona di presentarmi il libro. E lei subito: “Ti piace Simona? Stai attento, perché lei ha prima il lavoro, poi i figli.

Finirà che sbatti la faccia», sorride Terzi nel ricordare quelle parole. Mai profezia fu più errata. Oggi la situazione è questa: un tetto comune, una famiglia allargata serena, i due rispettivi cani che hanno imparato a convivere e la prospettiva di stare insieme sempre e per sempre.

Condividendo anche progetti di lavoro. «Mi sono sentita subito protetta in questa relazione. Prima di tutto Giovanni è il mio migliore amico e poi c’è il resto. È un padre, un amante, un compagno di lavoro, l’uomo con il quale posso sfogarmi e nel quale so di trovare conforto e consigli. È protettivo, solido, pragmatico, romantico.

Mi ha aiutato a recuperare rapporti che erano compromessi, anche in famiglia, a ricucire con le persone importanti per me», racconta la Ventura. Litigi? «A volte, ma mai per cose importanti », assicura. «La verità è che ci siamo fatti tanto bene reciproco. È come se fossimo due pezzi di puzzle che si ritrovano e si riconoscono tra milioni di pezzi.

Noi non siamo più due, siamo uno. E questo uno ha cinque satelliti che sono i nostri figli: tre miei e due suoi, Lodovico, di 27 anni, e Giulio di 11. Con tutte le difficoltà di organizzazione che questo comporta siamo felici. E lo sono anche i ragazzi nel vederci così». Metter su casa insieme, dopo solo un anno d’amore, per Simona e Giovanni è stato spontaneo come bere un sorso d’acqua quando si ha sete.

Spiega Terzi: «È avvenuto con naturalezza. Mi sono subito sentito parte di una cosa gigantesca che non immaginavo mi potesse capitare. Io avevo alle spalle rapporti importanti, con le mamme dei miei figli, ma anche relazioni strampalate, veloci. Soprattutto venivo fuori da fallimenti profondi dal punto di vista umano.

Dopo la fine della relazione con la seconda moglie ho frequentato persone con le quali non riuscivo a costruire nulla. Non ne azzeccavo una. Successivamente è mancata la mamma del mio primo figlio. E, seppur i mie ragazzi fossero una bussola per me, quando è accaduto mi sono sentito smarrito e mi sono ritrovato per la prima volta a pensare: “Basta. Stanotte spero di non risvegliarmi”.

Avvertivo la vita come qualcosa di troppo pesante». Silenzio. Terzi guarda la sua donna. «Simona mi ha salvato la vita, è così. Mi ha dato una prospettiva, una nuova energia. Non mi aspettavo fosse una donna così buona, così per bene. Ha una capacità di amare fantastica. I miei figli sono contenti: il piccolo è un super fan di Simona, il grande è un suo estimatore, come donna e come professionista.

Essendo molto profondo, ha sempre giudicato le mie scelte; confesso che Simona è la prima persona che ha accolto con gioia nel suo cuore». E con gioia tantissimi italiani accoglieranno il ritorno in Tv della conduttrice. Il 5 ottobre sarà la padrona di casa di una serata evento su Raidue, alle 21.20, dal titolo Fenomeno Ferragni.

Simona intervisterà Chiara dopo la visione di Unposted – il documentario sulla vita e la carriera della Ferragni, icona mondiale e imprenditrice digitale. «Sono felice e orgogliosa che Chiara abbia accettato poiché non va quasi mai in televisione.

E poi abbiamo tante cose in comune, a cominciare dalla provincia dei valori positivi dalla quale entrambe siamo partite». I punti di contatto, in effetti, sono anche altri. «Io ho creato qualcosa di nuovo in Tv negli Anni 90-2000, lei negli anni 2010- 2020, con modalità diverse e altro stile, perché il modo di comunicare è radicalmente cambiato.

Io ho avuto la possibilità di proporre un tipo di conduzione che non c’era, estemporanea, creativa, istintiva. Prima era sicuramente più tradizionale. Oggi la sfida di Internet, dei social e della multimedialità è il nuovo modo di comunicare e la Ferragni ne è la regina indiscussa. Se proponi contenuti originali hai molto mercato. Ma secondo me la Tv generalista rimane fondamentale e ti dà grande prestigio».

Simona e Giovanni coltivano insieme anche progetti professionali. «Abbiamo due progetti su Discovery. E stiamo creando un portfolio di format per SiVe, la mia casa di produzione. Abbiamo tante idee, come un’accademia, l’Accademia Ventura, rivolta ai giovani.

Una sorta di corso dopo il liceo incentrato su tutto ciò che riguarda la comunicazione. Ci sono tanti ragazzi che hanno voglia di credere in qualcosa e, con Giovanni, sento il bisogno di creare una speranza. Io ho sempre lavorato in squadra. Ora Giovanni è la mia squadra, è il mio presidente, il mio coach », ride Simona ed è ancora più bella.

E, presto, sarò tuo marito… «Avevamo già in mente tutto, ma c’è stato il lockdown che ci ha bloccato. Per noi quel periodo passato in casa, tutti insieme, è stata la prova del nove e l’abbiamo superata benissimo. Le nozze ci saranno, nel 2021.

Vorrei una cosa intima», confida Giovanni. «Io tradizionale », interviene Simona. «Stiamo pensando a una data che abbia un significato speciale. Le nozze sono un patto, un legame spirituale che tra noi di fatto c’è già. A noi è tutto chiaro: vogliamo stare insieme. Per sempre. Lei è incatenata…». Dopo una dichiarazione d’amore così, Simona deve solo scegliere l’abito. Bianco. Come quel foglio sul quale due anni fa il destino le ha fatto scrivere: Second life.