Joana è la donna migliore che potessi avere al mio fianco, la amo come non ho mai amato nessuno. Mi aiuta e mi sostiene sempre, non potrei desiderare di meglio nella mia vita». Con queste parole Lapo Elkann ha ufficializzato il legame, che proprio “Chi” aveva svelato, con Joana Lemos, ex campionessa di rally, separata con due figli, che lo ha rimesso al mondo.

Si sono avvicinati ai tempi del Covid per promuovere alcuni progetti benefici fra l’Italia e il Portogallo, e non c’è stata mascherina che li frenasse. Qualche mese fa abbiamo intervistato Lapo e ci è apparso cambiato, pronto a dedicarsi agli altri e a raccontare il proprio percorso senza tacere nulla, dalla droga al bisogno d’affetto.

Sullo sfondo di ogni suo discorso c’era lei, Joana, che cercava di non nominare solo per difenderne la privacy, «perché è famosa». Lapo, sabato scorso, ha rilasciato una lunga intervista a Verissimo a Silvia Toffanin ed è risultato pacato, deciso, profondo. Ha confessato: «Sono stato abusato all’età di 13 anni più volte in collegio ed è qualcosa che ha creato confusione nella testa. Ti porta verso l’autodistruzione e rischia di ammazzarti (…) Il mio migliore amico si è ucciso.

Era la persona cui ho voluto più bene nella mia vita. Era una persona fantastica, fragile, che, a differenza mia, non ha combattuto i suoi demoni. Nel mio cuore c’è sempre». «Le sostanze ti portano solo lontano da chi sei, a perdere te stesso e i tuoi obiettivi». E, a proposito di Joana, ha svelato: «Ho una fidanzata molto simpatica e diversa da quelle che ho avuto. È una donna molto forte. Le sono grato perché mi aiuta nel lavoro su me stesso e nella ricerca di un equilibrio».

Ma, a proposito del desiderio di avere un figlio, ha detto: «Vorrei diventare papà di una bambina, ma ho paura. Non amo i fallimenti, non voglio divorziare. Fare un figlio non è un gioco». Una riflessione che deriva dal dolore che ha vissuto dopo la separazione dei genitori. Ma, forse, anche una delicatezza nei confronti di Joana, che di figli ne ha già due e non è detto che sia pronta per ricominciare. È impossibile non volere bene a Lapo, cresciuto fra agi e drammi famigliari, senza una corazza che lo proteggesse dalla propria ipersensibilità.

Ha sbagliato, ha rischiato la vita più volte, l’ultima a Tel Aviv all’inizio dell’anno, ma si è rialzato. Nel ricordo di quegli amatissimi nonni e di quello zio, Edoardo, morto suicida a 46 anni per il peso di una vita che non era la sua. Non c’è cura che valga l’amore di una persona venuta chissà da quale mondo per dirti che vai bene così. Questo è stata Joana per Lapo e lui, nella sua contagiosa esuberanza, non vedeva l’ora di celebrarla e di condividere con il mondo la propria gioia. Eccoli, insieme, a Portofino, dove Lapo è stato accolto dal solito bagno di folla. Di certo la sua eleganza non è passata inosservata. Ma, questa volta, oltre alla perfezione formale, c’era anche una gioia mai provata prima a vestirlo di tutto punto.