Simone Dispensa, il ragazzo di 18 anni affetto da un tumore maligno alle ossa, non ce l’ha fatta. L’anno scorso tutti i suoi compagni di classe avevano deciso di vaccinarsi contro l’influenza per aiutarlo e per permettergli di frequentare le lezioni senza il rischio di prendere infezioni che per lui sarebbero state pericolose.

Purtroppo Simone Dispensa è morto, non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia. Alcuni mesi fa, la sua vicenda diventò virale sul web (Ad ottobre avrebbe compiuto 19 anni) ha combattuto con tutte le sue forse contro il cancro ed è morto. I suoi compagni di classe, per aiutarlo e proteggerlo da infezioni che potevano essere pericolose, si erano tutti vaccinati contro l’influenza.

Se ne è andato dopo essere riuscito a dedicare il suo voto di maturità, un 80 di cui andava fiero, ai suoi compagni di classe che, pur di averlo con loro, si erano vaccinati tutti creando in classe un’immunità di gregge. Un gesto che gli aveva consentito di frequentare la scuola senza pericoli per la sua salute compromessa dall’immunodepressione a cui si stava sottoponendo.

Una storia che aveva toccato l’animo di tutti e che nell’inverno del 2017 aveva fatto il giro d’Italia arrivando anche sul tavolo dell’allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che l’aveva definita come “esemplare”. Aiutati dall’insegnante Monica Lupori e dal medico Antonio Parodi, gli studenti della 5E del liceo linguistico avevano studiato il funzionamento dei vaccini e tutti insieme si erano poi recati all’Asl per sottoporsi al trattamento di prevenzione. Una scelta consapevole fatta per aiutare il loro amico e compagno che, in quel giorno, era impegnato nell’ennesima terapia.

«Se ne va una parte del nostro cuore»

«Se ne va una parte di noi – dice una insegnante, Monica Lupori – Se ne va una parte del nostro cuore, perché gli abbiamo voluto bene. Una parte dei nostri pensieri, perché con lui abbiamo ragionato, discusso e imparato. Una parte del nostro coraggio, che ci trasmetteva affrontando la malattia col sorriso. Una parte della nostra anima che diventa un altro angelo che ci guarda dal Paradiso. Oggi diventiamo più poveri, perché perdiamo una parte di noi, sapendo di essere diventati più ricchi, nel momento in cui lo abbiamo conosciuto».

A luglio la professoressa Lupori aveva accompagnato Simone e l’intera classe – quinta E, indirizzo linguistico del liceo scientifico Amaldi – in Consiglio regionale per ricevere un attestato per il grande esempio dimostrato da Simone e compagni. «Avevo conosciuto personalmente Simone – afferma il sindaco Rocchino Muliere – e il fatto che non ci sia più è una perdita per tutti. Cercheremo sicuramente di ricordarlo». Lascia il papà Davide, la mamma Katia Labellarte e il fratello minore.