Inter-Torino, probabili formazioni. Esordio di Vrsaljko in maglia nerazzurra

Per l’Inter sicuramente questo campionato non è iniziato nel migliore dei modi, visto la sconfitta recapitata contro il Sassuolo la scorsa domenica, partita persa per 1 a 0.  Adesso, la squadra nerazzurra è pronta a riscattarsi  e lo farà contro il Torino. Questa sfida si preannuncia piuttosto scoppiettante ed è sostanzialmente aperta da ogni risultato, visto che anche la squadra Torinese sembra essere in piena forma.  Ad ogni modo, l’Inter sta lavorando per poter preparare meglio la sfida di domani sera contro il Torino e sembra che il Mister non voglia stravolgere la formazione che ha debuttato a Reggio Emilia contro il Sassuolo, pur ottenendo un risultato negativo.

Ciò nonostante, Spalletti pare che stia pensando al più di una modifica in particolare sulle fasce,  e punta più che altro su quattro nomi ovvero Sime Vrsaljko e Ivan Perisic  che prenderanno il posto di Alberto e Danilo D’Ambrosio.  Sarebbero queste le ultime indiscrezioni arrivate direttamente da Appiano Gentile. Il tecnico nerazzurro pare che sia intenzionato a confermare il 4-2-3-1 domenica sera contro il Torino, per la seconda giornata di Serie A.  Nelle ore precedenti si era pensato ad un passaggio alla difesa a tre, ma questa notizia sembrerebbe essere stata smentita. Potrebbe essere confermato Lautaro Martinez a supporto di Icardi.  Dunque, Perisic giocherà sicuramente sin dal primo minuto con Martinez Lautaro e Politano alle spalle di Icardi, a centrocampo potrebbe trovarsi Gagliardini a fianco di Brozovic, mentre in difesa come abbiamo visto potrebbe debuttare Sime Vrsaljko  con la maglia nerazzurra,  al fianco di De Vrij, Skriniar ed Asamoah.

Al momento non sembrerebbe esserci spazio per Naingolan e Keita che sarebbero disponibili ma soltanto in panchina. Il Torino, invece, sembra essere pronto ad affrontare questa sfida nel migliore dei modi, nonostante il tecnico Mazzarri debba rinunciare  a Baselli al centrocampo. Il tecnico potrebbe sostituire Baselli con Soriano a centrocampo,  mentre i titolari saranno ben 5, ovvero De Silvestri Meitè rincon e Ansaldi.  In attacco confermato Belotti,  mentre al posto di Berenguer, giocherà Falquè.  In difesa rientrerà Izzo con accanto Moretti e Nkoulou.

Ecco le possibili formazioni per Inter-Torino

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Vrsaljko, Skriniar, De Vrij, Asamoah; Gagliardini, Brozovic; Politano, Lautaro Martinez, Perisic; Icardi. A disposizione: Padelli, Berni, D’Ambrosio, Miranda, Dalbert, Ranocchia, Nainggolan, Vecino, Borja Valero, Karamoh, Candreva, Keita. Allenatore: Luciano Spalletti.

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Soriano, Rincon, Meité, Ansaldi; Iago Falqué, Belotti. A disposizione: Ichazo, Rosati, Bremer, Djidji, Lukic, Ola Aina, Berenguer, Niang, Parigini, Ljajic, Zaza. Allenatore: Walter Mazzarri.

Collirio salvavista di Rita Levi Montalcini debutta a Torino con ottimi risultati

È stato sperimentato al San Giovanni Bosco di Torino, il nuovo collirio definito a salvavista che pare abbia ottenuto dei risultati davvero molto interessanti. Il farmaco in questione si chiama Oxervate ed è il primo al mondo che cura la cheratite neurotrofica, ovvero una patologia piuttosto rara dell’occhio che purtroppo porta alla cecità. Prima di questo collirio, pare che non ci fosse alcun tipo di trattamento ma fortunatamente la Dompè, ha studiato a lungo per poter giungere a questo farmaco che ad oggi è stato definito salvavista.  È stato autorizzato negli USA  all’inizio di quest’anno, anche dalla regione Piemonte come un farmaco innovativo da utilizzare su pazienti ben selezionati nell’ nell’ambito della rete delle malattie rare ed è stato sottoposto a monitoraggio sul registro AIFA.

Pare che per la prima volta il farmaco innovativo sia stato utilizzato Torino presso l’Ospedale San Giovanni Bosco su due pazienti di 65-70 anni che dal mese di luglio pare stiano migliorando notevolmente, avendo ottenuto dei risultati sorprendenti proprio grazie a questo collirio che è costituito da Cenegermin per un principio attivo a base di Ngf,  ovvero il fattore di crescita dei neuroni con cui Rita Levi Montalcini vinse esattamente il Nobel Nel 1986.   I due pazienti si trovano presso l’ambulatorio di fisiopatologia della superficie oculare e trapianti di cui il dottore Romolo Protti è il responsabile. I due pazienti sono seguiti da un’intera equipe, composta dalla dottoressa Erika Savio ed Enrica Sarnicola e dal dottor Christian Demasi.

A parlare è stato proprio il Dott. Romolo Protti, il responsabile dell’ ambulatorio di fisiopatologia della superficie oculare, i trapianti il quale ha definito che queste ulcere neutrofile nei pazienti in questione sarebbero state causate da un difetto epiteliale dovuto ad una mancata innervazione della Cornea. Secondo quanto dovuto dal medico questo principio attivo a base di fattore della crescita nervosa, permetterebbe la riepitelizzazione della cornea evitando così ai pazienti un intervento chirurgico, attraverso il ricoprimento della cornea con una membrana amniotica, evitando le comunicazioni che potrebbero essere dovute al trapianto di cornea. Dopo un mese dall’ utilizzo della cura a base di collirio, le ulcere dell’occhio nei pazienti risulterebbero rimarginate e i risultati raggiunti saranno presentati nel prossimo mese di ottobre in occasione di un congresso regionale della società oftalmologica nord occidentale. Però questa terapia sembra essere piuttosto costosa perché ammonterebbe a circa € 16. 000 per l’intero trattamento che è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.  Il collirio va messo nell’occhio ogni due ore nelle 12 ore di urne per un ciclo di circa 8 settimane, su prescrizione settimanale e sotto stretto controllo dell’ ambulatorio di fisiopatologia della superficie oculare e trapianti.

Al momento il farmaco è distribuito dalla Farmacia Ospedaliera del San Giovanni Bosco.“Non appena acquistato dall’ospedale, il collirio deve essere conservato in un congelatore adatto alla conservazione di farmaci, di cui siamo dotati, a 25 gradi sottozero e viene consegnato con cadenza settimanale al paziente, in scatola termica per il trasporto, per poi essere conservato nel frigorifero casalingo ad una temperatura tra 2 e 8 gradi. Come Farmacia Ospedaliera ci siamo coordinati con l’Ambulatorio proscrittore per poter garantire la continuità della fornitura ai pazienti, considerando anche la ricorrenza dei giorni festivi, in modo da non incorrere in alcuna interruzione e abbiamo istruito ogni paziente sulle precauzioni con cui maneggiare il farmaco per utilizzarlo in condizioni ottimali di igiene e sicurezza”, spiega la Dott.ssa Giuliana Russo della Farmacia Ospedaliera del San Giovanni Bosco.

Terrore nel salento, fulmine in spiaggia a Porto Cesareo: 3 feriti, grave un 13enne

Shock Salento. Un fulmine si è abbattuto in mezzo ai bagnanti in una porzione di spiaggia che parte da Porto Cesareo e Torre Lapillo, si riscontrano almeno quattro feriti purtroppo fra loro un ragazzino di 13 anni intenta a giocare in riva al mare, lui è il più grave ed è stato immediatamente trasportato all’ospedale Vito Facci di Lecce codice rosso, dove i sanitari l’hanno immediatamente sottoposto attacca.

Altri due bagnanti sono tuttora, di codice giallo. La potenza del fulmine si è schiantata su un gruppo di ragazzini senegalesi intenti a giocare a calcetto su una porzione di spiaggia libera. Fortunatamente cinque bambini solo un diciassettenne e soprattutto un tredicenne quest’ultimo della rianimazione.

I soccorsi
Andato in arresto cardiaco è stato rianimato grazie al pronto intervento del bagnino de “Le Dune”, accorso col defibrillatore, e da alcuni infermieri liberi dal servizio che si trovavano nello stabilimento balneare. Anche per il 17enne si è reso necessario il trasporto in ospedale, mentre gli altri tre ragazzini sono stati soccorsi sul posto dai sanitari del 118. Al momento dell’incidente non pioveva, ma in lontananza si avvertivano i primi tuoni. Sul posto sono intervenuti anche i militari della Capitaneria di Porto.

Un fulmine blocca i treni tra Bologna e Padova
Un fulmine ha pesantemente danneggiato la linea di alimentazione dei treni, a qualche chilometro della stazione di Bologna e ha provocato uno stop della circolazione tra il capoluogo emiliano e Padova. I tecnici di Rfi sono al lavoro per il ripristino. La linea è interrotta anche in un secondo punto, a Castel Maggiore, dove si stanno ancora cercando di stabilire le cause. Dalle 17.10 il traffico è rallentato: sospesi i regionali, mentre per l’AV sono state fatte deviazioni via Verona.

Fulmini, che fare in caso di scarica?

Il fulmine è forse uno dei fenomeni più spettacolari della natura e da sempre ha suscitato la fantasia e l’interesse degli uomini. Può purtroppo rappresentare per essi anche una grave minaccia, in particolare in montagna dove l’esposizione è in genere maggiore. Fortunatamente solo il 20-30 per cento delle persone colpite da un fulmine muoiono e le morti da fulminazione sono stimate in circa 1000 all’anno in tutto il mondo. Nel 2004 gli interventi per fulminazione eseguiti dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico sul territorio italiano sono stati 9 (0,2% del totale). Ciò non deve però far abbassare la guardia sul possibile e grave rischio di essere colpiti da un fulmine. Un soggetto può essere colpito da fulminazione diretta (quando, cioè, è il principale bersaglio del fulmine) oppure da fulminazione indiretta, cioè dalla corrente che si disperde nel terreno circostante al punto d’impatto del fulmine o che rimbalza dal bersaglio. Mentre la fulminazione diretta determina in genere la morte del soggetto, i danni da fulminazione indiretta possono essere più o meno gravi. I meccanismi con cui i fulmini determinano i loro danni dipendono principalmente da tre meccanismi: azione diretta della corrente sui tessuti, conversione dell’elettricità in energia termica, traumi secondari all’onda d’urto della scarica elettrica. La maggior parte degli incidenti mortali è il risultato di un arresto cardio-respiratorio immediato che si può verificare o per paralisi del centro respiratorio con arresto cardiaco secondario all’asfissia (cioè alla cessazione della respirazione) o, viceversa, per un arresto cardiaco (per fibrillazione ventricolare o asistolia) seguito da un danno secondario del sistema nervoso centrale (per cessazione dell’apporto di ossigeno), o per effetto contemporaneo della scarica elettrica su entrambi gli organi. Altre cause di morte sono costituite dai gravi traumi conseguenti all’onda d’urto prodotta dal fulmine o alle contrazioni muscolari involontarie indotte dall’elettricità, che possono scaraventare a distanza i malcapitati o far cadere gli alpinisti durante un’arrampicata. Le lesioni della cute possono essere localizzate agli strati più superficiali (ustioni, marchio elettrico) o interessare i tessuti più profondi fino alla completa carbonizzazione di un intero distretto corporeo. Inoltre la corrente può determinare gravi lesioni anche nei tessuti e negli organi interni che incontra lungo il suo percorso. L’elettricità spesso segue i grossi vasi sanguigni provocando un danneggiamento della loro parete, portando alla formazione di aneurismi, o la loro rottura con emorragie interne. Nei vasi più piccoli il calore determina invece la coagulazione del sangue e la loro occlusione. Non di rado si può determinare una rottura della membrana timpanica e, a livello oculare, la formazione di cataratta. A volte gli effetti possono essere transitori (minuti – ore) interessando prevalentemente il sistema nervoso (amnesia, confusione, perdita di coscienza, vertigini, paralisi sensitivomotorie) e/o i muscoli (debolezza generale, contratture muscolari). Le lesioni da fulmine possono essere ampiamente prevenute prendendo le opportune precauzioni: valutando accuratamente le previsioni del tempo prima di recarsi in montagna. Valutando continuamente le condizioni del tempo durante l’escursione. Evitando d’incamminarsi nelle ore pomeridiane, soprattutto nei mesi estivi.

Ryanair, addio bagagli a mano

Ryanair sembra che abbia cambiato ancora una volta la politica sui bagagli e non si potrà più viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte in modo totalmente gratuito, nemmeno imbarcandolo nella stiva. Da un po’ di tempo, ormai la compagnia aerea irlandese, aveva modificato il suo regolamento interno riservando la possibilità di poter portare con sè il trolley a bordo dell’aereo, soltanto ai passeggeri che avessero pagato il supplemento Priority, Mentre per tutti gli altri che era previsto l’imbarco in modo totalmente gratuito. Qualcosa però sembra stia per cambiare, ovvero dal prossimo primo novembre non ci sarà più questa possibilità e si dovrà pagare sempre e comunque in supplemento.

Nuove regole varranno per tutte le prenotazioni fatte dal primo settembre in poi. L’azienda ha annunciato questa novità direttamente sul proprio sito ufficiale, Spiegando anche le soluzioni per viaggiare con il trolley, che deve essere di dimensioni 42 x 20 x 30 cm. Sostanzialmente le soluzioni sono due ovvero, La prima è quella suggerita dalla compagnia e Prevede la possibilità di chiedere la priorità nel momento in cui si fa la prenotazione del biglietto e quindi con un supplemento di soli €6 si potrà portare il bagaglio a mano e piccolo ed anche un trolley del peso massimo di 10 kg e a bordo dell’aereo.

La seconda soluzione invece prevede la possibilità di portare soltanto un bagaglio piccolo a bordo gratuito, mentre per i trolley ci sarà la possibilità di imbarco e si va al prezzo di €8 qualora il bagaglio sia stato dichiarato in fase di prenotazione oppure €10 in seguito. Nel caso in cui si deciderà di imbarcare i bagagli che pesano più di 10 kg, il costo continuerà ad essere €25. Nell’annunciare questa novità, l’azienda ha anche spiegato che la decisione è stata presa semplicemente al fine di migliorare la puntualità dei voli e pare che non abbia alcun effetto sul 60% dei Passeggeri visto che già ad oggi circa il 30% sceglie la priorità nel momento in cui prenota il volo mentre un altro 30% e viaggia soltanto con un bagaglio dalle piccole dimensioni.

Nonostante la Ryanair, abbia diffuso queste informazioni non sembra esserne proprio convinto il presidente dell’Unione Nazionale consumatori, ovvero Massimiliano Dona il quale ha chiesto alla compagnia Maggiore chiarezza ed anche trasparenza riguardo Queste novità. Nel caso in cui la compagnia non dovesse rispondere a ciò, Dona aggiunge che potrebbe presentare un esposto all’antitrust per ingannevolezza della pratica commerciale. “Questa nuova misura accelerà i tempi di imbardo e e taglierà i ritardi. Il 60% dei viaggiatori non sarà interessato da questa modifica e ci aspettiamo che il restante 40% acquisti l’imbarco prioritario o scelga di imbarcare il bagaglio”, avrebbe ancora ribadito Kenny Jacobs, Chief marketing officer di Ryanair.

Ryanair compie l’ennesima rivoluzione in tema di trasporto aereo low cost, e da novembre il secondo bagaglio a mano non sarà più gratis. A bordo si potranno portare solo piccole borse,che dovranno essere sistemate sotto il sedile, ma si dovrà dire addio al bagaglio di 10 chili che fino a oggi si poteva trasportare gratuitamente.

A questo punto due sono le opzioni per i viaggiatori: pagare un supplemento priority, da 6 euro, che consente di portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley. Oggi i clienti che acquistano l’imbarco prioritario sono non più del 30% dei passeggeri, e la nuova regola incentiverà questa opzione, anche se Ryanair afferma che vuole convincere la gente a viaggiare sempre più leggera. In alternativa si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’imbarco della valigia anche se di peso e dimensioni ridotte. Se il trolley verrà registrato al momento dell’acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Una mossa impopolare, che era nell’aria ma che è stata confermata proprio nel bel mezzo della bufera relativa alla trattativa con i piloti irlandesi che ha portato a molti scioperi durante l’estate.

Ryanair ha detto di aver fatto questa scelta per accelerarele procedure di imbarco,e risparmiare tempo prezioso senza accumulare ritardi. Secondo Ryanair,infatti, le valigie da imbarcare provocavano un rallentamento delle operazioni di imbarco, riflettendosi negativamente sulla puntualità dei voli. Sempre secondo la compagnia irlandese la modifica interesserà solo una percentuale ridotta di passeggeri.

Il responsabile marketing di Ryanair,Kenny Jacobs,nella nota ufficiale riporta: «Il 60% dei nostri clienti non viene toccato da questa nuova politica, il restante 40% può scegliere di comprare un biglietto priority, pagare per il proprio bagaglio oppure munirsi di uno più piccolo». La compagnia low cost ha fatto due calcoli, secondo i quali le valigie a bordo saranno permesse solo a 95 passeggeri per volo, più o meno la metà del totale, cioè a coloro che acquistano per primi i biglietti con tariffe Plus o flexi Plus. Quella che entrerà in vigore dal primo novembre ma che varrà perle prenotazioni fatte dal primo settembre 2018, arriva a otto mesi di distanza dalla regola che dava la possibilità ai passeggeri di portare gratuitamente il secondo bagaglio a mano, che non poteva superare i dieci chili di peso e avere dimensioni comprese tra i 55cm x 40cm x 20cm. Tuttavia, questo secondo bagaglio non poteva essere portato a bordo, nella cappelliera o in cabina, ma doveva essere stivato. Ryanair aveva inoltre deciso che solo i clienti con imbarco prioritario avrebbero potuto portare a bordo due bagagli a mano.

West Nile, ancora una vittima a Mantova. E’ record di casi 11 morti

Il West Nile o febbre del Nilo continua a mietere vittime nel nostro paese. Il batterio che ha fatto già diverse vittime, oggi purtroppo ha causato la morte di un nuovo paziente di  Mantova, record di casi dal 2012. Ad essere stata affetta è una donna,  la quale pare fosse stata contagiata la settimana prima di Ferragosto. Questo contagio è avvenuto a Mantova ed oggi, venerdì 24 agosto 2018, una donna è morta a causa del virus West Nile. La vittima si chiamava Eda Taffurelli ed aveva di 77 anni; la donna stando a quanto  è emerso, sembra fosse stata punta da una zanzara killer vicino alla propria abitazione a Castelletto Borgo. L’anziana donna Dopo aver cominciato a sentirsi male, la settimana precedente a Ferragosto, era stata ricoverata in ospedale e proprio il 14 di agosto sarebbe arrivata la diagnosi di West Nile.

Tuttavia ormai le sue condizioni di salute erano piuttosto gravi, perché i il virus le aveva già attaccato il cervello, fino a indurla in coma. Da quel momento, purtroppo, l’anziana signora non è più uscita da questa situazione e non si è più ripresa e così è morta dopo 15 giorni di incubazione. Così si aggrava il bilancio delle vittime del virus che quest’estate ha raggiunto 255 casi individuati in tutta la penisola,  isole comprese. Questo quanto è emerso dall’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità che ha registrato un record di casi nei mesi di luglio e agosto, mai così tanti dal 2012.

Dei 255 totali, circa 103 avrebbero manifestato sintomi neuro invasivi con 10 decessi a cui si aggiunge a quello di oggi. Tra i soggetti più colpiti, purtroppo sembrano esserci anche ben 40 Donatori di Sangue. “Al 16 agosto nell’Unione europea sono stati segnalati 273 casi umani di infezione da West Nile: 75 in Grecia, 123 in Italia, 31 Romania, 39 in Ungheria, 3 in Francia e 2 in Croazia. Sono stati inoltre segnalati 128 casi umani nei paesi limitrofi“, sottolinea il report.

“La sorveglianza veterinaria in cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici ha confermato la circolazione del virus West Nile in pool di zanzare ed uccelli in Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Sono in corso di conferma positività in Provincia di Trento, Lodi, Pavia, Rimini, Sassari, Oristano, Milano, Bergamo, Asti e Varese. Le analisi molecolari eseguite nell’ambito della sorveglianza ornitologica ed entomologica hanno identificato la circolazione del Lineage 2 del virus”, avverte il bollettino.  Intanto è Allarme rosso anche a Gambara, dove nella zona del villaggio Castello pare sia stata programmata una maxi disinfestazione con un raggio di circa 200 metri dalla casa Dove abita un anziano a cui pare sia stata riscontrata la positività dell’infezione da febbre del Nilo.

Cos’ ha fatto di male Catania,assieme ai suoi abitanti, per assurgere a Betlemme dei radical chic? Da qualche giorno l’antico centro siculo subisce la presenza invasiva di una pletora di piccoli capi bastone della sinistra, guru d’area liberal, mondiali sti e filosofi un tanto al chilo,impegnati in un mesto pellegrinaggio in direzione della Nave Diciotti, invocando la discesa su suolo italico dei 177 migranti ) affetti da scabbia trattenuti al suo interno. Ora, mentre i media mainstream danno voce agli appelli di Maurizio Martina e agli strali lanciati da Roberto Saviano all’indirizzo di Matteo Salvini, come prevedibile il paese reale è preso da tutt’altre preoccupazioni.Dentro i bar di provincia, nelle sale d’aspetto degli ambulatori, in coda dal fornaio l’argomento principe è uno soltanto: l’emergenza West Nile,il temibile virus proveniente dal Nilo Occidentale.

Nell’ ultimo periodo la paura del contagio ha generato una vera e propria psicosi, destando timori specialmente nelle persone anziane,debilitate dagli acciacchi e da un fisico fiaccato dal peso degli anni. FINO AL CERVELLO Del resto, soltanto ieri è stato registrato l’ultimo decesso a causa del virus. A farne le spese è stata una 77enne di Mantova, Eda Taffurelli. La sventurata era stata punta da una zanzara/vettore poco prima di Ferragosto, mentre si trovava nei pressi della sua abitazione a Castelletto Borgo. Pochi giorni dopo, la tragica scoperta: l’agente infettivo si era già diffuso nella zona del cervello, costringendola a un sonno senza più risveglio.Dopo 15 giorni di incubazione,la morte.

Il fenomeno ha assunto nell’ultimo anno proporzioni allarmanti: solo in Italia sono stati registrati ben 255 casi, con picchi da record nei mesi di luglio e agosto (dati estrapolati dall’ultimo bollettino di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità).Di questi, 133 persone hanno manifestato sintomi neuro-invasivi (mal di testa, febbre alta, disturbi della vista),mentre con l’ultimo tragico episodio nel mantovano il numero dei decessi è salito a 11 (3 in Veneto, 8 in Emilia – Romagna). Un ulteriore elemento inquietante è dato dal fatto che tra i contagiati vi sono almeno 40 donatori di sangue. Una sciagura abbattutasi sull’Italia dovuta forse alle elevate temperature di quest’anno, come ipotizza l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha registrato un aumento generalizzato dei casi in tutto il continente europeo.

Il morbo dilaga in Emilia Romagna e in Veneto dove l’assessore regionale, Luca Coletto, ha predisposto un Piano straordinario di disinfestazione a tappeto che prenderà il via nei primi giorni di settembre,ma non risparmia neppure Sardegna e Lombardia.Quest’anno il morbo del Nilo è stato rinvenuto in campioni di animali e persone dislocati in 36 province del Nord Italia e della Sardegna, l’ultima delle quali a Genova. Serbatoio naturale del bacillo sono numerose specie di uccelli, sia stanziali che migratori. Principali vettori sono le zanzare del genere Culex e la zanzara tigre. I due insetti proliferano sia in prossimità dei boschi (dove possono acquisire il West Nile cibandosi del sangue di un uccello infetto) sia nelle città, esponendo a rischi l’uomo e altri mammiferi. Dal 2013 a oggi la sorveglianza veterinaria ha rilevatola presenza del virusin diversi volatili quali gazza,cornacchia grigia, storno, rondine e merlo, per citarne alcuni.

RISCHI PER LA SALUTE Peccato che il tema rischi di passare in secondo piano, almeno per chi ancora si tortura ascoltando le giaculatorie degli esponenti del Pd. Se fossero più attenti agli umori dei cittadini, tanto i politici quanto i media mainstream fornirebbero un’informazione più accurata su questo fenomeno, al quale gli italiani sono interessati sopra ogni cosa. Il timore perla propria vita prevale sull’ennesima, opportunistica polemica a tema migranti, che la sinistra sfrutta senza successo nel tentativo di screditare il governo.Come ha rilevato ieri Giuseppe Cruciani sulle pagine del nostro quotidiano, l’élite liberal sta dimostrando per l’ennesima volta di non avere capito nulla. Il compito di tranquillizzare i cittadini è stato assolto da esperti come Giovanni Maga (docente di Biologia Molecolare all’Università di Pavia ), per il quale «l’infezione da West Nile decorre in maniera asintomatica in circa l’80% dei casi. Nel restante 20%, i sintomi sono generalmente di media entità:febbre,mal di testa,vomito, rash cutaneo, dolori muscolari». Solo in un caso su 100 si possono avere «manifestazioni neurologiche gravi», che nell’anziano e negli individui immunocompromessi possono rivelarsi letali.

Tania Cagnotto: “Maya è l’oro della mia vita”

Le foto che vedete in queste pagine, seppur bellissime, rendono solo in parte la felicità di Tania Cagnotto, considerata la tuffatrice italiana più grande di tutti i tempi per numero di podi raggiunti e per essere l’unica atleta tricolore che abbia vinto un oro ai campionati mondiali. La sua bambina, Maya, nata sette mesi fa dal matrimonio con Stefano Parolin, il fidanzato storico, sposato dopo le Olimpiadi di Rio del 2016, bisognerebbe vederla dal vivo: è un fagottino morbido e senza capelli, sempre sorridente e curiosa di tutto.

Lo abbiamo fatto per voi, raggiungendo la campionessa nella bellissima cornice di un resort a Nova Ponente, poco sopra Bolzano, la sua città. «Vivo solo per lei», racconta a Gente Tania. Crediamo che sia davvero difficile allontanarsi anche solo un secondo da una tale meraviglia. Che, tuttavia, ha già preso dalla mamma l’amore per la piscina, ci sguazza volentieri, sembra a suo agio. «Ho partorito in acqua, quindi possiamo dire che è da sempre un pesciolino», racconta Tania.

Maya, il cui nome era nel cuore della campionessa da anni, è arrivata prima del previsto. «Il 16 maggio del 2017 ho disputato la mia gara di addio allo sport», spiega. «Con Stefano ci eravamo detti: aspettiamo ad allargare la famiglia dopo l’estate e invece durante quell’ultima competizione ero già incinta di tre settimane e non lo sapevo». La sua è stata una gravidanza bellissima – «il periodo più bello della mia vita», svela – il parto veloce ma non indolore. «Non ho fatto l’epidurale, pensavo di morire».

Poi ti trovi in braccio un esserino come Maya e tutto passa in secondo piano. «Non ho sofferto di depressione post parto», continua Tania. «Stefano mi ha stupito positivamente. Prima della nascita, in casa facevo tutto io perché lui lavorava più di me [è commercialista, ndr]. Ma ora fa la spesa, cucina, mi aiuta molto». Gli equilibri di coppia sono cambiati, ma non sconvolti. «Momenti per noi due soli non ne abbiamo da mesi. Però cerchiamo di fare tutto insieme. Anche se siamo in vacanza e potrei dormire, preferisco fare una passeggiata con marito e figlia».

Certo, ci sono stati periodi difficili, come per qualsiasi mamma, anche la più appagata. «Verso il 3° o 4° mese, Maya non voleva saperne di stare nel passeggino e nel seggiolino dell’auto. Si calmava solo se la tenevo in braccio e uscire di casa era un problema. Ora va meglio. Ma da quando è nata so che il momento della spensieratezza è finito per sempre: lei è continuamente al centro dei miei pensieri. Prima mi allenavo molto, sei ore al giorno, c’era lo stress della gara, della prestazione, ma poi, una volta a casa, mi rilassavo, non ci pensavo più. Ora l’impegno è costante, non si stacca mai».

Eppure lei aveva giurato: da ora in poi farò la mamma 24 ore al giorno. Era il suo desiderio, la sua nuova missione. E invece, da qualche tempo, Francesca Dallapè, la tuffatrice con cui fa coppia nel sincro dal 2009, mamma a sua volta della piccola Ludovica, nata otto mesi prima di Maya, la sta lavorando ai fianchi perché torni ad allenarsi e gareggiare in vista dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. «Non ne volevo sapere, ma devo dire che da un mesetto la sfida mi stuzzica», rivela Tania. «È da quando avevo 6 anni che mi alleno, ho partecipato a cinque Olimpiadi e tutta quella pressione agonistica da cui volevo fuggire mi manca». Ora si stanno facendo strada due campionesse, Elena Bertocchi e Chiara Pellecani, di appena 15 anni, che si sono distinte vincendo un oro agli Europei di Glasgow, nella stessa specialità di Cagnotto e Dallapè. «Da un lato, la loro vittoria mi ha fatto riflettere perché, dovessimo qualificarci, mi dispiacerebbe togliere loro spazio», dice l’atleta. «Quello dei tuffi è uno sport per giovanissimi e io a Rio ero già una delle più vecchie. Eppure un ritorno dopo una maternità, cosa che sempre più atlete scelgono di compiere, sarebbe un bel segnale per tutte le madri in generale».

Tania poi è convinta di una cosa: «Un figlio è felice se la mamma è felice». Così, dall’autunno, ritornerà in piscina ad allenarsi. «Saranno solo due o tre ore al giorno». dice. «Io e Francesca vedremo se ce la facciamo, decideremo verso Natale se partecipare o meno ai campionati italiani per le qualificazioni». Papà Giorgio Cagnotto, ex campione nei tuffi e manager della figlia, ci confida di non fare pressioni su Tania. La mamma, Carmen Casteiner, altra ex famosa tuffatrice, invece, è assolutamente contraria. «Sono figlia unica e per anni io e papà siamo stati impegnati in allenamenti e spostamenti e lei era sempre sola». Ora, però, sarà la nonna a occuparsi di Maya durante le ore in cui Tania salirà sul trampolino con Francesca per ritrovare la forma perduta: nel guardarla in costume non si direbbe, comunque, che abbia smesso di allenarsi da un anno e abbia avuto nel frattempo un bambino. «In gravidanza ho preso solo 11 chili», spiega lei. «Poi, con l’allattamento, sono scesa sotto il peso forma. Anche perché non ho più muscoli». Maya è stupenda ma vuole attenzioni. «Mi piacerebbe un secondo figlio. Magari, sempre se dovessimo qualificarci, dopo Tokyo. Ma se rimango di nuovo incinta, rinuncio al podio. Un figlio vale di più di qualsiasi medaglia».

Manuela Bailo: Fabrizio Pasini l’ha uccisa ed è andato al mare

Lo aspettavano al varco i carabinieri, da giorni convinti che la soluzione del giallo ruotasse intorno a lui, il sindacalista bresciano della Uil Fabrizio Pasini, 48 anni, una moglie, due figli di 17 e 12 anni. Aspettavano che rientrasse dalle vacanze al mare con la sua famiglia per interrogarlo su quel sabato 28 luglio in cui si sono perse le tracce di Manuela Bailo, 35 anni, sua amante o ex amante, questo ancora non è ben chiaro, e sua collega alla Uil di Brescia, dov’era impiegata al Caf.

La donna, uscendo dalla casa di Nave, nel bresciano, che ancora condivideva con l’ex fidanzato, si era diretta a un appuntamento con lui, Pasini: su questo gli investigatori non avevano più dubbi, troppi indizi erano lì a dimostrarlo, dal ritrovamento dell’auto di lei sulla strada per Ospitaletto, dove il sindacalista viveva, all’esame dei dati estrapolati da telecamere, tabulati, celle telefoniche.

Fabrizio Pasini non ha retto all’esame e alla fine è crollato: «Vi porto io dove l’ho messa. Non volevo farle del male, eravamo colleghi, abbiamo avuto una storia, ma era finita; quel giorno abbiamo litigato per motivi banali, l’ho spinta, lei è caduta in casa…». L’uomo ha condotto i carabinieri in una cascina semi abbandonata nel cremonese, ad Azzanello, un luogo che conosceva bene perché ci andava a giocare a softair, cioè a guerreggiare per finta con gli amici. E qui ha fatto ritrovare il cadavere della donna, forse ancora innamorata di lui e decisa a pretendere maggiori attenzioni, forse che lui lasciasse la sua famiglia. L’incontro tragico tra Fabrizio e Manuela è avvenuto nella casa deserta della madre di lui, poco distante dalla villetta in cui viveva con la sua famiglia. Qui dev’essersi scatenata una lite violenta, tanto che Pasini, la sera stessa del delitto, ha dovuto farsi curare una costola incrinata al pronto soccorso.

Una volta riprese le forze e “sistemato” il corpo dell’amante, l’uomo ha pensato di spedire alcuni messaggini dal cellulare di lei per rassicurare l’ex fidanzato della giovane e la madre: “Non preoccuparti, sono al lago”. E poi a una collega di lavoro: “Ho la bronchite, torno venerdì”.

Guadagnato un po’ di tempo, l’omicida se ne è andato in vacanza in Sardegna con moglie e figli. Al ritorno, l’arresto. E la madre della donna uccisa ha detto: «Ero sicura che fosse stato Fabrizio». Un uomo di cui sapeva, così come quasi tutti gli amici di Manuela, che la figlia si era invaghita. Purtroppo non è bastato a salvarla.

Balotelli resta al Nizza: “Avevo cinque offerte, poi Viera mi ha convinto a restare”

Calciomercato. La domanda che tutti ci poniamo è la seguente, ovvero se Balotelli resterà a Nizza oppure se all’ultimo deciderà di lasciare la Francia. Il calciatore sembra aver tolto ogni dubbio, confermando di voler rimanere al Nizza e di esserne più che certo. L’attaccante ha dichiarato:”Decisione mia, ma 80% di merito a Vieira. Ho detto no alla Cina” Il fuoriclasse italiano, protagonista di un’estate travagliata, avrebbe spiegato i motivi che lo avrebbero spinto a rimanere ancora a Nizza. “Volevo andare via, poi ho cambiato idea. Per l’80% è stato merito di Vieira. Ho detto no alla Cina, voglio fare ancora bene in Europa”. Mario Balotelli è stato al centro di una vera e propria telenovela di mercato. Alla fine però Mario ha preso la sua decisione, ha detto di rimanere con il Nizza per il terzo anno consecutivo. L’attaccante italiano giocherà in Costa Azzurra.

Tante sono le offerte ricevute da Super Mario, come quella del Marsiglia che sembrava averlo definitivamente convinto, Poi però il cambio di rotta e la decisione finale di proseguire in Ligue 1 francese, ma sempre con la maglia rossonera del Nizza.

/A spiegare il motivo della sua decisione è stato lui stesso, intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del club, dicendo: “Al termine dello scorso campionato avevo preso la mia decisione volevo andare via. Lo sapevano tutti in società, anche il presidente. A Nizza, però, l’atmosfera è sempre stata buona e lo stesso vale per la mia vita. Mi sono trovato bene con il club e con i miei compagni di squadra. Avevo ancora un anno di contratto con il Nizza, così alla fine ho deciso di rimanere qui. La decisione è stata mia, nessuno mi ha detto cosa fare. Io sono così, faccio quello che sento e quello che voglio. Ho rispetto di tutti, ma nella mia carriera le decisioni finali sono sempre le mie“.

Sembra che a convincere l’attaccante sia stato anche un collega. “Alla fine ho preso questa decisione perché ho preferito così. Ad influire sulla mia scelta sicuramente è stato anche Vieira, che ha pesato per l’80%“, ha aggiunto l’ex attaccante di Inter e Milan. In chiusura Balotelli ha parlato delle offerte di mercato ricevute, non solo quella del Marsiglia, ma l’interesse sarebbe arrivato anche dalla Cina. “In questo periodo ho ricevuto cinque proposte concrete: mi ha contattato il Marsiglia, ma non so perché è trapelata soltanto questa proposta. Mi volevano anche in Cina, ma io ho rifiutato. Ho detto no, almeno per ora. Io amo il calcio e voglio fare ancora cose importanti nei campionati europei in questi due anni. Per i soldi c’è tempo, possono aspettare”, ha concluso Balotelli. Super Mario a rimanere ancora col Nizza è stata la presenza del neo allenatore Patrick di era già compagno dell’attaccante ai tempi dell’Inter.

Manchester United, tutti contro Mourinho. Lo Special One a rischio, Zidane il successore?

Manchester United, tutti contro Jose Mourinho. Purtroppo la situazione sembra essere parecchio complicata e l’aria piuttosto pesante. La panchina dello Special One potrebbe essere davvero in bilico e già ci sarebbe una lista pronta per la sua successione. Primo tra tutti, si parlerebbe proprio di Zidane Southgate, anche se spuntano altri nomi come Marcelino e Conte. Dalle ultime indiscrezioni, infatti, questi sembrerebbero essere gli ultimi giorni per lo Special One come tecnico del Manchester United. Sono ormai giorni lontani i tempi in cui il condottiero era in grado di unire lo spogliatoio, schermando polemiche e critiche. Adesso tutti sembrano essere contro Jose Mourinho, il quale pare che abbia fatto terra bruciata attorno a sè. Il clima a Manchester è piuttosto teso, visto che nella passata stagione, il Manchester non ha vinto nulla e questo non avrebbe aiutato il manager che poi si è visto voltare le spalle dalla dirigenza durante l’ultimo calciomercato.

La stessa cosa avrebbero fatto i tifosi con alcuni che sono addirittura arrivati a promuovere una campagna di crowdfunding per finanziare l‘esonero di Jose Mourinho. Questa è una sintesi di quello che è un ambiente diventato praticamente una polveriera. Ince pensa che lo United sia diventato ‘un casino. La posizione di José Mourinho sempre più in bilico e da tenere sotto attenta osservazione a partire già dalla prossima giornata, che vedrà lo United impegnato col Tottenham, reduce dal ko di Brighton,

Come abbiamo visto, sembra che il Manchester United andando via lo special one, abbia già pronto il sostituto, ed in corsa ci sarebbe proprio Zidane che è già libero dopo l’addio Trionfale al Real Madrid con la terza Champions League consecutiva conquistata. Zidane, infatti, sarebbe l’uomo che meglio di chiunque altro potrebbe sostituire Mourinho al Manchester United. Ma dobbiamo fare anche attenzione a Gareth Southgate, l’ artefice del quarto posto al mondiale russo con l’Inghilterra, il quale ha ottenuto il miglior risultato dalla selezione inglese da Italia 90.

Voci che arrivano dal oltremanica, suggeriscono anche la pista Laurent Blanc difensore dello United dal 2001 al 2003, ed ancora senza panchina dopo l’ultima avventura al Paris saint-germain nel 2016. L’ipotesi di Marcellino, trascinatore dalla Rinascita del Valencia è molto gradita, perché il suo gioco è offensivo. In lista ci sarebbe anche il mister Antonio Conte che in Premier League ha lasciato un bel ricordo. Qualcun altro avrebbe anche sussurrato di Arsene Venger, che ha salutato i rivali dell’Arsenal dopo 22 anni. Quindi staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi giorni.

Juventus, Allegri in conferenza “Attenti alla Lazio. CR7 in panchina? Non ora”

Massimiliano Allegri,, il tecnico della Juventus in conferenza stampa nella giornata di oggi, ha toccato tutti i temi al centro del primo anticipo, riguardo la seconda giornata di campionato. Nello specifico pare che il tecnico abbia parlato dell’ esordio di Ronaldo, del ritorno di Bonucci allo Stadium e l’ostacolo posto dalla Lazio. Proprio a riguardo quest’ultimo tema, Allegri ha dichiarato: “La Lazio, ben allenata, l’anno scorso ci ha battuti dopo 41 vittorie consecutive in casa, quindi attenzione. Dybala e Matuidi? Devo decidere se farli giocare. CR7 va bene sia al centro sia largo. Alex Sandro? Un calciatore ‘nuovo’“. Su Bonucci, il tecnico bianconero dice: “Mi aspetto grande entusiasmo dall’ambiente. La Lazio è la squadra he ci ha battuto due volte lo scorso anno e ha messo fine alla striscia di imbattibilità casalinga di 41 partite. E’ la prima partita importante. A prescindere da tutti, serve entusiasmo perché la gara è complicata. Bonucci è tornato con entusiasmo, va rispettato e giudicato solo per quello che mostra sul campo”.

Riguardo la grande novità, ovvero Cristiano Ronaldo, il tecnico ha dichiarato che sicuramente il giocatore non farà panchina, ma giocherà e continuerà ad allenarsi insieme ai suoi compagni e più lo farà, più migliorerà l’intesa tra tutti.

“Il calcio è un gioco di conoscenza, più si allena insieme ai compagni e più migliorerà l’intesa tra tutti: mi aspetto miglioramenti nell’intesa tra centrocampisti e attaccanti. Comunque Ronaldo a Verona ha tirato sei volte in porta, forse dovevamo essere più attenti nelle ribattute Ronaldo mai in panchina? Può capitare l’anno quando dovrà rifiatare, a Madrid è stato gestito in modo ottimale. Ora gioca. Ronaldo va sfruttato per le caratteristiche che ha così tutti gli altri giocatori. Ronaldo si mette sempre in discussione, è molto competitivo, si è costruito con il lavoro e il sacrificio: alza l’asticella della competizione. Ed è un esempio per i giovani. Cristiano ha portato entusiasmo al calcio italiano, ai nostri tifosi. La normalizzazione deve riguardare noi: bisogna vincere le partite e sabato ne è stata la prova visto che dopo mezz’ora potevamo essere 3-0 e non 1-0. Quest’anno ci saranno 6 squadre a lottare per i primi quattro posti”, ha dichiarato il tecnico.

Alla domanda Mandzukic o Dybala per la partita contro la Lazio, il tecnico dice che entrambi possono giocare con Ronaldo, ma è possibile anche che possa giocare soltanto uno di loro insieme al campione, ovviamente facendo riferimento alla partita contro la Lazio. Riguardo proprio questa squadra, Massimiliano Allegri sostiene che la Lazio sia una squadra forte, ben strutturata, allenata e soprattutto ben allenata. La quota scudetto? Per Massimiliano Allegri sarà 88-90 punti. 

Calciomercato Roma, Strootman pronto a lasciare l’Italia. Lo vuole il Marsiglia

In Italia il calciomercato si è concluso lo scorso 17 agosto ma in Spagna, Francia e Germania, c’è ancora qualche giorno di tempo a disposizione per fare gli ultimi acquisti. In questi paesi, infatti il calciomercato sì chiuderà il prossimo 31 agosto. Ad essere al centro delle trattative in questo momento, sembra essere un giocatore piuttosto conosciuto nel nostro paese. Si tratterebbe di un centrocampista di grande livello, al quale sembra essere interessata una squadra della Ligue 1. La società in questione sarebbe il Marsiglia di Rudi Garcia che in queste ore pare stia guardando un po’ qua e là nel nostro paese anche se pare sia particolarmente interessata ad un giocatore della Roma. Stando a quanto riferito, sembra che l’ex tecnico della Roma ovvero Rudi Garcia, sia particolarmente interessato ad un suo pupillo ovvero Kevin strowman che potrebbe così salutare i giallorossi così come hanno fatto i suoi colleghi, Alisson e Nainggolan, approdati rispettivamente alle Liverpool e all’Inter.

La società potrebbe presentare alla Roma un’offerta piuttosto importante, ovvero 30 milioni di euro, una valutazione adeguata da Monchi. Tuttavia, qualora Strootman dovesse arrivare al Marsiglia, non giocherebbe la Champions League, ma avrebbe comunque la maglia da titolare garantita e così potrebbe giocare e mettersi in mostra in un nuovo campionato. A Roma, il giocatore potrebbe non avere la stessa sorte visto l’arrivo di Cristante e N’Zonzi. Tuttavia il Marsiglia di Rudi Garcia starebbe tentando di tutto per provare l’ultimo assalto a Kevin Strootman proprio in extremis, per cercare di sistemare quello che fino ad oggi è stato un mercato piuttosto scarso e che è stato incentrato almeno fino ad oggi su Balotelli, che poi alla fine sembra non essere proprio arrivato.

Fino a ieri pare non fosse arrivata alcuna offerta ufficiale da parte della società francese, ma tutto fa presupporre che nelle prossime ore arrivi l’offerta di circa 30 milioni di euro per far sì che Strootman possa approdare in Francia. L’operazione potrebbe andare in porto Semplicemente per il fatto che a Marsiglia ci sarebbero diversi motivi per cui il giocatore potrebbe rivelarsi un vero e proprio punto di riferimento nonché una garanzia vista la stima che l’ex allenatore giallorosso nutre proprio nei confronti dell’olandese.

Alcune circostanze potrebbero far pensare che l’arrivo di Strootman in Francia sia possibile dall’altra parte, ci sarebbero dei motivi per cui l’operazione potrebbe fallire. Primo tra tutti il fatto che Strootman si sente Ormai dopo tanto tempo un cittadino Romano ed è molto legata alla città e anche all’ambiente lavorativo. Poi ci sarebbe anche il fatto di aver avuto da poco una figlia e che sicuramente cambiare vita e paese per una neonata, non sarebbe proprio l’ideale.

Sigarette elettroniche, il loro uso quotidiano aumenta il rischio di infarto

È stato lanciato un nuovo allarme riguardo le sigarette elettroniche, le quali pare abbiano un ruolo determinante nel raddoppiare il rischio di infarto. Nello specifico un nuovo studio pare che abbia dimostrato come un uso quotidiano delle sigarette elettroniche possa raddoppiare il rischio di infarto. In realtà lo stesso rischio sarebbe causato dall’utilizzo delle sigarette non soltanto elettroniche, ma anche combustibili. È questo il risultato al quale si è Giunti grazie ad uno studio che è stato condotto dai ricercatori della University of California San Francisco per circa 70000 persone. Questo studio è stato pubblicato poi sull’ American Journal of preventive medicine, dimostrando che l’utilizzo doppio delle sigarette elettroniche combustibili, sembrerebbe essere più pericoloso riguardo all’uso del singolo dei prodotti. Il rischio di infarto aumenterebbe 5 volte rispetto alle persone che non utilizzano nessuno di questi due prodotti. S tratta di uno studio molto importante che per la prima volta va ad esaminare la relazione esistente tra l’utilizzo delle sigarette elettroniche ed il rischio di infarto.

La maggior parte degli adulti che utilizza sigarette elettroniche continua a fumare sigarette. Mentre le persone credono di ridurre i rischi per la loro salute, noi abbiamo scoperto che il rischio di infarto delle sigarette elettroniche si aggiunge al rischio delle sigarette combustibili. L’utilizzo di entrambi i prodotti allo stesso tempo è peggio del loro utilizzo separato. Chi continua a fumare ogni giorno mentre utilizza le sigarette elettroniche quotidianamente aumenta le probabilità di infarto di un fattore di 5”, è questo quanto dichiarato da Stanton Glantz, un professore di medicina nonché autore dello studio.

Dallo studio è emerso ancora che le possibilità di avere un infarto sono più o meno le stesse per coloro che continuano a fumare le sigarette ogni giorno per coloro che sono portati all’utilizzo quotidiano delle sigarette elettroniche. Tuttavia, i ricercatori hanno anche dato delle buone notizie ovvero nel caso in cui si smetta di fumare, il rischio di fatto inizia a diminuire. “I nostri risultati suggeriscono che la stessa cosa vale quando si smette di usare le sigarette elettroniche”, ha aggiunto Glantz. In genere le sigarette elettroniche sono utilizzate da coloro che aspettano di smettere di fumare, ottenendo dei danni non indifferenti per la propria salute.

Recenti studi hanno smentito l’idea che questi dispositivi possano essere meno dannosi delle sigarette tradizionali e la ricerca di cui abbiamo appena parlato, ha sicuramente evidenziato come l’utilizzo di sigarette elettroniche giornaliero, possa aumentare il rischio di infarto e di problemi cardiaci. Nonostante le sigarette elettroniche rilascino livelli inferiori di sostanze cancerogene rispetto alle sigarette tradizionali, rilasciano Comunque anche delle particelle ultrasottili e tutta una serie di altre tossine che fanno state collegate a maggiori rischi cardiovascolari ed anche alle malattie ai polmoni non tumorali.