Si trova ancora in prognosi riservata il 50enne ed allevatore della zona si Ancona, trasportato e ricoverato d’urgenza  all’ospedale regionale di Torrette dopo aver contratto la leptospirosi. Un quadro che inizialmente sembrava quasi irrecuperabile, dopo il trasporto in gravissime condizioni al nosocomio cittadino. La leptospirosi infatti, o “febbre dei porcai”, potrebbe essere stata contratta mentre il paziente stava lavorando con qualche animale infetto, oppure trasmessa dall’urina dei topi. Quasi un miracolo quindi per l’allevatore, visto che in poco più di 7 giorni la patologia ha raggiunto lo stadio più avanzato, da cui dicono le statistiche riesce a salvarsi un uomo su due.

Cos’è la Leptospirosi? La leptospirosi è un’infezione batterica che può colpire sia l’uomo che gli animali. Essa è causata da una famiglia di batteri del genere Leptospira. Le leptospire sono microrganismi della famiglia delle spirochetacee dotati di corpo esile e filamentoso, privo di ciglia o flagelli, diffusi nell’acqua e negli ambienti umidi, agenti di malattie infettive quali la leptospirosi. Esse sono ospiti abituali di topi, ratti, maiali, nutrie, eccetera e vengono immesse nell’ambiente con l’urina nell’acqua e nel fango. L’uomo può essere infettato attraverso la pelle, soprattutto degli arti inferiori e, in particolare, in presenza di ferite ed abrasioni. Particolari caratteristiche ambientali permettono la sopravvivenza delle leptospire e favoriscono la trasmissione della malattia. Di seguito ne elenchiamo le principali: · presenza di ossigeno · grado di umidità elevata · temperatura compresa tra i 20 e i 30°C · pH leggermente alcalino (tra 7 e 8) · presenza di humus, rifiuti e sostanze organiche in genere · concentrazioni ottimali di calcio, fosforo, potassio · presenza di acqua stagnante o a lento scorrimento · zone d’ombra o al riparo della luce solare diretta

Come si può contrarre la Leptospirosi? L’infezione da leptospirosi è generalmente causata dal diretto contatto con acque contaminate dall’urina di animali infetti. Molti mammiferi, selvatici e domestici, possono essere portatori del batterio; essi si possono ammalare ma qualche volta, pur avendo sviluppato la malattia, possono non mostrarne i sintomi diventando quindi dei portatori sani. Il microrganismo della leptospirosi è stato isolato nel bestiame, nei maiali, nei cavalli, nei cani, nei roditori e negli animali selvatici. L’uomo può contrarre l’infezione quando viene a contatto con acqua, cibo o terreno contaminati con le urine di animali infetti. I batteri possono invadere il nostro organismo per ingestione di cibi e acqua fortemente contaminati, anche se, solitamente, i succhi gastrici dello stomaco dovrebbero essere una buona barriera per distruggere le leptospire, attraverso la pelle e, in modo particolare, attraverso le mucose degli occhi e del naso o attraverso tagli od abrasioni. Non sono mai stati segnalati casi di infezione diretta tra persone

Quant’è il tempo di incubazione della malattia? Dal momento dell’esposizione al batterio al momento in cui si notano i primi sintomi, possono trascorrere dai due giorni alle quattro settimane. Di solito la malattia inizia con febbre alta improvvisa seguita dagli altri sintomi citati. La malattia si può sviluppare in due fasi; dopo la prima fase, caratterizzata da febbre, brividi, mal di testa, dolori muscolari, vomito o diarrea, il paziente può migliorare per un breve periodo con una successiva ricaduta. Al sopraggiungere della seconda fase, i sintomi si possono manifestare in modo più grave con complicazioni renali o meningite. La malattia può durare da pochi giorni a tre settimane o più. Senza alcun trattamento la guarigione può richiedere anche parecchi mesi

Dove è possibile contrarre la leptospirosi? Chiunque può infettarsi se passa del tempo all’aperto in zone umide ed acquitrinose dove sono presenti animali infetti. Pescatori, cacciatori, militari, veterinari, agricoltori e, in genere, persone che vivono all’aperto, sono a rischio di infezione. Durante le emergenze e, in particolare durante le alluvioni, questo tipo di infezione può essere contratta anche dai volontari di protezione civile dediti alla pulizia delle case inondate, alla rimozione di fango e detriti o ad opere di arginatura. Sempre più spesso, questa malattia interessa anche persone che praticano sports a contatto con l’acqua di laghi e dei fiumi La leptospirosi è una malattia diffusa in tutto il mondo ma, in particolare, nelle regioni tropicali e temperate.

Come viene trattata la malattia? La leptospirosi viene trattata con antibiotici, come penicillina, streptomicina, tetraciclina o eritromicina. Il trattamento dovrebbe iniziare il più presto possibile. Antibiotici per endovena potrebbero essere necessari in caso di persone che presentano sintomi molto acuti. In ogni caso, se esiste il sospetto di aver contratto l’infezione, consultare immediatamente il medico o un centro del servizio sanitario nazionale.

La malattia rende immuni? Esistono decine di microrganismi appartenenti alla famiglia delle spirochetacee che causano la leptospirosi. Generalmente, l’infezione garantisce l’immunità per il singolo microrganismo che ha causato l’infezione ma non per tutti gli altri della stessa famiglia.

Come si può prevenire l’infezione? Il rischio di contrarre l’infezione può essere notevolmente ridotto osservando alcune precauzioni. · Non nuotare o guadare torrenti, laghi o stagni in particolare quando si hanno ferite od escoriazioni. Se si sta nuotando, evitare il contatto con la bocca e l’ingestione di acqua. · In particolare, durante le emergenze, è bene evitare il contatto diretto con acqua e fango indossando guanti di gomma e stivali · Non bere acque superficiali (di pozze, torrenti, laghetti, ecc.) senza bollitura o un preventivo trattamento chimico. · Tenere sotto controllo l’eventuale presenza di topi e ratti intorno alla casa o al luogo di lavoro. · Indossare guanti quando si trattano animali morti o quando si puliscono le lettiere degli animali o i luoghi dove vivono. · Drenare e prosciugare eventuali pozze di acqua stagnante.