Il Tottenham di Mauricio Pochettino è indubbiamente una delle squadre più belle e divertenti da guardare sia in Inghilterra che in Champions.

Gli Spurs sono attualmente appaiati in seconda piazza in Premier League, dopo otto risultati utili consecutivi (Cinque vittorie e tre pareggi) si trovano a riassaporare il gusto della sconfitta per colpa del gol nel finale di Martial.

Se il rullino di marcia in terra inglese dopo undici giornate mostra uno stato di forma eccellente per via dei diciannove gol fatti e appena sette subiti (Terza miglior difesa del torneo), i risultati migliori arrivano quando i londinesi ascoltano l’inno di Tony Britten nella massima competizione europea.

Statistiche alla mano siamo di fronte uno degli organici più strutturati e ben organizzati del torneo, in quanto il Tottenham si ritrova già qualificato agli ottavi di finale di Champions League dopo aver combattuto a viso aperto in uno dei gironi più ardui da superare.
Non è un caso se gli inglesi guidano il gruppo H in doppia cifra, sono infatti dieci i punti maturati nel girone di ferro che al momento vedono tre vittorie e un pareggio, arrivato in casa dei bicampioni d’Europa del Real Madrid.

L’analogia che ci rimanda indietro nel tempo è d’obbligo per vari motivi, nello specifico il rapporto con il ‘Loco’ Bielsa, colui che ha scoperto il tecnico della provincia di Santa Fe inculcandogli la sua massima principale: La maniacalità.
Pochettino non ha mai nascosto di passare più di dodici ore al giorno nell’Enfield Training Centre a guardare allenamenti e filmati, in cui pretende la massima attenzione di tutta la rosa con il conseguente aspetto emozionale di ogni singolo calciatore, fondamentale per poterne capire appieno lo stato di forma e di apprensione durante l’allenamento.

A tinte tragicomiche è la sopracitata scoperta (Nel vero senso della parola) di Pochettino da parte di Bielsa, in quanto l’ex allenatore del Marsiglia ai tempi del Newell’s Old Boy, decide di fare uno scouting insieme al suo collaboratore Jorge Griffa setacciando l’intera Argentina – Suddivisa in settanta zone e cinque sottozone – a bordo della sua Fiat 147.
È così che in un giorno come un altro in quel di Murphy, Marcelo bussa alla porta della famiglia Pochettino chiedendo se è lì che abita una giovane promessa del calcio, poco importa che siano le due di notte, bisogna a tutti i costi visionare l’allora sedicenne nonostante i vari no proclamati dai genitori.
Le continue insistenze del duo Bielsa – Griffa convincono i capi famiglia prima a far vedere il ragazzo e poi a non farlo firmare per gli acerrimi rivali del Rosario Central, basta una rapida occhiata che sarebbe potuta sembrare alquanto superficiale seguita dal ‘Guarda che aspetto da calciatore!’.

La lungimiranza di Bielsa non è mai passata inosservata e non si è limitata solo nel ruolo di osservatore; divenuto allenatore del Newell’s nota subito che oltre alla crescita tecnica esponenziale, il ragazzo ha leadership da vendere, decide così di affidargli un’analisi sulla partita Newell’s – San Lorenzo dopo i continui confronti tecnico tattici tra i due durante le sedute di allenamento.
Il risultato è strabiliante, movimenti nei pressing, schemi, calci piazzati degli avversari vengono analizzati con pignoleria e un’oculatezza fuori dal comune.
La partita finirà 3 a 0 per la squadra di Rosario, non fu affatto un caso così come non è un caso che adesso a Wembley sognare è lecito, soprattutto quando arrivano le notti di Champions.
I romantici calciofili penseranno sia un segno del destino perché in una sera come un’altra la storia di Mauricio Pochettino ebbe inizio…



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