Sono circa 9mila le persone che l’influenza ha messo ko nel Veneto nella settimana prima delle feste natalizie. Il totale dal 15 ottobre, quanto è iniziata la stagione dei primi malesseri, sale così a 39mila casi. Il tasso d’incidenza regionale ha raggiunto l’1,85 per mille abitanti, meno della metà del tasso nazionale già salito a 3,42 per mille. L’influenza, in Veneto, è quindi in ritardo rispetto al resto d’Italia, il che spinge gli esperti a ipotizzare che il picco possa spostarsi in avanti, nel mese di febbraio. Il dato è stato rilevato dal secondo rapporto epidemiologico della direzione prevenzione dell’area sanità e sociale della Regione, che ha elaborato i dati inviati dai 116 medici di medicina generale che costituiscono la rete di monitoraggio sul territorio.

La classe di età centrale, che attualmente, in Veneto, è quella con incidenza maggiore, sta registrando un aumento graduale, con un valore complessivo per l’ultima settimana di 2,43 casi ogni 1.000 (15-64 anni, a livello nazionale 3,42). Per quanto riguarda gli anziani (65+), si registrano valori ancora molto bassi con un tasso d’incidenza di 1,12 casi ogni 1.000 abitanti (a livello nazionale 1,92). Al momento non è stato registrato nessun caso grave con complicanze.

Cos’è l’influenza?

L’influenza è una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona.

Spesso vengono impropriamente etichettate come “influenza” diverse affezioni delle prime vie respiratorie, sia di natura batterica che virale, che possono presentarsi con sintomi molto simili.

Nello stesso periodo dell’anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente da dicembre a marzo) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall’influenza (Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio etc.).

La vaccinazione costituisce la principale misura di prevenzione.

Quali sono i sintomi dell’influenza?

I sintomi dell’influenza sono comuni a molte altre malattie: febbre (generalmente accompagnata da brividi), mal di testa, malessere generale, mancanza di appetito, dolori muscolari e osteoarticolari, sintomi respiratori (tosse, mal di gola, congestione nasale), congiuntivite. Soprattutto nei bambini si possono manifestare anche sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea).

Come si trasmette?

L’influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, lo starnuto o anche semplicemente parlando. Il periodo di contagiosità comincia un po’ prima che si manifestino i primi sintomi (malessere etc.) e si prolunga per 3-5 giorni; solitamente il periodo di contagiosità è un po’ più lungo nei bambini che negli adulti. Il virus dell’influenza, che resiste molto bene nell’ambiente esterno in situazioni di bassa temperatura e umidità, si diffonde facilmente negli ambienti affollati.

Quali sono le complicanze dell’influenza?

Le complicanze dell’influenza vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (ad esempio malattie croniche dell’apparato cardiovascolare o respiratorio), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini).

Come si previene l’influenza?

Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea come l’influenza,

– Coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si tossisce e starnutisce e gettare immediatamente il fazzoletto usato nella spazzatura o nella biancheria da lavare.

– Lavare spesso le mani con acqua e sapone, e in particolare dopo avere tossito e starnutito, o dopo avere frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili, possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol.

– Evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate; i germi, e non soltanto quelli dell’influenza, si diffondono in questo modo. Anche fumando aumenta rischio.

Rimanere a casa se malati, evitando di intraprendere viaggi e di recarvi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus.

Come si cura l’influenza?

In caso di sintomatologia influenzale è opportuno rivolgersi al proprio medico curante.

Nei confronti dell’influenza può essere messa in atto una terapia sintomatica, con farmaci antipiretici (che abbassano la febbre), analgesici (che agiscono sul senso di malessere, sulla cefalea e sui dolori articolari e muscolari) e antinfiammatori.

Il trattamento sintomatico e il riposo (per 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono sufficienti nella maggior parte dei casi di influenza non complicata; in presenza di complicanze (polmonari o di altro tipo) va naturalmente prescritta e somministrata una terapia specifica sotto controllo medico.

Quando si devono usare gli antibiotici?

Gli antibiotici sono attivi solo contro le infezioni batteriche e perciò, nell’influenza (di origine virale) non hanno alcun effetto. Costituiscono un presidio importante solo in caso di complicanze batteriche. È importante evitarne l’uso indiscriminato e l’indicazione al loro uso va riservata al medico.

I farmaci antivirali possono prevenire l’influenza?

I farmaci antivirali servono per ridurre la durata e la gravità dei sintomi dell’influenza. Come tutti i farmaci, hanno delle controindicazioni d’uso e possono provocare effetti indesiderati: vanno quindi assunti sempre e solo su consiglio medico. Nei bambini e negli adolescenti, l’uso degli antivirali deve essere limitato a:

  • bambini che accusano sintomi influenzali e che appartengono ai gruppi a rischio per gravi complicanze
  • bambini senza fattori di rischio, ma ricoverati in ospedale per sintomi gravi attribuibili alla infezione con virus AH1N1(dispnea, ipossia, alterazioni del sensorio)
  • bambini a rischio di gravi complicanze, non vaccinati che abbiano avuto contatti stretti con persone infette, come chemioprofilassi.

Nelle donne in stato di gravidanza l’uso dei farmaci antivirali deve essere limitato a donne che presentino malattie croniche preesistenti alla gravidanza, nonché ai casi di malattia influenzale con decorso complicato. In questi casi il trattamento può essere effettuato anche nel I trimestre, nel più breve tempo possibile dall’insorgere dei sintomi.

II loro uso non va mai considerato una alternativa alla vaccinazione antinfluenzale.

Come ci si può proteggere dall’influenza?

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. La composizione dei vaccini antinfluenzali può variare di anno in anno, a seconda delle caratteristiche dei ceppi di virus influenzali circolanti.

Quali tipi di vaccini antinfluenzali si trovano in Italia?

I vaccini disponibili in Italia per la stagione 2017-2018 sono inattivati, non contengono cioè virus vivi. Ecco i tipi:

  • vaccino split contenente virus influenzali frammentati
  • vaccino a sub unità contenente solo gli antigeni di superficie emoagglutinna e neuroaminidasi del virus influenzale
  • vaccino adiuvato contenente gli antigeni di superficie emulsionati ad adiuvante oleoso metabolizzabile (MF59)
  • vaccino intradermico, vaccino split confezionato in siringa particolare che consente di iniettare nel derma la dose desiderata (concentrata in 0,1 ml di volume)

Che cosa sono gli adiuvanti che si utilizzano nella composizione dei vaccini?

Gli adiuvanti sono sostanze che vengono aggiunte al principio attivo del vaccino per potenziare l’efficacia della risposta immunitaria. Sono ampiamente usati da molti anni nella produzione di vaccini ed hanno buoni livelli di sicurezza.

Per chi è necessaria la vaccinazione antinfluenzale?

Il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.

Nel nostro Paese la vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrono un maggior rischio di andare incontro a complicanze in di malattia Sulla base della Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2017-2018”, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per:

– Soggetti di età pari o superiore a 65 anni

– Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 64 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:

o malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma persistente, la o displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica e la broncopatia cronico-ostruttiva-BPCO) o malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite o diabete mellito e altre malattie metaboliche o insufficienza renale cronica

o malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie o tumori

o malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci da HIV o malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale o patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici o patologie associate ad aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es.

malattie neuromuscolari) o epatopatie croniche

– Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

– Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza

– Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti

– Medici e personale sanitario di assistenza

– Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio

– Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori

– Forze di polizia

– Vigili del fuoco

– Altre categorie socialmente utili potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie.

Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.

– Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:

o allevatori

o addetti all’attività di allevamento o addetti al trasporto di animali vivi o macellatori e vaccinatori o veterinari pubblici e libero-professionisti

Per chi è sconsigliata la vaccinazione?

Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:

– Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età)

– Soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino (da “Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni”, ISS-Ministero della Salute) Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta