La distanza è sempre stata poca, i colori gli stessi. Le collega un’autostrada a 4 corsie, per le compagnie lowcost trattasi praticamente della stessa città (Orio, Milano). Connessioni e incroci fra la parte interista di Milano e la Bergamo atalantina sono storicamente numerosi: il momento attuale non fa eccezione, anzi accentua la tendenza. Da un paio d’anni è la partita di Gasperini, dalla scorsa stagione anche quella fra due proprietà vicine. E poi ci sono i giocatori, con affari passati, presenti e, chissà, futuri.

BUSINESS Partiamo dall’alto, dai vertici: la famiglia Percassi è stata una dei primi contatti italiani degli Zhang. Da allora Steven e Luca, figlio del presidente e a.d. atalantino, si frequentano con costanza. I Percassi sono stati ospiti di Suning a Nanchino, i due giovani cenano insieme con una certa regolarità. Nell’attesa di sviluppi di business (per ora tanti progetti, ma ancora nulla di fatto), è nata un’amicizia. Che probabilmente ha anche reso più «easy» i movimenti di mercato dell’ultima estate. L’Inter ha portato a termine la missione «45 milioni di plusvalenze per il Fair Play Uefa» anche grazie alle cessioni dei giovani Bettel- la (7) e Carraro (4) a Bergamo. In direzione opposta si sono mossi 31 milioni nerazzurri (dato dell’ultimo bilancio) per Bastoni, ora in prestito a Parma.

PASSATO E FUTURO Non vedremo nessuno di loro in campo, mentre ci sarà Gagliardini. Lasciò Bergamo in ascesa verticale, nel gennaio 2017, partì forte anche con l’altra maglia nerazzurra, torna a «casa» oggi dopo un improvviso rilancio con la doppietta col Genoa. Due gol in più, in questa A, di Musa Barrow: non ancora ventenne, l’Inter lo ha puntato a inizio estate e ancora lo segue. Lui peraltro ha dichiarato: «Voglio diventare come leardi». Gasperini dovrebbe farlo partire dalla panchina. Già, Gasp: la sua storia difficile con l’Inter è nota, i rapporti sono rimasti tesi anche ad anni di distanza. Da quando è a Bergamo, una vittoria e un pari in casa, due k.o. (uno per 7-1) a San Siro. Qualche mese fa disse: «Non ho mai allenato una big. Quando ho preso l’Inter finiva dietro a Genoa e Atalanta». Anche gli incroci, a volte, si scaldano.

E’ una centrifuga, sì. Il punto è intercettare le richieste del cliente (o dell’avversario) e mettere dentro gli ingredienti giusti di volta in volta. L’Inter che insegue l’ottava vittoria consecutiva – la quinta in trasferta di questo campionato – non è mai uguale a se stessa. Bergamo, ora di pranzo, mettetevi comodi con la dodicesima formazione diversa in dodici partite di campionato. Perché sì, una squadra titolare c’è, la capisci anche dentro queste continue sostituzioni organizzate a tavolino da Luciano Spalletti. Ma il segreto è preservarla per le grandi occasioni, che si trasformano automaticamente in grandi partite solo se la gestione delle forze è stata perfetta.

COPERTINA Raccontano che questa ad Appiano sia stata una settimana particolare: di fatto quello di ieri è stato l’unico allenamento vero prima della partita, i 116 chilometri corsi contro il Barcellona si sono fatti sentire e così si spiegano le sedute defaticanti e i quarti d’ora passati in palestra. Ergo: impossibile immaginare di evitare le rotazioni, l’aggiornamento più riuscito del secondo Spalletti. E allora via con la formazione numero 12, la terza consecutiva nel segno di Joao Mario, il simbolo più simbolo che c’è di questa Inter che non finisce mai. Spalletti dà una chance a tutti. C’è stato il tempo di Reità, di Lautaro, di Borja Valero, di Candreva, di Gagliardini e di Dalbert. Ora la foto copertina è quella del portoghese, che in settimana ha ritrovato pure la maglia della nazionale. Potenza dell’Inter, potenza delle rotazioni e della repubblica democratica di Appiano. Questa Inter è di tutti, la serie di vittorie di fila porta il nome di 20 giocatori diversi (il 21° impiegato è Karamoh, poi volato in Francia). Nel frullatore ci sono titolari aggiunti – leggi Miranda, quasi alla pari degli altri due centrali difensivi – e alternative che via via hanno conquistato il loro spazio.

TITOLARE Volendo usare un’altra metafora, si può dire che l’Inter è un compasso che ruota intorno a Brozovic, il più impiegato con 1.191 minuti stagionali. E forse è per questo che Spalletti farà di tutto per metterlo dentro anche oggi, nonostante la fatica. Perché ci sono pure le eccezioni, al ragionamento. Se nel discorso venisse inserita anche la Champions, solo una volta Spalletti si è ripetuto scegliendo lo stesso undici, tra derby e Barcellona a San Siro: è quella la formazione titolare, con una variazione comunque assicurata tra i due match con il cambio di modulo, dal 4-2-3-1 al 4- 3-3.

FINO IN NAZIONALE II punto di caduta della centrifuga è doppio. Di squadra, ovviamente. Ma anche a livello individuale. Così facendo Spalletti ha allargato la base di lavoro e ha regalato il passaporto ai suoi giocatori, liberi di conquistare – in alcuni casi riconquistare – la nazionale. Di Joao Mario s’è già detto, ma D’Ambrosio – escluso da questo giro di Mancini, ma presente nelle scorse chiamate -, Gagliardini e lo stesso Politano sono la fotografia perfetta di un’Inter che fa affidamento su tutti. Vale anche per Lautaro, che la Seleccion l’ha conquistata in pianta stabile nonostante nell’Inter sia diventato arma utile più a gara in corso che dall’inizio. Ma tra i titolari delle 12 formazioni c’è stato anche lui.

Gli utenti italiani possono iniziare le loro ricerche da:

  1. Svezia con l’emittente Modern Times Group;
  2. Serbia con l’emittente Radio-televizija Srbije;
  3. Paraguay con l’emittente Sistema Nacional De Television;
  4. Suriname con l’emittente Surinaamse Televisie Stichting;
  5. Svizzera con l’emittente Schweizer Radio und Fernsehen;
  6. Repubblica Ceca con l’emittente Ceca Ceská Televize;
  7. Slovacchia con l’emittente Slovenská Televízia;
  8. Portogallo con l’emittente Rádio e Televisão de Portugal;
  9. Paesi Bassi con l’emittente Sanoma Media Netherlands;
  10. Turchia con l’emittente Turkish Radio and Television Corporation.

ATALANTA-INTER ROJADIRECTA

Ricordando innanzitutto che non si tratta di un metodo illegale e che juvefan.it è il primo portale a sconsigliarne l’utilizzo, resta comunque un metodo diffusissimo in Italia e non solo. Rojadirecta è uno dei metodi alternativi per godersi Atalanta – Inter online a costo zero. Per farlo è sufficiente digitare “Rojadirecta Atalanta – Inter” oppure “Atalanta – Inter Roja“.
Da non dimenticare che il servizio potrebbe essere oscurato o inaccessibile anche in tempi brevi.

ATALANTA-INTER HESGOL

Tra i più famosi siti web in grado di offrire partite in streaming, oltre il già citato Rojadirecta, ecco anche Hesgol. Anche in questo caso vi basta scrivere “Atalanta – Inter Hesgol” oppure “Hesgol Atalanta – Inter” e vi apparirà un link sui cui basterà cliccare per far partire il servizio.
Anche in questo caso, però, si rischia di essere oscurati in tempi brevi, ed anche in questo caso juvefan.it sconsiglia l’utilizzo di questa soluzione poiché illegale.

Diretta Atalanta-Inter (Serie A) – Dazn.

Atalanta e Inter aprono il programma domenicale della 12a giornata di Serie A con la sfida delle ore 12:30. I bergamaschi vengono da 3 vittorie consecutive, due delle quali in trasferta, e continuano nell’inseguimento della parte alta della classifica. Gli uomini di Luciano Spalletti sono addirittura arrivati a 7 con i successi di fila in Serie A, e un’altra vittoria quest’oggi li candiderebbe definitivamente come primi avversari di Juventus e Napoli per la lotta al titolo.

Diretta Atalanta-Inter in pay-per-view sul canale digitale di DAZN anche in alta definizione HD. La partita non viene trasmessa in chiaro. Video streaming su DAZN, tra i servizi riservati agli iscritti e raggiungibili con app scaricabile con pc, tablet e smartphone, anche per Apple iOS e Google Android oppure guardando in diretta la pagina LIVE dal tuo PC.

Le sette vittorie di fila come punto di partenza. L’Atalanta come prosecuzione della Champions. La Juve come sfidante quasi imbattibile. E poi Mourinho, Nainggolan, Brozovic, Perisic, Lautaro. Luciano Spalletti ritorna sul pianeta Serie A e non si ferma: «La striscia di vittorie rappresenta quello che dovevamo fare – dice l’allenatore nerazzurro -. All’inizio ce la siamo presa comoda, poi abbiamo dovuto galoppare più forte. Le tante vittorie riempiono il serbatoio di convinzione ma non dobbiamo essere presuntuosi perché vincere non dà vantaggi nelle partite successive: ora dobbiamo vedere che livello di maturità abbiamo raggiunto». Bergamo è un campo difficile: l’Atalanta è rimasta imbattuta in 8 delle ultime 9 sfide interne con l’Inter e un anno fa finì 0-0. Ecco perché Spalletti non può abbassare la guardia: «La forza dell’Atalanta è indubbia, loro ti montano addosso. Questa partita è come un’estensione della Champions, un match ad altissimo tasso di difficoltà: il fatto che l’Atalanta non sia tra le primissime in classifica non conta, paga il fatto che a inizio stagione non ha capitalizzato il suo gioco. Hanno numeri importanti, in casa si esaltano. E poi Gasperini fa bene al calcio, lo rende più bello e moderno».

COLLEGHI Dall’elogio del Gasp al gesto di Mourinho ai tifosi Juve. Spalletti aggiunge: «José stesso ha detto che a freddo non lo rifarebbe e siamo d’accordo. Però poi ci sono pressioni emotive, soprattutto in certe partite, e il rischio di cadere in una piccola reazione c’è. Poi se stuzzichi un leone… il leone ruggisce. La reazione dei tifosi interisti al gesto di Mou fa capire che i risultati fatti insieme portano un amore infinito. Deve essere da stimolo anche per noi poter entrare a far parte di un sentimento così». Spalletti, che alla Roma nel 2005/2006 ha vinto 11 partite di fila in A, guarda anche alla Juve, distante 6 punti: «Secondo me sono i più forti e forse vinceranno lo scudetto – dice Luciano -, però ci sono squadre e difficoltà durante la A che possono minare certezze o qualità. Per cui tutte le altre squadre dovranno essere impeccabili e cercare di fare l’impossibile. A volte si è verificato l’impossibile e spesso ci hanno messo mano le persone, credendoci fino in fondo».

GIOCATORI Serve la testa e servono gli uomini, insomma. Come Brozovic: «Marcelo ha il piede con la bussola, lui lega il gioco da metà campo fino alla Curva Nord. Per arrivare in cima alla classifica servono tanti giocatori importanti come lui». Poi Nainggolan: «Col Barga ha fatto bene per le sue possibilità, è tornato un po’ indietro nella condizione: sarà difficile che ci sia per l’Atalanta, però va apprezzata la disponibilità per la squadra». Poi Perisic: «Lui si trova dentro tutti i numeri che fanno la classifica dell’Inter: non contano solo gol e assist». Poi Joao Mario, Gagliardini e Dalbert: «A loro vanno fatti i complimenti, dopo l’uscita dalla lista Champions sono rimasti con la mente solida». Infine Lautaro: «Sta bene, questo periodo lo sta vivendo come Reità, Candreva, Ranocchia, Joao Mario, Miranda, come qualche volta Politano, come me in alcune partite…».