La conduttrice ha pubblicato un immagine che rispecchia il suo periodo di quarantena che sta attraversando. La donna ha postato una foto che rappresenta la sua quarantena in questo periodo di emergenza sanitaria in tutto il mondo. Una foto dove la vediamo con Vittorio, Beatrice, Luca, Maelle e anche il cane Argo. All’appello manca solo la bassottina Pepper che si era data alla fuga. Nel commento leggiamo:

Noi della quarantena per non dimenticare gli oggetti che l’hanno caratterizzate e cioè il monopoli, il lego, il trono di spade. Vittorio, Beatrice, Luca, Maelle e Argo. Pepper la bassottina al momento della foto si era data come latitante”.

La massacreranno, i suoi hater: immagini chi vive in 50 mq. «Non voglio nascondere infatti il mio enorme privilegio. Capisco che chi è chiuso in casa e può guardare fuori solo attraverso una finestra sia piuttosto sconfortato. Ma il cerchio si stringe intorno a tutti noi, la pandemia è trasversale e a rischio lo siamo tutti, indistintamente». Come è iniziato per lei l’incubo Covid-19? «Prima del compleanno di Maelle, il 21 febbraio, guardavo all’epidemia in Cina come a una realtà lontana.

Poi la mia piccola è partita col suo papà per il Marocco, mentre io e Vittorio siamo andati in Normandia per il suo lavoro. Lì ho cominciato ad agitarmi: non smettevo di seguire i notiziari e ho cominciato a provare un enorme disagio. Volevo tornare a casa, stare nel mio paese, soprattutto avere vicino la mia Maelle. Sapevo che col padre sarebbe stata al sicuro, ma l’idea che potessero metterla in quarantena mi angosciava. Sono stati sette giorni di grande ansia e solo quando ho potuto riabbracciarla, ho ri-iniziato a respirare. Mi è corsa incontro e ci siamo strette forte, lei che è così poco incline a gesti in pubblico si è proprio lasciata andare, fra le mie braccia. Era il primo giorno di marzo…». Maelle sapeva quello che stava accadendo? «Non nascondo mai nulla a mia figlia, con le dovute cautele ovviamente.

Quando è lontana da me va sempre un  po’ in crisi, le ho detto che lei in Africa era al sicuro. Io ero decisamente meno tranquilla, ho perso dieci anni di vita in quell’assenza, perché non capivo come fosse la situazione da lei. Continuo a chiedermi ancora oggi: chissà quanti focolai ci sono in giro per il mondo?». Come state vivendo questo isolamento? «Siamo qui con due dei figli di Vittorio perché Agnese è rimasta in Francia. Le frontiere sono chiuse, lei è con il suo fidanzato. È protetta e la mamma del ragazzo è un medico, la sentiamo tutti giorni. Vorremmo ovviamente essere tutti insieme, ma è complicato».

E il suo compagno? «Lui è il capofamiglia, non perde mai il controllo perché sa di avere una grande responsabilità. Ma quando siamo soli ci facciamo un sacco di domande. Tiene alto il morale dei ragazzi, riesce sempre a strappare un sorriso a tutti noi, ma vedo che è preoccupato anche lui». Lei è iperpresente sui social: ha visto che potenza hanno? I Ferragnez hanno fatto una raccolta straordinaria. «Ho grande ammirazione per loro. Chiara, pur essendo un personaggio internazionale che poteva scegliere di andare dove voleva, è rimasta qui con noi, in Italia e ha dimostrato quanto sia una ragazza piena di valori e generosità ».

Pure lei, Antonella, raccoglie fondi per gli ospedali dell’Alessandrino… «Rimboccarsi le maniche è un atto dovuto. Io mi sto muovendo sul territorio, sensibilizzando gli industriali della zona e le personalità che conoscono bene la situazione qui intorno». «Tutto andrà bene». Il mantra rassicurante che fa immaginare il futuro. «Io non riesco a pormi domande sul  futuro. Siamo qui sotto lo stesso cielo, la nostra nazione è in pericolo, so solo questo. Il mio lavoro è in sospeso, non mi interessa altro che uscire da questa emergenza. Della tv ha senso parlare solo se fa informazione e una programmazione serale che possa distrarre. L’intrattenimento in questo periodo mi disturba, meglio un bel film o una fiction. Rai News 24 sta facendo un lavoro eccellente». Pure troppo, considerate anche le altre reti: siamo bersagliati, è quasi angosciante.

«A un certo punto io dico basta alle notizie. Preferisco immergermi in un bel libro». È tornata a cucinare per la gioia del suo pubblico: che cosa rappresenta la cucina per lei? «Cucinare con gli italiani in questo momento è un mezzo per stare in contatto: bisogna far passare in tutti i modi il sapore del nostro essere italiani, senza banalizzarlo. Non siamo solo “pizza e mandolino”, ma molto altro. L’empatia in cucina come nella musica e in tutto ciò che facciamo, ci rende unici. Tornare ai fornelli significa essere parte di una collettività che in questo momento, anche cucinando, si ritrova a far sentire la sua forza, la sua voce. Con ottimismo e leggerezza».