Per vedere SPAL Inter con lo streaming si possono consultare i siti delle emittenti che operano fuori dall’Italia. Un’alternativa che consente di vedere i novanta minuti del Paolo Mazza live e anche gratis in questa circostanza. Oltre che in maniera legale visto che i diritti della Serie A vengono acquistati nei rispettivi paesi. Per questo motivo anche gli utenti italiani, con le giuste ricerche possono trovare lo streaming. Solo l’attivazione dei blocchi geografici potrebbe vanificare le ricerche. Anche perché i tribunali sulla questione non si sono ancora espressi in maniera chiara ed univoca. Ecco un breve elenco delle alternative che potrebbero fare al caso vostro:

  1. Suriname con Surinaamse Televisie Stichting;
  2. Svizzera con Schweizer Radio und Fernsehen;
  3. Turchia con Turkish Radio and Television Corporation;
  4. Paesi Bassi con Sanoma Media Netherlands;
  5. Portogallo con Rádio e Televisão de Portugal;
  6. Paraguay con Sistema Nacional De Television;
  7. Svezia con Modern Times Group;
  8. Repubblica Ceca con Ceská Televize;
  9. Slovacchia con Slovenská Televízia;
  10. Serbia con Radio-televizija Srbije.

Sappiamo delle insidie che andiamo a incontrare in questa partita: per quanto mi riguarda, la musica della Champions la sentirò anche a Ferrara prima di iniziare. Se poi a qualcuno serve, che se la metta sul telefonino per sentirsela anche prima di giocare». Il ghigno è quello dei tempi migliori. E la battuta a effetto fotografa in pieno lo stato d’animo di Luciano Spalletti: per lui Psv o Spal non farà differenza. Anche perché, vincendo a Ferrara, l’Inter potrà garantirsi una sosta serena, condizione migliore per preparare il derby post Nazionali. Vittoria che farebbe tornare indietro l’orologio agli otto successi consecutivi (tra campionato e Coppa Italia) ottenuti da Stefano Pioli tra l’11 dicembre 2016 e il 28 gennaio 2017 ma che soprattutto certificherebbe un nuovo status dei nerazzurri: «Fino a quando si evidenzia che non è una cosa normale fare un filotto di vittorie significa che non siamo ancora quelli che dobbiamo essere. Alla Juve certe domande non si fanno», ringhia ancora l’uomo di Certaldo che in mattinata aveva provveduto a catechizzare per bene la squadra sull’importanza della partita.

L’Inter cambierà volto rispetto a Eindhoven (quattro le new entry attese, ovvero Vrsaljko, Miranda, Borja Valero e Keita) ma non chiamatelo turnover: «A me quella parola garba un po’ poco: io sostituisco titolari con altri titolari: noi abbiamo una rosa ampia perché doveva essere così vista l’alternanza tra campionato e Champions. L’anno scorso eravamo in pochi e andavano bene per la densità di partite che erano previste senza coppe. Visto che la società ha lavorato benissimo, è chiaro che i giocatori bisogna andarli a usare. È fondamentale poi sapere che in campo va sempre l’Inter e bisogna avere un comportamento da Inter». Un’Inter che, secondo Spalletti, non è ancora arrivata al top del rendimento: «Se Brozovic e Vecino sono i giocatori che corrono di più, vuole dire che tendiamo ad allungarci e a non restare compatti: tutti dovrebbero fare qualche metro in più per aiutarli perché più i centrocampisti corrono troppo, diminuisce la loro qualità nelle giocate. Noi non abbiamo ancora espresso il nostro massimo: queste vittorie non ci devono fare stare comodi perché ogni partita, quando giochi nell’Inter, diventa un esame e tutte le volte va dimostrato di essere da Inter. Con la Spal, per esempio, vedremo se la mentalità che abbiamo evidenziato è a pelle o sotto pelle: perché se è a pelle dopo un paio di docce va via. Per noi deve essere normale mantenere il passo per un lungo tragitto». L’esempio l’Inter l’ha davanti ed è la Juventus che avrà pure tanti campioni in rosa, ma ha pure quella fame che Spalletti vuole vedere dai suoi. A partire da stasera, quando l’Inter dovrà pensare di essere ancora in Champions, là dove non ha ancora sbagliato un colpo.

«Servirà la partita perfetta», ha informato Leonardo Semplici alla vigilia di Spal-Inter, in programma questa sera (ore 20.30). E probabilmente la sfida contro la formazione nerazzurra arriva nel momento peggiore, su una striscia aperta di tre sconfitte consecutive che ha frenato entusiasmo e ambizioni della formazione emiliana: «La partita che andremo a giocare deve restituirci certezze e farci crescere sul piano della personalità e della condizione fisica. Le prestazioni ci sono state, sono mancati soltanto i risultati – ha proseguito il tecnico toscano -. La gara di Genova mi ha soddisfatto, qualcuno mi era piaciuto pure contro il Sassuolo, ma credo che avendo a disposizione una buona rosa, cambierò qualcosa nella formazione titolare».

Mancheranno Viviani e Kurtic, si è fermato pure Simic a causa di una distorsione alla caviglia. Hanno recuperato, invece, Bonifazi e Djourou, che si sono allenati a parte a inizio settimana, rientrando gradualmente in gruppo. Dal primo minuto potrebbe rivedersi Missiroli, mentre Fares è in vantaggio su Costa per un posto sull’out di sinistra.

Avanti con l’usato sicuro. Come sabato scorso con il Cagliari, toccherà a Borja Valero prendere in mano la bacchetta da direttore d’orchestra. Ancora una volta sarà lui a sostituire Marcelo Brozovic. Una settimana fa per turnover, stavolta per l’infortunio che ha bloccato l’Epic nerazzurro, la sostanza però non cambia: lo spagnolo ha riconquistato posizioni nelle gerarchie quando ormai pareva in aria di rottamazione tanto che sull’argomento Spalletti ci ha pure scherzato su: «Se c’è un giocatore che mi ha stupito? Chiaro che vedere uno come Borja Valero, che ha 45 anni , che ha quel passato lì, che sta fuori per 4-5 partite, allenarsi sempre al massimo, ti fa molto piacere. Poi gli fai fare 5 minuti una volta e riesce a fare la differenza, gli fai fare 5 minuti due partite dopo e riesce a fare la differenza, gli fai fare una partita ed è quello che ha percorso più metri. Per questo dico Borja Valero, uno che ha passione, disponibilità e qualità di “essere dentro” e mettere l’Inter davanti a qualsiasi cosa».

Mentre in mezzo al campo l’Inter si affiderà al collaudatissimo tandem (sin dai tempi della Fiorentina) che prevede la coesistenza tra lo spagnolo e Matias Vecino, la corsia destra sarà del tutto inedita. Questo perché tornerà finalmente titolare Sime Vrsaljko (ultima agli atti dal 1’ con il Torino, 26 agosto) mentre Keita verrà piazzato sulla mattonella abitualmente occupata da Politano e Candreva: «Mi è piaciuto moltissimo soprattutto l’altra sera quando sono rientrati i compagni di squadra e lui è andato a fare i complimenti dentro lo spogliatoio dicendo a tutti che avevano fatto una grandissima partita – ha spiegato Spalletti – Se loro hanno fatto una grande gara col Psv è anche merito di quelli che si allenano bene durante la settimana. Keita ha giocato un po’ meno, ma quando l’ho chiamato in causa ha fatto la sua parte, ha fatto vedere che ci si può fidare di lui e noi lo teniamo in considerazione». L’uomo di Certaldo è il primo ad augurarsi che Keita possa sfruttare l’occasione che gli verrà offerta con la Spal, non fosse altro perché sponsor principale del suo arrivo all’Inter è stato proprio lui. Non va infatti dimenticato come questa estate – quando Ausilio gli prospettò la possibilità di fare soltanto un altro acquisto – l’allenatore decise di puntare quell’unica fiche sul senegalese considerandolo un prezioso jolly da piazzare un po’ dappertutto nei ruoli d’attacco. Keita che, tra l’altro, è pure l’unico tra gli attaccanti a non avere ancora segnato in stagione. Un peccato da redimere in tempi brevi, considerato che nel suo curriculum brillano i sedici gol realizzati nell’ultimo campionato giocato in Serie A ai tempi della Lazio.