La tempesta è passata e tra Miriana Trevisan e Pago torna il sereno. La showgirl napoletana aveva accusato l’ex marito di essere distratto dalla fidanzata Serena Enardu dal suo ruolo di padre. Ma ormai è acqua passata.

«Pago è venuto a trovarci una settimana, non è andato in albergo, ma è stato da noi. Ho la fortuna di avere una casa grande, quindi ognuno ha la propria camera col bagno. Quando Nicola ha visto suo padre, ha cambiato espressio

ne. Per via della quarantena, non si erano più visti e nostro figlio ne sentiva il bisogno», racconta lei a Nuovo. C’è chi ha pensato, però, che tra i due ex ci fosse un ritorno di fiamma. Ma le cose stanno diversamente, spiega la Trevisan.

Pago ha lasciato la Sardegna per correre da te e Nicola a Roma con regolare permesso. E le voci di una nuova crisi tra lui e Serena Enardu si fanno sempre più insistenti: com’è la situazione? 

«Da quello che vedo, sono tranquilli e Pago è felice. Detto ciò, lui è riuscito a raggiungere nostro figlio dopo una serie di permessi ottenuti dalla regione in cui vive, la Sardegna, per venire qui a Roma. Nicola è stato già due mesi senza suo padre, che era impegnato al Gf vip, anche se lui appena è uscito dalla Casa è venuto subito a trovarlo una settimana. Poi, però, è arrivata la pandemia a separarli».

Quando Pago era al Gf vip, lo avevi accusato di farsi distrarre da Serena dal ruolo di padre: vi siete chiariti?

«Sì, ci siamo chiariti. Pago mi ha spiegato che l’attenzione degli autori del programma era più incentrata sulla dinamica di coppia. Gli ho spiegato che Nicola non avvertiva il suo desiderio di vederlo. Per lui era già stata dura non sentirlo ogni sera e non incontrarlo ogni quindici giorni. E ne ha sofferto. Siccome però ho fiducia in ciò che dice Pago, ho creduto alla sua spiegazione».

Come hanno passato il tempo padre e figlio?

«Io li ho lasciati soli. Avendo la mia camera, ho rispettato il loro momento: così si sono preparati il pranzo e la cena. La presenza di Pago è stata molto importante anche per me, dato che sono riuscita a fare una spesa decente e tante altre cose. Questo perché in una dinamica genitoriale c’è bisogno di padre e madre».

Come stai trascorrendo la “fase 2” dell’emergenza?

«A Roma con mio figlio, isolata da tutto e da tutti. 1 primi venti giorni sono stati difficili per l’organizzazione della spesa. Mia madre oppure i volontari me la lasciavano fuori casa. Ma il rientro di Pago ci ha aiutato molto».

Hai sofferto di qualche disagio psicologico?

«Di solito, quando affronto situazioni che mi creano nervosismo, tendo a mangiare meno. Mio figlio e mia madre, però, sono stati molto attenti alla mia alimentazione».

Fai fatica a dormire?

«Sì, ho molta difficoltà. Tendo a svegliarmi alle quattro e poi la mattina dormo un paio di ore in più per recuperare. In più soffro di tachicardia».

Soffri anche di ansia?

«Ne ho sofferto i primi dieci giorni della quarantena. È stata una reazione per proteggere mio figlio e la casa da una minaccia esterna. Mi è passata quando ho razionalizzato e capito di essere al sicuro».

Qual è stata la tua paura più grande?

«Il dolore più forte è stato non poter raggiungere i miei genitori per via dell’isolamento. Per fortuna mia madre sta bene, mentre mio padre ha qualche problema di salute, ma non legato al Covid-19».

Una curiosità sul tuo passato. Ai tempi di Non è la Rai tu e Antonella Elia, ex gieffi- na come Pago, eravate le due vallette del programma: c’era competizione tra voi?

«No, anzi io la guardavo con ammirazione perché lei veniva da importanti esperienze lavorative come La corrida al fianco del grande Corrado.

Non è mai nato un particolare rapporto tra noi, siamo conoscenti e nulla di più».

Che effetto ti ha fatto rivedere la Elia dopo tanti anni?

«Da ciò che ho visto, in pubblico Antonella mostra un lato divertente e anche uno tagliente. Io non amo la sua aggressività, dato che sono per la pace e per la tranquillità».

Il settore dello spettacolo sarà tra gli ultimi a ripartire: ti preoccupa questa insicurezza lavorativa?

«So che il mio lavoro non riprenderà a breve per il divieto di assembramenti. Comunque sono la tipica risparmiatrice italiana e sono sempre stata attenta: ho imparato da mia nonna a essere parsimoniosa e a non scartare nulla. Se pulisco la verdura, con ciò che avanza faccio il brodo. Ho sempre e- vitato di comprarmi borse da duemila euro e ho preferito mettere da parte il denaro per comprarmi una casa. In questo sono stata lungimirante e ora mi sento serena».