Avevo perso le speranze. Non lo nego. Dopo tanti anni di carriera ero stanco di lottare, da solo, in un mondo che non andava nella mia stessa direzione. Nei momenti bui riuscivo a trovare un po’ di serenità e conforto solamente quando entravo nel santuario di San Gaspare del Bufalo, ad Albano Laziale. Un santuario non molto conosciuto che avevo scoperto, qualche anno prima, grazie ad una mia ex fidanzata.

E credo che sia stato proprio San Gaspare, grazie alle tante preghiere fatte, ad avermi dato la possibilità di partecipare, in un momento particolarmente difficile, a L’isola dei famosi. Quel programma, all’epoca in onda su Raidue e condotto da Simona Ventura, mi ha ridato gioia, linfa, lavoro e denaro. Aveva ragione mio padre che mi ripeteva, ogni volta che mi vedeva sottotono: «Il leone è ferito, ma non è morto». In effetti, non appena rientrato dall’esperienza più surreale della mia esistenza sulla spiaggia bianca di Samaná, sono tornato a ruggire come forse non avevo mai fatto in via mia. Nel reality, a onor del vero, non sono durato molto. Sì e no 20 giorni, ma in quelle poche settimane ho lasciato il segno. Con quel programma è nato il mio personaggio, ma anche il soprannome romanesco “er mutanda” che, tuttora, è ancora la mia croce e la mia delizia. Proprio io, poi, che non ho mai portato l’intimo. A fine avventura tutti mi volevano: tv, giornali, locali, centri commerciali. Persino Bruno Vespa si era interessato al “fenomeno Zequila”.

Ricordo anche che, per colpa mia, le primedonne della Rai, Simona Ventura e Mara Venier, entrarono in conflitto. Il motivo? Post reality Simona mi offriva tre ospitate nel suo programma domenicale sul secondo canale, mentre Mara, nella sua Domenica In, me ne offriva ben cinque. E io, dopo aver lavorato con mio padre nei mercati, ho seguito la legge del miglior offerente, anche se poi è proprio nel salotto di Mara che successa la famosa bagarre tra me e Adriano Pappalardo perché ho difeso mia madre dalle sue brutte parole. La nostra è stata una discussione orrenda, volgare e molto accesa che mi è costata l’epurazione dalla Rai per un paio d’anni. Non potevo crederci, ma alle salite e alle discese senza cintura di sicurezza, ahimè, sono sempre stato abituato. Ho rimesso piede in Rai, nei programmi di Michele Guardì, qualche anno dopo grazie ad Antonio Marano e voglio citarlo perché la riconoscenza, a casa Zequila, non è mai passata di moda. Spesso mi viene chiesto se il gossip e una serie infinita di leggende mi siano state d’aiuto per fare carriera.

Credo di no e sono certo di non aver espresso ancora tutto il mio potenziale, ma tant’è che il mio nome viene accostato regolarmente al mondo femminile, a partire da Ivana Trump. Ecco, con lei, c’è stato un flirt e niente più, anche se oggi siamo molto amici. L’avevo conosciuta qualche anno prima a Miami in occasione del suo compleanno, ma la passione è sbocciata nel 2009, a Saint Tropez. Ci siamo frequentati giusto un mese. Chi pensa che lei mi paghi qualsiasi cosa, sbaglia. Sono un signore, un gentleman, e tutte le volte che stiamo assieme, a costo di offrirle soltanto una pizza, pago io. Così come i voli per raggiungerla. Certo, non sempre viaggio con compagnie di bandiera. Capita, in tempi di crisi, di ricorrere anche ai low-cost, ma pur di esserci questo ed altro. Devo molto a Ivana visto che, negli anni, mi ha presentato, senza chiedermi nulla in cambio, tante persone importanti, ma non il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Anche se una volta mi ha portato a Palm Beach nella residenza dove il suo ex marito incontra i leader mondiali.

Un altro flirt che mi viene affibbiato è quello con l’attrice Joan Collins, oggi splendida 86enne. L’ho conosciuta a Londra a un ballo. Per attaccare bottone ho finto tutta la sera di essere un grande appassionato di Dynasty, dove lei era la temutissima Alexis. Mai vista una sola puntata, ma ho chiesto il giorno stesso del ballo storia e trama a mia madre, che seguiva la serie. Ci siamo ritrovati poi, io e Joan, sulla riviera francese. Si era innamorata del mio profumo. Un profumo da donna, il Must de Cartier, che poi le ho regalato per un suo compleanno. In quel periodo, però, ero perdutamente innamorato di Eugenia de Serigny. Poi si parla di Linda Evangelista e di Carla Bruni. Due amiche e niente più. Ho avuto molti flirt, ma mai nessuno è stato usato per far carriera. Ho frequentato Valeria Marini, Eva Robin’s, Lory Del Santo e Adriana Volpe.

Quest’ultima l’ho conosciuta a Milano, nei primi Anni 90. Lei era una giovane modella, all’epoca mora. Avevo un ricordo molto piacevole di lei e sono abbastanza convinto che lo stesso valeva anche per lei visto che, qualche anno dopo il nostro primo incontro, ci siamo rivisti a Roma. Una volta anche con il suo ex, Max Biaggi. Poi, al Grande fratello Vip ha provato a farmi passare per un millantatore quando io, fosse stato per me, non l’avrei nemmeno nominata e annoverata tra le mie conquiste. Contenta lei. La storia mediatica più importante è stata quella con Simona Tagli. Siamo stati assieme sei anni. Ci eravamo conosciuti a casa di Renzo Arbore, ma di quell’amore, a distanza di tanti anni, ho un solo ricordo: la sua gelosia. In amore, a esser sincero, non sono mai stato un santo e sono sempre stato piuttosto infantile, ed è forse anche per questo che sono fuggito ogni qual volta sentivo parlare di matrimoni e figli. I miei figli sono stati i miei genitori: le mie radici e il vero motore della mia vita. Quando mio padre è venuto a mancare, dopo averlo assistito giorno e notte per due lunghissimi anni, sono entrato in depressione e ne sono uscito, pochi mesi fa, grazie al Grande fratello Vip. Ai più potrà sembrare una boutade, ma è la pura verità. E in quella Casa, a pochi chilometri dal quella dove vivo tutt’ora con mamma Carmela, ho scoperto di amare ancora Marina. Lei è l’unica donna importante della mia vita, la donna che mi ha ridato la voglia di vivere e che, non appena finirà l’emergenza, sposerò davanti al Signore per mettere la parola fine a un passato che oggi non mi appartiene più».