Russia, Ungheria, Germania, Spagna. A partire dal 9 marzo, per un mese Al Bano avrebbe dovuto imperversare a colpi di Felicità da un punto all’altro d’Europa. Ma a imperversare adesso c’è qualcos’altro. «È tutto saltato», dice il cantante. Poi si corregge. «Tutto posticipato. Comunque, per metterla in musica, Ci sarà. Faremo tutto più avanti, quando questa storia sarà finita».

Alla veneranda età di 76 anni Al Bano, potrebbe (o meglio, dovrebbe) starsene in pace nella sua tenuta di Cellino San Marco, tra vigne, ulivi e l’aria che profuma di mare. Invece non ci sta. Il cantante che a parole celebra la vita di campagna, appena può fugge in città.

Gli va male. Giovedì 12 marzo corre a Brindisi, sale sul primo volo per Roma, atterra a Fiumicino, prende un taxi e mentre attraversa la Capitale s’accorge che di questi tempi forse c’è più vita al paesello. Al di là del finestrino, quello che vede scorrere sotto i suoi occhi è un mondo spettrale. Al Bano intervalla silenzi e boccheggia pillole di infelicità.

«Mai visto strade così vuote».

«Bar, ristoranti, non ce n’è uno aperto».

«Ma la gente dov’è finita?».

«È tutto così tranquillo, che a me sembra un gran caos».

Dopo un trasferimento record, 25 minuti dall’aeroporto al centro città, entra in albergo e aggiunge un’ultima constatazione: «Nessuno, anche qui ci sono solo io». E un’ultima consolazione: «Prima di partire ho raccolto dei limoni. Ho la valigia piena. Sopravviverò con quelli. E invece di imprecare cercherò di ridere».

Vien voglia di stuzzicarlo. Ma di questi tempi che ci va a fare solo soletto nel deserto di Roma? «Ma dai che lo sapete! Venerdì sera io e Romina andiamo da Maria De Filippi, siamo tra le presenze fisse di Amici».

È vero, ma è giovedì. Che ci fa a Roma un giorno prima del programma? Ha un appuntamento con la ex? Sbuffa: «Io e Romina ci vediamo in trasmissione, non prima. Di preciso non so nemmeno dove sta lei quando è a Roma. Tra l’altro, se la conosco bene, deve essere arrabbiata nera. Voleva a tutti costi tornarsene in America, ma Trump ha bloccato tutti i voli. Benedetta donna, mi sa che dovrà rassegnarsi a stare in Italia per un po’». Nel clan Carrisi la benedetta donna non è l’unica a essere bloccata. «A Ibiza c’è Romina junior che non riesce a rientrare», spiega Al Bano, «e non sarà facile spostarsi neppure per Cristel che da quando è sposata vive a Zagabria. In questo momento con me a Cellino, c’è Loredana con i due figli Bido e Yasmine».

«NON CI ESTINGUEREMO»

Al Bano fa lunghe pause. Come se questa situazione senza precedenti gli imponesse di fermarsi e riflettere. «Non ho paura della malattia in sé», dice, «sono fatalista e se mi tocca, mi tocca. Però da qualche tempo stiamo vivendo un momento strano. Prima del

Coronavirus in Puglia abbiamo visto il disastro della Xylella, la malattia che ha sterminato i nostri ulivi. E quando ho visto seccarsi alberi che sembravano creature immortali ho capito che le cose attorno a noi stavano cambiando». In peggio ovviamente.

Fino alle profezie di sventura, ai cata-strofisti che vedono la fine imminente della specie umana: «Queste sono esagerazioni, noi uomini siamo parte di un disegno più grande, non penso proprio che spariremo», interviene Al Bano. «Però siamo in guerra, contro nemici che abbiamo creato noi con i nostri errori. Dobbiamo imparare a difenderci. Io, grazie a Dio, posso farlo in mezzo alla campagna. Da buon contadino mi sveglio al mattino, cammino nei boschi, tra gli ulivi e la vigna, al cospetto del dio sole e di madre natura. Prendo le precauzioni che vanno prese e vado avanti».