“You’ll never walk alone”.  I tifosi dei Reds hanno cantato e cantano ogni partita l’inno più bello e suggestivo sempre e comunque, indipendentemente dai risultati. Quell’inno che ora, insieme a tutti i tifosi, sembra scendere in campo con i ragazzi di Klopp e giocare da dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo uomo. Perchè quella di oggi, ma più in generale, quello di questa stagione, non può essere una squadra di undici giocatori normali: devastante e di qualità, trascinata da un brasiliano che ora come ora farebbe comodo alla squadra che l’ha scaricato (parliamo ovviamente di Coutinho e dell’Inter) e da alcuni giocatori definiti strapagati negli anni passati, vedi Firmino (prelevato dall’Hoffenheim per 41 milioni). Il risultato roboante di oggi, contro una delle squadre migliori in questo periodo in Premier, è solo il terzo indizio che fa la prova: quest’anno il Liverpool c’è, eccome se c’è.

LA PARTITA – Ad Anfield il match parte subito forte. Firmino testa subito i guanti di Gomes dopo sette minuti, con un tiro che è però centrale. Dall’altra parte, l’inizio è tutto targato Amrabat: il turco ci prova prima dalla distanza, non impegnando Karius più di troppo, poi al minuto 11 mette in area un cross delizioso, che però non viene sfruttato da nessuno. La prima, vera occasione arriva al 13′: calcio di punizione di Coutinho, Leiva stacca perfettamente di testa e sfiora la porta degli Hornets. E’ ancora il brasiliano, quattro minuti dopo, ad andare vicino al gol, trovando però il grande intervento di Gomes, che chiude la porta al centrocampista. Il Liverpool, man mano che il tempo scorre, diventa più pericoloso: al 20′, Coutinho sfiora il palo con un rasoterra insidiosissimo, mentre poco dopo Firmino si divora un gol a porta praticamente spalancata. Al 27′ cambia il risultato: scambio dalla bandierina tra Coutinho e Milner, con il primo che crossa in area, dove Manè stacca di testa e batte Gomes. Neanche il tempo di prendere fiato, e i Reds raddoppiano: dopo un’azione spettacolare, Coutinho tira un rasoterra tagliente dal limite dell’area, sul quale Gomes non può assolutamente nulla. Poco dopo Gomes si fa male, costringendo Mazzarri al cambio: al suo posto entra Pantillimon. Alla fine del primo tempo i padroni di casa la chiudono: cross di Lallana, colpo di testa vincente di Emre Can. Anfield è una bolgia, Klopp è incontenibile in panchina tanto quanto il suo giocattolo lo è in campo.

Nella ripresa non si placa la furia e la voglia di gol dei Reds. Al 57′ arriva il 4-0: cross di Lallana, al secondo di giornata, e tap-in vincente di Firmino, che si fa perdonare per l’errore precedente. In questo caso, difesa degli Hornets disattenta, con il brasiliano lasciato senza marcature. Passano tre minuti e arriva il quinto gol del pomeriggio di Anfield: Firmino questa volta si veste da assistman e, dopo esser stato servito da Henderson, lancia in porta Manè, bravo nel battere Pantillimon. Con orgoglio, dimostrando di non essere al settimo posto per caso, il Watford prova a farsi vedere dalle parti di Karius: Capoue e Britos ci provano, ma il portiere tedesco e molto attento e mantiene il risultato sul 5-0. Sarà ancora Capoue a rendersi pericoloso al 72′, ma Karius compie un autentico miracolo bloccando la palla con il fondoschiena. Il gol a questo punto è nell’aria, e sarebbe meritato. Come spesso capita in queste situazioni, non passa molto prima che la rete effettivamente arrivi: al 75′, Amrabat supera Milner e serve Janmaat, che con il piatto batte Karius. Entra anche Sturridge per il Liverpool, e nel giro di dieci minuti colpisce due traverse. Lo stesso numero 23 è protagonista del sesto gol dei Reds: sul suo tiro, respinto da Pantillimon, Wijnaldum arriva prima di tutti e insacca, stabilendo il risultato sul definitivo 6-1. Game, set & match, Jurgen… Murray docet!

RISCATTO MOU, VINCE ANCHE L”HULL – Dopo la sconfitta di giovedì contro il Fenerbahce, ultima di una serie di prestazioni anonime da parte del Manchester United, Mourinho ritrova la vittoria contro lo Swansea, per nulla rinvigorito dal cambio Guidolin – Bradley. Succede quasi tutto nel primo tempo: il gol del vantaggio ospite lo firma Pogba, che supera Fabianski da fuori area con un gran gol di contro balzo, dimostrando ancora una volta le sue pazzesche qualità balistiche. Passano poco più di 5′ e arriva il raddoppio: scarico di Rooney, Ibrahimovic tira da fuori e beffa Fabianski. L’asse Ibra-Rooney si riproporrà una decina di minuti dopo, quando l’ex Everton serve lo svedese, che dribbla Rangel e deposita il pallone in rete. Nella ripresa esce un po’ più motivato lo Swansea, anche se ormai il risultato sembra compromesso. Il gol della bandiera, che fissa il risultato sul definitivo 1-3 lo segna Van Der Hoorn, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto dall’islandese Sigurdsson. Red Devils che salgono a 18 punti, a meno tre dal Tottenham. I gallesi, invece, vanno a braccetto con il Sunderland, ultimi a quota 5.

Al KC Stadium, torna alla vittoria l’Hull City di Mike Phelan, vincendo 2-1 contro il Southampton. Reduci dalle fatiche di coppa, gli uomini di Puel non riescono ad esprimere qualità e concretezza, anche se per larga parte del match dominano, trovando 9 tiri in porta ma solo 1 gol. Il vantaggio dei Saints porta la firma di Austin, che su rigore batte Marshall e trova il suo quinto gol stagionale. Nella ripresa si svegliano i Tigers, che la ribaltano nel giro di due minuti grazie a Snodgrass e Dawson. L’Hull ora è terz’ultimo a -1 dal West Ham, mentre i Saints sono al decimo posto, a 13 punti.

FOXES SCONFITTE – Continua a soffrire le fatiche di Champions il Leicester di Ranieri, che dopo lo 0-0 di Copenaghen crolla in casa contro l’ottimo WBA. Ospiti in vantaggio con Morrison, bravo a colpire di testa sull’assist di Phillips. Foxes che reagiscono però, grazie alla coppia algerina Mahrez-Slimani: il 27 la mette in mezzo, il 35 la butta in porta. Il gol decisivo, al 72′, lo segnerà lo stesso Phillips, che sta attraversando un ottimo momento di forma. Con questa vittoria, il WBA di Pulis supera proprio il Leicester, che ora si trova 14esimo a 12 punti, a meno 9 dalla zone europea della classifica.

 

 



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