Assunta Maresca detta Pupetta chi era?

Metti un padre, re dei contrabbandieri napoletani; uno zio, sanguinario killer, che non esita a far fuori il suo stesso fratello per dissidi sulla conduzione degli affari; il testimone di nozze che ti accompagna all’altare (poiché papino è latitante), ma 80 giorni dopo ordina l’omicidio di tuo marito per rilevare la sua fetta di business; e tu fai passare altri 80 giorni e poi gli compari davanti tenendo con la mano sinistra il pancione di sette mesi e nella destra un revolver Smith & Wesson, calibro 38, che gli scarichi addosso per vendetta.

Quello di donna Assunta Maresca, detta Pupetta, bambolina, è più che un romanzo criminale: una specie di infinito serial a puntate che, tra un colpo di scena e l’altro, è durato quasi 87 anni. Tutto comincia e finisce a Castellammare di Stabia, dove la dark lady della Camorra, nata il 19 gennaio del 1935, se n’è andata in punta di piedi agli sgoccioli del 2021. Sempre fedele a se stessa, al suo personaggio, al suo destino.

Eppure questa donna minuta, coi lineamenti delicati da bellezza cinematografica, voleva tutt’altro dalla sua vita: una famiglia, dei figli, un’esistenza tranquilla e possibilmente onesta. Suo padre Alberto era un boss della famiglia dei “Lampetielli”, piccoli lampi, chiamati così per la loro abilità a colpire sempre per primi coi coltelli. Suo nonno Vincenzo, mariuolo pure lui e mariuoli i suoi zii, cugini e suo fratello. Lei no, era diversa. A 18 anni partecipa di nascosto e vince il concorso di bellezza Miss Rovigliano. Tra il pubblico c’è un ragazzone coi capelli impomatati che si innamora di lei. Si chiama Pasquale Simonetti, ma tutti lo conoscono come Pascalone e’ Nola.

In società con Antonio Esposito, detto Totonno e’ Pomigliano, gestisce per la Camorra il business del grande mercato ortofrutticolo di Napoli, imponendo i prezzi di frutta e verdura a vantaggio dei loro affiliati. Pascalone è latitante (ha una condanna a sei mesi ancora da scontare). Pupetta ricambia l’amore, ma pretende che saldi il suo debito con la giustizia, consegnandosi al carcere di Poggioreale. Quando esce si sposano presso il santuario della Madonna di Pompei.

Davanti all’altare, Pascalone si sfila dalla cinta il suo revolver calibro 38 e lo deposita ai piedi della Madonnina, rinunciando alla carriera criminale. Nemmeno tre mesi dopo un killer gli spara un solo colpo di pistola al polso sinistro. Il giovane muore dissanguato. Tutti sanno che il mandanteèTotonno e’ Pomigliano che voleva tutta per sé la torta del malaffare. Pupetta ha in grembo Pasqualino; aspetta 80 giorni e, proprio con la pistola che fu di Pascalone, vendica il marito. Amore, morte, passione, tradimento, onore e vendetta: l’Italia si appassiona al melodramma e si divide in colpevolisti e “pupettisti”. Assunta Maresca viene condannata a 13 anni e 4 mesi, ma ne sconta 10 per intervenuta grazia del presidente Saragat.

APRÌ PURE DUE NEGOZI Poi tenta la fortuna nel mondo dello spettacolo, interpretando se stessa nel film Delitto a Posillipo. È un flop e la donna si butta allora nel commercio, aprendo due negozi di abbigliamento nel centro di Napoli. Ci sarebbe di che vivere più che bene e onestamente, ma il diavolo ci rimette lo zampino. Pupetta si innamora del camorrista Umberto Ammaturo, detto Umbertino a’ volp, da cui ha due gemelli. Nel 1974, scompare nel nulla Pasqualino, il primogenito. Il sospettato numero 1 è Ammaturo, che viene assolto per insufficienza di prove. «Ho sempre pensato che Pasqualino dava fastidio a Umberto, era troppo simile a suo padre», dice Pupetta.

«Se Ammaturo avesse confessato l’omicidio, lo avrei ucciso all’istante». Nel frattempo scoppia la sanguinosa guerra di Camorra, scatenata da Raffaele Cutolo, o’ professore. Pupetta è nel mirino in quanto affiliata alla fazione nemica. Il 13 febbraio 1982, convoca i giornalisti al Circolo della stampa di Napoli. «Se Cutolo tocca qualcuno della mia famiglia», dice, «faccio ammazzare senza pietà i suoi killer, i suoi scagnozzi, le donne e pure i bambini in culla». Negli anni successivi, Pupetta Maresca venne accusata di numerosi delitti, ma uscì “pulita” dai tribunali. Nel 2013, Canale 5 le dedicò una miniserie, Pupetta – il coraggio e la passione, interpretata da Manuela Arcuri. Ironia della sorte, a Lady Camorra non piacque la serie tv di Sky Gomorra che racconta il “suo” mondo. «È diseducativa per i bambini. Ho visto una puntata, ma di fronte a certe scene anch’io ho spento la tv».

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