Da ieri sera, le zone del centro della città sono sotto controllo da parte delle forze di polizia. Un’azione preventiva, disposta dal Questore, Antonio De Iesu, per evitare che la presenza di eventuali tifosi dell’Arsenal possa scatenare la follia di qualche scalmanato. Secondo i responsabili dell’ordine pubblico, l’arrivo dei supporters inglesi non dovrebbe creare particolare apprensione, ad accoglierli ci saranno 800 agenti che vigileranno su di essi. Fino a ieri sera, sono stati venduti 1000 biglietti del settore ospiti e, difficilmente, se ne venderanno di più.

CECKPOINT Le autorità hanno destinato due zone per raggruppare i sostenitori dell’Arsenal. Si tratta della Stazione marittima e di un’area a San Nicola la Strada, nei pressi di Caserta nord. I tifosi verranno accolti e scortati fino allo stadio dove verranno condotti direttamente nel settore loro destinati. Insomma, il servizio è stato predisposto in modo che le due tifoserie non vengano a contatto nemmeno per un istante. Intanto, la Questura ha assicurato anche sulla questione hooligans: i dirigenti napoletani sono in contatto con i colleghi inglesi. IN ANTICIPO Il Napoli ha invitato i propri tifosi ad arrivare anzitempo allo stadio per evitare problemi all’ingresso dei tornelli. I cancelli saranno aperti alle ore 18 per consentire di effettuare i controlli di sicurezza previsti dalla legge, necessari per garantire un afflusso più agevole all’interno dello stadio.Gli italiani non si fidano più. Anzi, detta meglio: sono tornati a non fidarsi degli arbitri. Eccolo, evidente nella sua drammaticità, il risultato di un’annata di equivoci ed incomprensioni. La fiducia ispirata dal primo anno di utilizzo della Var si è a poco a poco esaurita, lasciando campo libero al sentimento che storicamente, e disgraziatamente, ha riempito il dibattito italiano sulle vicende arbitrali: il sospetto.

NUMERI IMPIETOSI Il campione raccolto da Gazzetta.it non intende stabilire una verità assoluta. Però racconta di un sentimento crescente, appunto, e dà un responso che anche numericamente è significativo: per circa l’80% degli oltre tremilasettecento utenti che hanno partecipato nelle ultime ore ad uno dei due sondaggi di Gazzetta.it, infatti, giocatori tecnici, società e tifosi «hanno ragione a protestare», perché «certi errori fanno pensare male».RIPENSAMENTO Più che un atto di accusa, la denuncia di uno stato di insofferenza. Gli errori degli arbitri, l’utilizzo continuamente difforme della video assistenza, il disorientamento che decisioni diverse per episodi molti simili hanno provocato, il silenzio dei vertici arbitrali, interrotto solo recentemente per ribadire che «le idee sono chiare, non c’è alcuna confusione, si tratta di errori individuali e isolati», insomma tutto questo ha generato il grande scetticismo che oggi, a campionato quasi concluso, sfocia in cattivi pensieri. È un peccato, per il calcio italiano ma innanzitutto per la classe arbitrale. La Var non è in discussione, non si può tornare indietro. Chi la applica a corrente alternata, però, è finito nel mirino. Per la video assistenza, doveva essere la stagione del consolidamento, si è rivelata invece la stagione del ripensamento. Partita dopo partita, errore dopo errore, la crepa si è allargata.

COLPEVOLI E infatti il verdetto dei due sondaggi Gazzetta non lascia spazio a molti dubbi. Nel primo abbiamo chiesto ai nostri lettori di chi o cosa sia la responsabilità della crisi in cui sono precipitati i nostri arbitri. Per più di un lettore su due, il 53,8% dei 3.070 partecipanti al sondaggio (dato registrato alle ore 15 di ieri), la responsabilità è di «arbitri che fanno pensare male». Al secondo posto nelle preferenze c’è un «cattivo utilizzo del Var», scelto dal 27,4% degli utenti, seguito da «arbitri ritenuti non all’altezza » (12,4%). Più staccata la «formazione e dall’organizzazione di competenza dell’Aia (5%)», staccatissima l’opzione «gestione del gruppo e designazioni», scelta solo dall’1,4%. Un dato che sembra mettere al riparo almeno in parte il lavoro di Nicola Rizzoli, a cui evidentemente si riconoscono gli sforzi profusi nel corso della stagione per raddrizzare la barca e favorire un ricambio generazione che in questo momento sembra essere il vero tallone d’Achille della classe arbitrale. E si arriva alla domanda finale, se le proteste che montano ormai da mesi siano legittime o esagerate: il dato riscontrato, 79,3% contro il 20,7%, racconta di una crisi di fiducia che a ben guardare è il primo problema cui far fronte. Senza continuare a chiudersi nel proprio recinto, prima che sia troppo tardiIl Napoli è chiamato all’impresa contro l’Arsenal, al San Paolo, per conquistare la semifinale di Europa League (diretta Sky Sport Uno dalle 21).

La formazione di Ancelotti è l’unica squdra italiana a essere ancora in corsa nelle competizioni Uefa, ma ribaltare la sconfitta dell’andata all’Emirates per 2-0 (rete di Ramsey e autogol di Koulibaly) non sarà facile. Il mister, che vuole mettere in bacheca l’ultimo trofeo europeo che ancora manca nella sua gloriosa carriera, ha indicato la via ai suoi giocatori: «La ricetta per la rimonta? Coraggio, intelligenza, cuore. Il coraggio l’ho visto poco all’andata, soprattutto all’inizio, il cuore è quello che metteremo oltre all’intensità». I partenopei questa volta potranno contare sul fattore campo: «L’ambiente sarà un supporto importante. Se la squadra gioca bene il San Paolo ti aiuta, altrimenti è difficile. Tutto può diventare possibile».Il Napoli si gioca la partita più importante, più pesante e decisiva della stagione – con il secondo posto in campionato ormai congeltato – potendo contare sull’attaco titolare. Insigne e Milik scenderanno in campo dal primo minuto, mano nè da escludere una formazione super offensiva con Mertens a chiudere il tridente. A differenza del match di domenica contro il Chievo, è certo il rientro in campo di Allan ma la novità è l’inversione tra Fabian Ruiz e Zielinski: spagnolo a sinistra, polacco centrale. In difesa la coppia formata da Maksimovic e Koulibaly davanti a Meret. Gli unici assenti per la gara di stasera sono Albiol, Diawara e Ounas, quest’ultimo alle prese con un risentimento muscolare. Una iEmery sebbene parta in vantaggio non sente il passaggio del turno così vicino e lunedì contro il Watford (vittoria per 1-0) ha attuato il turnover per far rifiatare i titolari in vista del match contro il Napoli. La formazione sarà di conseguenza la stessa dell’andata con coppia offensiva formata da Aubameyang e Lacazette. Il passaggio del turno per il Napoli sarebbe una boccata d’ossigeno in grado di dare una svolta ad una stagione che fino a qui non ha rispettato le aspettative iniziali.

Il «vecchietto», ma si fa per dire, è uomo buono e giusto, per qualsiasi occasione: ha la sua età (trentadue), finirà per essere stasera la chioccia del Napoli, come gli è già successo, e porterà con sé non solo quella versatilità che l’ha contraddistinto in questi sei anni, ma pure l’esperienza accumulata al Real Madrid. «El miedo escenico», per dirla a modo suo, è una questione che non lo riguarda, semmai in quell’atmosfera che sa di magia e che deve divenire il «terrore del palcoscenico», va cercata l’energia per inseguire il sogno e restare sulla strada che conduce a Baku. Callejon ne conosce un paio: sa stare a destra, partendo dall’alto ma anche dal basso, e quando la manovra si sviluppa in fase offensiva non evita gli ingorghi tra le linee; un giorno, volendo, si potrà inventare anche una vita da mediano (centrale); ed ha una intelligenza che gli è valsa l’«incoronazione» di tre allenatori su tre: stasera, saranno 298, le vie del señor sono infinite.

Callejon è dura, quasi durissima, ma lei può scegliere tre motivi per cui valga la pena di crederci. «C’è la fiducia dello spogliatoio, che poi diventa fame di vittoria, e c’è il pubblico che ci aiuterà. Affrontiamo una grande squadra ma noi daremo tutto che abbiamo: lo faremo per noi, per la società, per l’allenatore e per la città che lo merita. Penso che dopo tante stagioni a così alto livello, un po’ lo meritiamo anche».

E qual è l’ingrediente per riuscirci? «Senza troppi giri di parole, sarà necessaria e anzi indispensabile la partita perfetta». Le pesa questo ruolo da «anziano» della squadra? «Mi conforta: vuol dire che sono stato apprezzato. E questo continua a spingermi a mettercela tutta, sempre, in allenamento e in partita. Il calcio non è solo il mio lavoro ma è anche la mia passione, lo vivo con entusiasmo e con energia. Ma per essere pronto, devi allenarti».

Sabato, a Verona, riunione a sorpresa della squadra: lo abbiamo chiamato il patto per l’Arsenal… «Ma non posso dire ciò che ci siamo detti. Abbiamo avvertito il bisogno di parlarci, tutti assieme, e confessare i nostri pensieri. Abbiamo parlato di gruppo e siamo usciti dalla sala contenti. E lo era anche il mister. Speriamo che tutto serva per questa sfida».

2-0 in favore dell’Arsenal: è una montagna da scalare. «Ma siamo in grado di farlo, c’è fiducia. All’andata è stato sbagliato il primo tempo ed è chiaro che stavolta non potrà succedere. Ci siamo portati da Londra l’amarezza tipica che scatena una sconfitta ma adesso si decide: io intravedo la possibilità di una serata storica, con una partita di altissimo livello tecnico e caratteriale».

E come ci arriva Callejon a questa sua 298esima presenza con la maglia del Napoli? «Dopo il successo con il Chievo sono rimasto a casa con i miei, mi sono riposato e concentrato. La semifinale di Europa League è il nostro prossimo traguardo, è decisivo essere mentalmente al 100%. E poi ci vorrà il cuore». Da Benitez a Sarri ad Ancelotti: gioca sempre Callejon… «Non ho segreti. Sarò me stesso sino all’ultimo giorno in cui scenderò in campo e lo sarò con quell’impegno che diventa fondamentale per guadagnarsi la stima. Ma sono stato un uomo fortunato: sono qua da sei anni, felice di esserci e di restarci, ed ho avuto allenatori importanti che hanno creduto in me».

 Le ricerche possono iniziare con:

  1. Repubblica Ceca con l’emittente Ceca Ceská Televize;
  2. Paesi Bassi con l’emittente Sanoma Media Netherlands;
  3. Portogallo con l’emittente Rádio e Televisão de Portugal;
  4. Suriname con l’emittente Surinaamse Televisie Stichting:
  5. Svizzera con l’emittente Schweizer Radio und Fernsehen;
  6. Turchia con l’emittente Turkish Radio and Television Corporation;
  7. Slovacchia con l’emittente Slovenská Televízia;
  8. Serbia con l’emittente Radio-televizija Srbije;
  9. Paraguay con l’emittente Sistema Nacional De Television;
  10. Svezia con l’emittente Modern Times Group.