Dove vedere Roma – Frosinone Streaming Gratis Diretta Tv Link live No Rojadirecta

Il calcio da centrocampo della sesta giornata di Serie A tra la Roma di capitan De Rossi ed il Frosinone di capitan Ciofani, è in programma mercoledì 26 settembre alle ore 21.00 presso lo Stadio Olimpico di Roma, impianto sportivo polifunzionale ad uso calcistico della Capitale che ospita 72.698 spettatori.

La Roma guidato da mister Eusebio Di Francesco, è reduce da una vittoria, due pareggi e due sconfitte. Attualmente i giallorossi occupano la 14a posizione in classifica ed è a quota 5 punti.

Per quanto riguarda il Frosinone di mister Moreno Longo, proviene da un pareggio e quattro sconfitte. Ad oggi i ciociari occupano la 19a posizione in classifica a quota 1 punto.

Quest’anno la musica è cambiata per vedere la serie A non servirà solamente Sky, ma si potrà seguire anche streaming su Dazn. Più dettagliatamente, delle 10 partite settimanali, siete saranno trasmesse sulla pay TV. Infatti la di questa sera fra Roma e Frosinone può essere vista in diretta streaming gratis su Dazn

È tutto pronto questa sera allo stadio olimpico di Roma si affronteranno la Roma contro il Frosinone. I due club ultimamente stanno affrontando un periodo di crisi. Nessuno si aspettava che la squadra allenata da Eusebio di Francesco, dopo la sfavillante vittoria in casa del Torino nella prima partita di esordio del cancello di serie A, a portare a casa una serie di sconfitte che nessuno mai si sarebbe aspettato. Nelle ultime quattro partite, infatti, i giallorossi hanno preso solo due punti, frutto di due pareggi due sconfitte.

Un’alternativa molto diffusa per vedere con lo streaming live gratis legale e sicuro la sfida in programma il 26 settembre alle 21.00, primo turno infrasettimanale della stagione, tra la Roma – Frosinone, è quella offerta dai siti delle emittenti che operano fuori dall’Italia. Ecco qualche esempio:

  1. Cipro Cyprus Broadcasting Corporation;
  2. Kosovo Radio Television of Kosovo.
  3. Birmania Myanmar National TV;
  4. Indonesia Rajawali Citra Televisi Indonesia;
  5. Australia Special Broadcasting Service;
  6. Lussemburgo Radio Television Luxembourg;
  7. Finlandia Yleisradio Oy;
  8. Georgia Georgia Public Broadcasting;
  9. Grecia Ellinikí Radiofonía Tileórasi;
  10. Cina China Central Television;
  11. Austria Österreichischer Rundfunk;
  12. Ecuador RedTeleSistema;
  13. Bosnia ed Erzegovina Radiotelevizija Bosne i Hercegovine;
  14. Germania Zweites Deutsches Fernsehen;
  15. Honduras Televicentro;
  16. Irlanda Raidió Teilifís Éireann;
  17. Croazia Hrvatska radiotelevizija;
  18. Colombia Radio Cadena Nacional;

Non c’è domani o derby che tenga. Questa sera, contro il Frosinone, Di Francesco si gioca la panchina. E non c’è sollievo a pensare che l’avversario di turno è la matricola frusinate, con la peggior differenza reti della serie A (-12) e solo 1 punto in classifica. La squadra di Longo è penultima soltanto perché il Chievo, con i 2 punti conquistati (uno proprio all’Olimpico), non ha ancora azzerato la penalizzazione (-3). Non ha ancora segnato, guarda caso come il Bologna, prima di affrontare domenica scorsa i giallorossi. Premesse e déjà vu che non lasciano tranquilli. Come le rassicurazioni che trapelano da Trigoria e che non rincuorano più di tanto l’allenatore.

Di Francesco sa di essere un uomo solo. E in bilico. A questo punto non può far altro che affidarsi alla professionalità della squadra, lasciandosi alle spalle le pesanti esternazioni («Sono disgustato») domenicali del presidente Pallotta: «Mi sarei preoccupato se fosse stato felice. Se sento la sua fiducia? Ora non c’è bisogno di sentire la fiducia di nessuno. Il concetto è solo uno. Io ho bisogno dei miei calciatori e loro hanno bisogno di me. Litigi? Non ce ne sono stati. Magari litigassero davvero, chi litiga con un compagno è perché ha senso di appartenenza e amor proprio. Solo insieme possiamo uscire da questo momento, senza pensare a puntare il dito l’uno contro l’altro». A Bologna aveva provato a scuotere il gruppo: «Devo cercare più gli uomini che il sistema di gioco giusto». Ieri è tornato sull’argomento, chiarendo cosa intendeva dire: «Non volevo insinuare che chi non giocherà con il Frosinone non è un uomo ma erano parole per pungolare e far tirare fuori qualcosa in più da tutti, dal punto di vista caratteriale». La Roma, in effetti, appare una squadra piatta, senza emozioni e reazioni, in balìa degli eventi. E molto dipende da un mercato sbagliato. Dopo aver affondato il colpo domenica («Rosa sopravvalutata? Guardando i risultati direi di sì») ieri, a domanda diretta («Come giudica il mercato?»), ha preferito glissare: «Non ne voglio parlare in questo momento». E quando, sollecitato, è dovuto tornare sull’argomento, non lo ha fatto certo per una promozione: «Dico solo che questa squadra deve essere superiore al Chievo e al Bologna, a prescindere dal mercato».

Rispetto al ko di tre giorni fa, sono pronti 7 cambi. Dentro Santon, Kolarov, Nzonzi, Pastore, Under, Schick ed El Shaarawy. Mosse mirate alle caratteristiche della rosa. Nel match per Di Francesco cruciale, il tecnico va incontro alla squadra e schiera i calciatori nelle posizioni in cui si trovano a loro agio. Una mini-rivoluzione, dettata anche dal forfait di Perotti («Ha un problema al flessore, spero di recuperarlo per Empoli») e dalla stanchezza di Dzeko («Ci sono tante partite alle porte, è una valutazione che farò. Giocherà o lui o Schick. C’è il derby sabato, poi la Champions e devo considerare che Edin ha giocato tanto anche in Nazionale…»). Con De Rossi pronto a festeggiare le 600 presenze con la maglia della Roma, spazio ancora al Flaco: «Cercheremo di trovargli una collocazione migliore». Che non può essere diversa dal trequartista nel 4-2-3-1.

E’cifra tonda fu quasi tre I anni fa, il 17 ottobre 2015, giorno in cui festeggiò il traguardo delle 500 gare con la maglia della Roma segnando il 2-0 all’Empoli (poi sconfitto dalla squadra di Garda per 3-1), un bel colpo di testa su angolo di Mirale m Pjanic. La sera prima i tifosi gli avevano dedicato uno strisdone significativo sul ponte pedonale con vista Colosseo. «Cinquecento volte una maglia in carriera, Daniele De Rossi eterna bandiera». A fine partita Daniele disse commosso: «Mi hanno emozionato». Ecco, fórse stasera l’atmosfera non sarà la stessa, visto il momentaccio che vive la Roma. Ma, c’è da giurarci su, per lui i tifosi giallorossi faranno un’eccezione. Perché stasera Daniele De Rossi si spingerà ancora un po’ più in la, toccando un’altra afra tonda, le 600 gare in giallorosso. Prima di lui c’è riusato solo il Dio romanista, Francesco Totti, arrivato fino a quota 736. lassù De Rossi non ci potrà arrivare mai, ma a Daniele forse neanche interessa. Quel che conta, invece, è che stasera si vinca, portando a casa con il Frosinone tre punti che permettano alla squadra di respirare in vista della sfida (decisiva) di sabato prossimo: il derby, una parata che il capitano della Roma sente sempre tantissimo. E se poi alla fine non saranno 600 stasera, lo saranno proprio sabato, contro la Lazio. Un traguardo da batticuore, verrebbe da dire…

IN CAMPO De Rossi stasera dovrebbe essere in campo al fianco di Steven Nzonzi, in quel 4-2-3-1 verso il quale Di Francesco ha dea so di virare per valorizzare al massimo  del mercato giallorosso, Javier Pastore. Daniele e il mediano francese cercheranno di dare copertura ad una Enea difensiva che sulla carta non dovrebbe essere sollea’tata ai massimi livelli, ma che ha dimostrato in questo primo scorcio di stagione (12 gol subiti in sei partite, alla media di due a gara) di non avere ancora trovato equilibrio e compattezza. Probabilmente anche per un centrocampo che non riesce a fare filtro come dovrebbe e per le misure tra reparti che spesso sono troppo lunghe. Se c’è però un giocatore che, nonostante i suoi 35 anni, sta dando veramente tutto è proprio il capitano, in assoluto uno dei pochi a salvarsi in questo primo scorcio di stagione giallorossa.

I RICORDI E forse anche oggi  torneranno in mente tante cose, tante partite, tante emozioni. Ad iniziare magari dall’esordio in Champions League del 30 ottobre 2001 (1-1, subentrò a Tomic) fino a quello in Serie A (25 gennaio 2003, Como-Roma 2-0) o magari alla prima rete con la Roma: era il 10 maggio del 2003, segnò il gol del 2-0 al Torino, poi sconfitto per 3-1, proprio come l’Empoli delle 500 gare. D’altronde, 600 di partite con la stessa maglia sono una a fra immensa (finora 446 in Serie A, 54 in Coppa ItaEa e 95 nelle coppe europee), che nel mondo del caldo italiano sono riusciti a raggiungere solo altri dieci giocatori (Maldini è in vetta con 902 gare in assoluto con il Milan). De Rossi è all’undicesimo posto, nel mirino davanti ha Giacinto Facchetti (634 partite con l’Inter). Non sarà facile raggiungerlo già quest’anno, anche se Daniele a proverà, è ovvio.

IL FUTURO E poi, se tutto andrà bene, da gennaio in poi si potrà anche iniziare a riparlare di contratto. Quello attuale scade a giugno, Daniele ci terrebbe a restare ancora un anno, fino al 2020. Ma non a dispetto dei santi, è evidente. Nel senso che se si sentirà ancora bene, se si sentirà ancora calciatore con la C maiuscola, allora sì. A patto che lo voglia anche la Roma. Per ora, i suoi 35 anni non pesano, anzi. E quelle 600 gare sono un traguardo da festeggiare. Possibilmente, battendo il Frosinone.

Non gioca titolare all’Olimpico da cinque mesi, da quando dopo neppure 10 minuti portò la Roma in vantaggio contro il Chievo. Ci metterebbe la firma, Patrik Schick, per replicare risultato (finì 4-1) e prestazione di quel giorno, quando la Roma era nel pieno della sua primavera tutta emozioni e lui sembrava pronto ad uscire dal lungo letargo. Ci ha creduto, ha lavorato tutta l’estate con un preparatore personale, ma poi non è che la storia sia cambiata così tanto: è la riserva di Dzeko, stasera toccherà a lui perché il bosniaco riposerà, e fino a questo momento non ha fatto nulla per convincere Di Francesco a dargli ancora più fiducia. I tifosi hanno gradito poco il modo in cui è entrato a Madrid, gli chiedono più grinta e cattiveria, tutti convinti che abbia le qualità per poter diventare, oggi ma soprattutto domani, un punto fermo della Roma.

COLLOQUI Ne è convinto soprattutto il direttore sportivo Monchi, che in questi giorni ha parlato e riparlato con Patrik, ci ha fatto colazione e l’ha osservato da vicino in allenamento, per fargli sentire la fiducia sua e degli altri dirigenti, ma al tempo stesso gli ha spiegato come la squadra, al momento, non possa permettersi di aspettare nessuno. Per quanto giovane e per quanto forte. La Roma ha bisogno che Schick ritrovi se stesso e quel carattere che, a Genova, l’aveva portato ad essere decisivo anche entrando a partita in corso.

COMBATTIMENTO Stasera, salvo sorprese, giocherà nel ruolo preferito, quello di punta centrale. Non si pesterà i piedi con Dzeko come a Milano, non partirà largo a destra, avrà dalla sua una squadra a trazione anteriore, come piace a lui, con dei trequartisti pronti a servirlo. La condizione è buona, come gli hanno ribadito sia Monchi sia Di Francesco tutto dipenderà dall’atteggiamento con cui entrerà in campo. Magari gli sarà stato utile confrontarsi nei giorni scorsi con i suoi amici arrivati dalla Repubblica Ceca, tra cui Jan Rudolf, un pugile di Praga che ha fatto del combattimento, sul ring e non solo, il suo stile di vita. Più o meno quello che, stasera, la Roma spera faccia anche Schick nella sfida contro il Frosinone.

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