Cioccolato Gianduia, aiuta il cuore e preserva la salute dell’arterie

Che il cioccolato fondente faccia bene alla salute è una notizia che già ha reso felici i più golosi.

Ora però, a confermare gli effetti benefici del prelibato alimento arriva un altro studio che attribuisce alla varietà del gianduia un ulteriore vantaggio utile a perdonare il peccato di gola.

Un team di ricerca italiano ha dimostrato che il delizioso impasto gianduia che unisce cacao e nocciole è un prezioso alleato del nostro cuore, poiché migliora l’elasticità delle arterie. L’effetto benefico è stato dimostrato con un esperimento condotto su venti fumatori. Il cioccolato al latte non offre lo stesso beneficio.

Il consumo della nocciola tonda del Piemonte, una delle eccellenze del gusto italiano, aiuta a mantenere elastiche le arterie e ridurre, quindi, il rischio di malattie cardiovascolari. Il merito – così come rileva una ricerca italiana, diretta dal professor Francesco Violi, direttore del dipartimento di Medicina Interna del policlinico Umberto I di Roma – sarebbe dell’alta percentuale di antiossidanti, polifenoli e vitamina E contenuti nel frutto secco.

In base ad una ricerca italiana riportata poi dalla rivista Internal and Emergency Medicine, il gianduia potrebbe essere di grande aiuto alle persone che fumano. Il fumo ha infatti la capacità di diminuire l’elasticità dei vasi sanguigni, ma l’assunzione della nocciola può invece aumentare l’elasticità. La prova è stata effettuata su un campione di 20 fumatori, che dopo circa due ore dall’aver mangiato il gianduia, hanno mostrato un incremento dell’elasticità delle arterie. Il cioccolato fondente non aveva invece nessun effetto di questo tipo. Il gianduia può essere gustata nelle tavolette, nelle tazze o in crema. Nel corso degli anni, i produttori del cioccolato in questione, hanno modificato le dosi a proprio piacimento.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che il cioccolato non rappresenta solo un alimento ricco di principi nutritivi, ma è anche dotato di proprietà salutistiche. NFI ha aperto a Milano un tavolo di discussione con i maggiori esperti a livello internazionale per fare il punto sulle ultime scoperte in campo scientifico, nutrizionale e tecnologico del cioccolato. Una particolare attenzione è rivolta agli aspetti correlati alla salute, con l’obiettivo di supportare l’industria alimentare nel suo percorso di ricerca e sviluppo del prodotto.
Oggi, il cioccolato viene ancora spesso visto come un cibo da “snack” e come un alimento di limitato interesse nutrizionale. Negli ultimi anni, tuttavia, il cacao ed i suoi derivati sono stati oggetto di studio molto attivo da parte di numerosi ricercatori di tutto il mondo. Le analisi chimiche del cacao, infatti, hanno rilevato che i suoi semi sono molto ricchi di antiossidanti di natura fenolica. Queste molecole, tuttavia, non svolgono solo un’azione antiossidante, ma il loro raggio di attività si espande a raggiungere l’inibizione delle piastrine (coinvolte nella formazione di trombi) e dei leucociti (coinvolti nei processi infiammatori) fino al mantenimento di un tono vascolare ottimale. E’ importante sottolineare che le attività biologiche del cacao sono state dimostrate direttamente anche nell’uomo (oltre che in provetta o nelle cellule in coltura), rafforzando quindi l’idea che nell’ambito di una dieta variata, che comprenda una buona percentuale di alimenti di origine vegetale, il cioccolato possa contribuire in modo significativo alla prevenzione di patologie degenerative quali l’aterosclerosi.

“All’interno di una dieta equilibrata il cacao e i suoi derivati trovano una naturale ed opportuna collocazione: consumati in quantità adeguate contribuiscono all’apporto quotidiano di oligonutrienti dotati di comprovate attività biologica e fisiologica. – commenta Andrea Poli, direttore scientifico di NFI, Nutrition Foundation of Italy – Il cioccolato, specificamente, può rappresentare un veicolo gradevolissimo per consumare i polifenoli antiossidanti, che di per sé sono molto amari, e non a tutti graditi. Nel corso dei secoli, inoltre, la tecnologia del cioccolato ha fatto passi da gigante nella valorizzazione delle proprietà salutistiche del prodotto. L’industria del cacao si sta in particolare attrezzando per proporre al mercato un cioccolato ad alto tenore di polifenoli: un alimento che, sul piano scientifico, merita di essere studiato con cura.”

Le origini del cacao

Il nome scientifico della pianta del cacao è teobroma (dal latino “cibo degli dei”) cacao. La storia del cioccolato (dal termine azteco xocoatl) inizia nelle Americhe (probabilmente in Messico), dove il clima tropicale e la foresta pluviale favoriscono la crescita della pianta del cacao. I primi agricoltori ad iniziare la coltivazione della pianta del cacao furono i Maya, fra la penisola dello Yucatàn, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala. La nascita della coltura del cacao è ammantata di leggenda, e pare sia dovuta al terzo re Maya, Hunahpu. E’ in realtà probabile che il cacao che conosciamo ai nostri giorni sia frutto di incroci e selezioni genetiche avviate in Venezuela più di 35.000 anni fa. Il cacao è stato utilizzato per millenni sotto forma di bevanda e di spezia amara (sapore dovuto al contenuto in polifenoli), come si usa ancora oggi in Messico nella salsa mole.

La diffusione su larga scala del cioccolato in Europa avvenne dal 1585, anno in cui giunse nel nostro continente il primo carico commerciale di cacao proveniente da Veracruz. Da quel momento in poi vennero organizzati trasporti regolari fra le colonie spagnole d’America e la madrepatria. Nel secolo XVII alcuni cioccolatieri di Venezia, di Firenze, ma soprattutto di Torino, portarono a livelli mai raggiunti l’arte di preparare il cacao ed iniziarono ad esportare i loro prodotti in tutta Europa. Nel XVII secolo, in Europa, comparvero le prime fabbriche di cioccolato, subentrando ai monasteri e ai conventi. Il primo documento che riguarda la produzione di cioccolato in Italia è del 1678 e si conserva negli archivi storici di Torino.

Da allora la tecnologia del cioccolato è molto progredita, sia dal punto di vista igienico-sanitario sia nel miglioramento del profilo sensoriale dei cioccolati che, in tempi più moderni, di intelligente valorizzazione delle sue proprietà salutistiche. Il consumatore è infatti sempre più attento alle sfumature di aroma e sapore che caratterizzano i vari tipi di cioccolato, e si stanno sempre più affermando prodotti ad alto tenore di solidi di cacao e dei suoi componenti, soprattutto quelli di natura fenolica. L’industria del cacao si sta quindi attrezzando per migliorare tutti i passaggi della filiera produttiva e per proporre al mercato cioccolati ad lato tenore di polifenoli. Coniugare gusto, cultura del cibo e consumo di alimenti a comprovata attività biologica (in quantità consone ad uno stile di vita salutare) diventa quindi un obiettivo primario delle industrie cioccolatiere e ci si attende l’immissione in commercio di nuovi prodotti formulati a partire da queste considerazioni.

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