Dalla famiglia reale saranno anche usciti, ma a vivere in una reggia Harry e Meghan non hanno certo rinunciato. Lasciata Vancouver a fine marzo, appena prima che il Canada chiudesse le frontiere per l’emergenza coronavirus, i duchi sono approdati a Los Angeles.

E mentre, seppur rallentati dalla pandemia, cercano casa – budget stimato tra gli 11 e i 16 milioni di euro, imprescindibili la dépendance per nonna  Doria, che aiuterà la figlia a badare al piccolo Archie, e un vicinato con i fiocchi – si sono momentaneamente installati in una mega villa sulle colline di Beverly Hills che ben poco ha da invidiare ai palazzi inglesi dove il principe è cresciuto.

Una fortezza così blindata che solo ora, a più di un mese dal trasloco, trapela qualche foto che ce la rivela enorme, sontuosa, in stile country toscano: una magione da quasi 17 milioni di euro, di 90 mila metri quadrati, parco compreso, per la quale la coppia pagherebbe al proprietario – il comico Tyler Perry, semi sconosciuto da noi ma famosissimo in patria e soprattutto ricco sfondato, presentato loro dall’amica comune Oprah Winfrey – un affitto di circa 27 mila euro al mese.

Un prezzaccio “di favore” per le otto camere da letto e i dodici bagni, una sala da pranzo degna di una cena di Stato, un salotto dalle meravigliose vetrate che aprono sul terrazzo e sul panorama circostante, uno studio e una nursery tutta per Archie. E ancora, distese di marmo bianco, pareti pannellate di legno pregiato, caminetti che probabilmente, visto il clima di Los Angeles, non hanno mai conosciuto il fuoco e lampadari a goccia, poltrone di pelle e ricchi tendaggi, opere d’arte ovunque e persino una jacuzzi, a filo pavimento, circondata da colonne, che pare la piscina di una spa.

Il tutto all’interno dell’esclusiva Beverly Ridge Estates, un’area residenziale recintata, elitaria come poche e sorvegliata 24 ore su 24 da telecamere e guardie private, dove le unità abitative sono soltanto quattordici, occupate per la maggior parte da paperoni della finanza che non attirano i paparazzi. Il posto, in sintesi, è un’oasi di pace, i vicini sono amichevoli: la cantante Adele, che vive a qualche centinaio di metri dai duchi, si è già premurata di consigliare loro un asilo per Archie, lo stesso dove lei manda il figlio Angelo, e una serie di luoghi dove andare per non essere presi d’assalto da fan e curiosi.

Speriamo che abbiano preso nota, perché sulle loro teste sta per scatenarsi una nuova tempesta e qualcosa ci dice che di tranquillità ne avranno presto bisogno. L’uscita di Finding freedom (“Alla ricerca della libertà”), il libro-bomba che racconterà la versione di Harry e Meghan sull’allontanamento dalla famiglia reale, è imminente: la data fissata è l’11 agosto per il formato digitale, il 20 per le copie cartacee, ma pare che la duchessa scalpiti per anticipare la pubblicazione, convinta che servirà a toglierle di dosso la brutta fama che si è guadagnata con la Megxit.

Scritta da Omid Scobie e Carolyn Durand, due giornalisti di Us Weekly e Elle Magazine che seguono il principe e l’americana dagli albori della loro storia e hanno avuto accesso a testimonianze di amici intimi e collaboratori, la biografia è stata annunciata come “un ritratto onesto, ravvicinato, disarmante di una coppia influente e lungimirante che non ha avuto paura di rompere con la tradizione e ha aperto una nuova strada sul fronte umanitario che farà la differenza nel mondo”. Ma di fatto è un’apologia di Meghan, troppe volte tacciata di essere una diva arrivista e capricciosa, una megera che maltratta la servitù e si è adoperata fin dall’inizio per strappare il marito all’affetto dei suoi cari.

Tutt’altro, sostengono ora gli autori: lungi dal vivere in una favola, la poverina si è sacrificata, è stata conciliante, ci ha provato, ma alla fine ha dovuto cedere, allontanarsi, scegliere l’esilio per il bene suo, di Harry, del loro amore e del loro bambino, per realizzare sogni e aspirazioni alle quali non sarebbe stato giusto rinunciare. Dall’altra parte dell’oceano, la famiglia reale non commenta, non si sbilancia, non si scompone. Qualche ben informato spiffera ai tabloid che a Palazzo del libro si è parlato poco, pochissimo: chi l’ha degnato di un pensiero, l’ha liquidato come l’ennesimo episodio di una soap opera ormai trita e ritrita. L’unico a essere inquieto sembra Harry, che forse non condivide fino in fondo l’entusiasmo della moglie e ultimamente si aggira con il volto tirato e nessuna traccia del suo bel sorriso. Pare abbia il morale sotto i piedi.

Mentre Meghan è tutta presa a far ripartire la sua carriera, a riallacciare contatti e rivedere vecchi amici, lui si sentirebbe solo e abbattuto, tanto più che anche gli Invictus games, l’evento sportivo per i veterani di guerra al quale tanto tiene, quest’anno è saltato a causa del coronavirus. Certo, a occupargli il tempo ci sono Archie, le iniziative benefiche lanciate con Meghan, il progetto di una serie di documentari per la Tv in collaborazione con Oprah Winfrey, ma evidentemente la nostalgia di casa a volte si fa sentire, i nuovi amici non bastano a rimpiazzare quelli rimasti a Londra. Né si prospetta un facile riavvicinamento con la famiglia. Che magari non se la prenderà per Finding freedom (vogliamo crederci?), ma potrebbe non accogliere con altrettanta serenità un altro colpo che Meghan ha in canna: il diario che ha tenuto dal primo giorno della sua avventura reale e che ora medita di dare alle stampe. Nulla di confermato, per il momento: ma non ci stupirebbe se a Palazzo cominciasse già a serpeggiare un certo malumore.