Arrivano in piazza della Scala tenendosi per mano, non una parola, non ce n’è bisogno. I loro sguardi dicono tutto: Matteo Salvini e la fidanzata Francesca Verdini sono sempre più innamorati. Hanno vent’anni di differenza – lui 46, lei 26 – si frequentano soltanto da due mesi, ma il loro legame è già così forte che è stato ufficializzato subito. Alla prima di Dumbo, il nuovo film di Tim Burton, remake del classico della Disney – era fine marzo – la coppia si è lasciata fotografare con grande disponibilità, ponendo così fine agli appostamenti estenuanti dei paparazzi a caccia di primizie, che pochi giorni prima avevano sorpreso i due mentre facevano colazione in un bar e poi mentre cenavano al ristorante PaStation, di proprietà del fratello di lei, Tommaso, in piazza Campo Marzio.

Non c’è più bisogno di piccoli agguati o inseguimenti, quindi, per catturare un’immagine di Salvini e Verdini. La coppia del momento si concede. Non solo: brucia le tappe. L’occasione è il gala di inaugurazione del Salone del mobile di Milano, comprensivo di cena esclusiva. È l’incontro di due istituzioni cittadine ed è la prima volta che il rito laico del Salone viene celebrato dal Tempio della lirica, quasi un ricordo, o una citazione, degli anni in cui ogni stagione della Scala aveva due aperture: quella canonica di Sant’Ambrogio, a dicembre, e quella primaverile, in occasione della Fiera campionaria.

La figlia dell’ex parlamentare azzurro Denis Verdini, che lavora nel mondo del cinema, e il vicepresidente del Consiglio nonché ministro dell’Interno siedono sul palco reale, che accoglie un’inedita formazione di personalità: la coppia di innamorati al fianco del sindaco di sinistra Beppe Sala, avversario di Salvini, della compagna di Sala, Chiara Bazoli, e dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Meno di un’ora di musica e programma per i Filarmonici: due sinfonie di Rossini, Semiramide e Guglielmo Tell, e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij orchestrati da Ravel. Grandi applausi. Ma il vero spettacolo, il più attuale e sorprendente, sono loro: Verdini e Salvini. Entrambi elegantissimi: lui in giacca e cravatta, lei fasciata in un abito nero, che con quel colore non si sbaglia mai, ravvivato – unica concessione – da uno scialle patchwork.

Si muovono come fossero marito e moglie, senza alcun tentennamento, cosa che apparirebbe invece piuttosto normale in una relazione appena iniziata, dove, in genere, ci si espone con cautela. Ma Salvini, con quel suo carattere fumantino e a tratti ruspante (che i suoi sostenitori adorano) è uno che segue l’istinto, che non bada all’etichetta. Nelle relazioni sentimentali e sociali come in politica. E per l’immagine politica, si sa, mostrarsi con fidanzata al seguito assicurerebbe consensi. Così se i capi di Lega e M5s si beccano su ogni fronte – per esempio sul Congresso mondiale della famiglia, per Salvini una riunione di persone che preparano il futuro, per Di Maio un’adunata di fanatici, o ancora sulla flat tax, prioritaria solo per il partito del carroccio – condividono una teoria: meglio farsi vedere in dolce compagnia. E in questo fanno a gara. Girate pagina per trovare conferma.