S’infiamma la polemica sull’involontaria truffa del contatore del gas, che sarebbe causata da un difetto tecnologico che, potenzialmente, potrebbe coinvolgerebbe milioni di famiglie italiane. La trasmissione Le Iene, in onda su Mediaset, con un servizio di Matteo Viviani ha dimostrato con le proprie telecamere come molti nuovi contatori digitali del gas potrebbero continuare a segnare consumi anche se non passa un filo del prezioso minerale. Una truffa. Un dipendente di una delle principali aziende che distribuiscono il gas sul territorio nazionale ha contattato la trasmissione per dimostrare, praticamente, come il contatore continui ad addebitare consumi di gas anche se in realtà non si sta utilizzando alcun servizio che possa giustificare questo consumo.

La trasmissione Le iene è riuscita a smascherare un’ipotetica truffa di dei contatori del gas che porterebbero un aumento significativo di 15 era mese ai cittadini ignari. Per verificare se il proprio contatore sia difettoso non è neanche difficile da controllare.

Basta chiudere il gas è controllare le ultime tre cifre che riporta il display. Se quest’ultime aumentano anche se il gas è chiuso, molto probabilmente avrete in casa un contatore malfunzionante.

Adesso bisogna accertarsi se si può parlare di truffa o meno, comunque in caso di anomalie è sempre meglio contattare il Centro assistenza del gestore, oppure inviare un e-mail una raccomandata all’associazione a tutela dei diritti dei consumatori.

Guarda la puntata del 7 ottobre

Contatore del gas difettoso: cosa devo pagare?

Nell’anno 2015 reduce dal lutto del marito, mia madre di 85 anni lo ha passato a turno quasi tutto a casa dei suoi 5 figli. Tornata definitivamente nel suo appartamento mi sono accorto che il contatore del gas installato circa da un anno da Gabogas era bloccato sullo zero. Ho avvertito la società che lo ha sostituito. Evidentemente lo hanno installato difettoso e quindi la responsabilità è loro ma nella bolletta è stato calcolato un consumo una tantum di 500 metri cubi extra. Io ho contestato ma loro non sentono ragioni e dicono che bisogna pagare. Vorrei un consiglio da voi. È giusto pagare o posso fare qualcosa? A chi rivolgermi?

Caro Mauro, abbiamo chiesto di risponderle a un’esperta, la responsabile del servizio utenze di Konsumer Italia, Valentina Masciari. Ecco la sua risposta

Caro Mauro, in effetti, leggendo quello che scrive, è giusto che abbia delle perplessità su questa richiesta fatta dal suo fornitore di gas. In tali ipotesi, è previsto che nel caso di  guasto o rottura del gruppo di misura, il distributore provveda alla sostituzione redigendo contestualmente un verbale di sostituzione.
Una copia di questo deve essere data al cliente che deve firmarla  e una va inviata al fornitore : già su questo punto, mi sembra non sia stata rispettata la procedura, perché lei, Mauro, non cita la consegna di alcun verbale.
A questo punto,  l’esercente deve procedere alla ricostruzione dei consumi:  il contatore potrebbe aver fornito registrazioni dei consumi sbagliate, per eccesso o per difetto. Per fare la ricostruzione dei consumi, vanno seguiti alcuni principi :
si prende come periodo di riferimento il tempo compreso tra il momento in cui si è verificato il guasto o la rottura del contatore, se è possibile stabilirlo con certezza, e il momento in cui l’esercente provvede alla sostituzione oppure alla riparazione del contatore stesso;
se non è possibile stabilire con certezza il momento del guasto o della rottura del contatore, il periodo di riferimento per la ricostruzione dei consumi è quello che intercorre fra la data di verifica, o di sostituzione del contatore per l’invio a un laboratorio qualificato e, l’ultima lettura valida per il distributore e non contestata dal cliente. Il periodo di riferimento non può comunque mai essere superiore a cinque anni solari;
il cliente può comunque fornire all’esercente la documentazione riguardante le eventuali variazioni dei suoi consumi rispetto ai consumi degli anni precedenti.
Proprio questo è il passaggio che riguarda il Sig. Mauro : infatti i suoi consumi dell’ultimo periodo hanno subito una considerevole variazione rispetto allo standard precedente.
Infine, il cliente deve ricevere tutte le informazioni relative alla ricostruzione dei consumi  comunque non più tardi di 2 mesi dalla data in cui è stata effettuata la verifica / sostituzione del contatore: non mi sembra che lei, Mauro,  abbia ricevuto questi dati.

Comunque, i dati  della ricostruzione dei consumi dal momento in cui il cliente ne riceve la comunicazione scritta, possono essere contestati, cosa che lei ha prontamente fatto.

Aggiungo, che nel corso della risoluzione di una controversia relativa alla ricostruzione dei consumi, la fornitura del gas al cliente non può essere sospesa per il debito relativo alla ricostruzione dei consumi stessi.

Visto, gentile Mauro, che non si ritiene adeguatamente soddisfatto della risposta ottenuta alla sua contestazione, magari facendosi assistere da un’associazione consumatori, può attivare la procedura presso lo Sportello del Consumatore, contestando sempre la ricostruzione dei consumi fatta e richiedendo una ulteriore verifica sulla questione evidenziando quanto sopra detto.

Luce e gas: come evitare le truffe degli operatori?

Vista la difficile situazione economica in cui si trova il nostro paese, è comprensibile che sempre più Italiani si informino su come risparmiare sulla spesa per il gas riscaldamento, a maggior ragione considerato che la stagione fredda è alle porte. Il metodo più utilizzato a tale proposito è il confronto delle tariffe offerte dai vari fornitori, in modo da individuare l’opzione più conveniente presente sul mercato. Nel caso in cui i prezzi proposti  siano troppo convenienti, occorre prestare attenzione al rischio truffa, purtroppo sempre presente.

Per attirare ignari consumatori, alcune compagnie propongono delle tariffe per il gas metano e per la luce a prezzi super vantaggiosi nettamente più bassi rispetto a quelli offerti dai normali operatori energetici. Per tutelarsi dalle aziende colpevoli di truffe, la cui lista è liberamente consultabile sul sito dell’Aeeg, esistono però alcuni semplici consigli.

Il primo campanello d’allarme sono i venditori porta a porta, che vengono sguinzagliati da qualche fantomatica azienda pronta ad architettare una truffa ai danni dei consumatori. Per non cadere nella trappola, è bene ricordare che la vendita diretta di contratti di luce e gas non rientra nella strategia delle principali aziende.

Un’altra tecnica utilizzata dai truffatori è utilizzare firme false o dati anagrafici rubati (anche a persone decedute), di cui il consumatore è completamente ignaro. Per strappare una firma, viene adottato anche lo stratagemma di far credere al malcapitato che la compagnia di cui è cliente è prossima al fallimento o comunque sta pensando di aumentare le tariffe per la fornitura di luce e gas.

Le truffe possono, però, essere evitate mettendo in pratica alcuni piccoli accorgimenti, come per esempio evitare di rilasciare i propri dati (soprattutto quelli del conto corrente e il codice cliente POD sulla bolletta) e chiedere l’invio per posta o email della proposta di contratto per successive verifiche. Se il consumatore riceve la visita di un venditore addetto al marketing diretto può richiedergli di visionare il suo tesserino di riconoscimento.

Occorre, inoltre, ricordare che la firma del contratto non ha validità se non segue una richiesta di conferma effettuata tramite lettera o telefonata. In caso di ripensamenti, i consumatori possono comunque esercitare il loro diritto di recesso legalmente riconosciuto, inviando entro 10 giorni una raccomandata a/r al nuovo operatore.