A volte bisognerebbe solo ascoltare le madri. Anche a 40 anni superati da un pezzo. «Mia mamma mi aveva detto di dire no: “Se paghi un terrorista, pagherai tutta la vita”. E quando decidemmo di cedere alle richieste economiche di Jimmy Bennett lei si arrabbiò moltissimo. Avrei dovuto darle ascolto». Nel mare di fumo e di fango che ha travolto gli ultimi mesi di Asia Argento – un anno così orribile che è difficile pensare di sopravvivergli – un briciolo di luce arriva solo in fondo. Arriva dall’affetto pieno di determinazione e saggezza di sua mamma Daria Nicolodi, che l’ha spinta a uscire dal riserbo che le è proprio per difendere senza mezze parole la figlia su Twitter.

Dall’amore, seppur sofferente, dei suoi figli Anna Lou e Nicola. Dalla vicinanza del pubblico, che la vorrebbe di nuovo come giudice a X Factor, pubblico per il quale ha avuto parole commosse: «Mi ha aiutato ad andare avanti in un momento terribile».

Un momento in cui tutto è eccezionale ed enorme, nel quale Asia è vittima degli uomini, delle circostanze e forse persino di se stessa e delle sue fragilità. Perché ricopre prima la parte di vittima e accusatrice dell’ex magnate di Hollywood Harvey Weinstein, uno scandalo sessuale mondiale, che dà il via al movimento anti abusi MeToo. Subito dopo i ruoli si invertono e l’accusatrice diventa l’accusata di molestie a un minore, l’attore americano Jimmy Bennett. In mezzo, vive il suicidio del fidanzato, il celebre chef Anthony Bourdain, e il repentino licenziamento a metà del talent musicale di Sky.

Per fare ordine o almeno provarci, bisogna fare un passo indietro, tornare alla vicenda che l’ha più segnata e farlo attraverso le sue stesse parole. «Essere chiamata pedofila è uno stigma che non auguro a nessuno», ha detto Asia raccontando la sua verità sulla vicenda Bennett. Un episodio che risale al 2013, esploso però con una lettera anonima al quotidiano americano New York Times, pubblicata il 19 agosto, in cui si parla di molestie ai danni di un ragazzo minorenne e si allude a un accordo economico, che Asia definisce «un’estorsione, un ricatto». A 8 anni Jimmy era stato tra i protagonisti di un film di Asia. «Mi rivedevo in lui, ero diventata anche la sua insegnante di recitazione, poi per quasi dieci anni non l’ho più visto». Come spesso accade, il bimbo prodigio si era perso. «L’ho ritrovato sui social un anno prima del nostro incontro.

Quando ci siamo visti in quell’hotel di Marina del Rey, in California, non mi era balenata l’idea che fosse minorenne, perché per me non era un incontro sessuale». E mentre lui in un’intervista esclusiva rilasciata al programma Non è l’arena di Massimo Giletti aveva detto chiaramente di aver subito violenza da parte di questa donna che considerava alla stregua di una madre, Asia ribalta la situazione parlando di un rapporto subìto, sì, ma in cui la vittima semmai era lei. «Mi è saltato addosso, io ero come congelata, il tutto è durato pochissimo. Gli ho chiesto come gli fosse venuto in mente, lui mi ha risposto che ero la sua fantasia dall’età di 12 anni». E ancora: «Mi sono sentita come un trofeo di caccia, mi ha usata».

Un racconto non privo di ombre. Riguardo per esempio alle foto che i due si sono scattati l’un l’altra subito dopo il presunto abuso, del quale ciascuno, a detta sua, è vittima. «Quei selfie a letto?», ha detto Asia. «Cercavo di riportare alla normalità un momento del tutto anormale. Per questo dopo ho portato Jimmy fuori a pranzo con me». Sembrava finita lì. Invece arriva una richiesta di denaro tramite lettera degli avvocati di Bennett. Che nel frattempo non se la passa bene: la carriera non decolla, finisce in tribunale contro i genitori per una miserevole diatriba sul controverso furto dei proventi dei suoi cachet ed è destinatario di un provvedimento restrittivo per aver perseguitato un’ex fidanzata e la madre di lei.

Ma anche Asia non se la passa benissimo, perlomeno dal punto di vista finanziario. «Quando mi è arrivata la sua richiesta di 3 milioni e mezzo di dollari, avevo 5 mila euro in banca. Ma lui sapeva che avevo accanto un uomo importante, che lavorava alla Cnn». L’uomo importante è lo chef Anthony Bourdain, personaggio notissimo delle Tv americane: legato all’Argento dal 2016, si è tolto la vita in una camera d’hotel in Alsazia l’8 giugno scorso. È lui a insistere per pagare Bennett, sono suoi i soldi che effettivamente inizieranno a saldare a rate l’accordo con il ragazzo. Perché in fondo è sua la carriera che uno scandalo come quello scatenato dalla pubblicità di quel rapporto illecito – comunque la si pensi, Jimmy aveva 17 anni e in California il sesso con un minore è reato – sarebbe stata travolta.

E questo, paradossalmente, proprio sull’onda del movimento Me Too lanciato dalla sua fidanzata. «Non volevo pagare perché sapevo di non aver fatto niente di male», ha ricordato Asia, «ma Anthony mi disse: “Non stai pagando il suo silenzio, ci liberiamo solo di una scocciatura. Aiutiamo un’anima tormentata”. Io non ho siglato un patto di riservatezza né ho ammesso nulla. E i soldi che mi ha lasciato il mio compagno li ho congelati: li userò se mi serviranno per difendermi».

È in mezzo a questa dialettica familiar- legale, fin qui rimasta segreta, che la Argento svela la contrarietà di parte della sua famiglia di origine. «Mia mamma si è arrabbiata molto con Anthony e con i suoi avvocati. Per lei Jimmy era un terrorista: “Se cedi una volta e lo paghi”, mi ha detto, “cederai sempre”. Avrei dovuto darle ascolto». In ogni caso, poco dopo il suicidio di Bourdain («Mi ha regalato gli anni più felici e nessuno potrà mai togliermeli», ha rivelato lei in lacrime), lo scandalo esplode comunque. Anche grazie a un tradimento personale: quello dell’ormai ex amica Rain Dove, con cui Asia si confida dopo che la notizia è su tutti i giornali.

«È stata lei a vendere i miei messaggi a un sito scandalistico. E non avendone letto bene uno, ha detto che avevo ricevuto foto di Bennett nudo a 12 anni. Da quel momento, per questa bugia mi hanno chiamata pedofila». Inaccettabile, soprattutto per lei che è madre di due ragazzi, Anna Lou, 17 anni, avuta con Morgan, e Nicola, appena 10, figlio del regista Michele Civetta. «Il piccolo l’ho mandato negli Stati Uniti dal padre, perché temevo venisse bullizzato a scuola. Stanno soffrendo moltissimo». E ora? Ha detto lei, alla disperata ricerca di pace: «Vorrei solo riprendermi la mia vita e tornare a X Factor». Richiamata a furor di pubblico e di colleghi, la sua presenza resta però appesa a un filo. Quanto dolore e miseria può sopportare una sola persona? Quante volte può essere vittima e carnefice della sua stessa sorte?