Il Manchester City uscito oggi pomeriggio da Goodison Park con le ossa rotte, dopo il roboante 4-0 con cui Koeman e il suo Everton hanno inflitto una severissima lezione di football a Guardiola, è stato davvero troppo brutto per essere vero. Dopo un inizio di gara molto equilibrato, i Toffees trovano la rete del vantaggio al 34′ con il solito, monumentale Romelu Lukaku, imbeccato alla grandissima in mezzo all’area da Mirallas. Da lì, si può dire che i Citizens sono usciti dal campo senza più farvi ritorno. Nel secondo tempo il tracollo più totale, con la rete del raddoppio che arriva dopo appena due minuti dal fischio d’inizio proprio con Mirallas e poi, poi c’è la magia dell’esordio da sogno che tutti, nessuno escluso, abbiamo sempre sognato da bambini: succede che Koeman decide di lanciare dal primo minuto un ragazzotto di diciannove anni di Liverpool, un local boy come dicono in Inghilterra, tale Tom Davies, cognome fin troppo inflazionato da quelle parti. Nessun dubbio su chi sia stato il man of the match a fine gara: partita di grande sostanza in mezzo al campo, un agonismo e una garra che annullano un fenomeno come David Silva, un grande esordio senza sbavature nè errori, agendo lì in mezzo da veterano. Fino al 79′, quando il grande esordio si trasforma in esordio da sogno: è proprio lui a pilotare il pallone sull’out di destra in contropiede, salta di tacco Clichy e Yaya Touré, uno che quando Tom aveva appena undici anni alzava la Champions nel 2009 con il Barcellona proprio di Pep, serve dentro Mirallas che gli restituisce il pallone dentro l’area, tocco sotto dolcissimo a scavalcare Bravo e palla che termina in rete per il 3-0 che chiude definitivamente i conti. C’è tempo addirittura per la rete del 4-0, ed è un’altra favola quella che si realizza a Goodison Park, quando al minuto 95 il giovane classe ’97 Ademola Lookman, subentrato al primo di recupero a Barkley, riceve dentro l’area da Coleman e fulmina, con una freddezza da centravanti trentenne, ancora Bravo, all’ennesima prestazione da horror stagionale. E’ un pomeriggio da sogno per i sostenitori dell’Everton, uno di quelli che da solo ti ripaga l’abbonamento, mentre c’è da chiedersi quando si debba ancora attendere per vedere un’impronta di gioco degna di quello che molti consideravano (notate l’imperfetto) il migliore allenatore al mondo.

In quasi sei mesi a Manchester, Pep Guardiola sembra non aver ancora risolto i problemi di una difesa che fa acqua da tutte le parti, impietosa oggi la prova di Stones, su cui pesa tantissimo l’indecisione sul primo gol di Lukaku e il rinvio sballato sul poker di Lookman, un centrocampo che senza Fernandinho non ha il benchè minimo equilibrio in fase di recupero palla: puoi adattare Lahm e Alaba a giocare in mezzo al campo, due terzini con piedi da trequartisti, ma se ci provi con Zabaleta, uno che ha certamente altre doti e caratteristiche, devi aspettarti questi risultati. In avanti poi, se non segna il Kun davvero non segna nessuno, De Bruyne ha timbrato il cartellino appena due volte in stagione e Silva, se ingabbiato come accaduto oggi con Davies, fatica a rendersi realmente utile per la squadra.

Con un distacco dalla vetta che appare oramai insanabile, il Chelsea di Antonio Conte è distante ben 10 punti dai Citizens, e fuori dalla Coppa di Lega già ad ottobre (con l’onta dell’eliminazione subita in un derby con lo United), onestamente mi sembra molto difficile che questo City, allo stato attuale, possa combinare qualcosa di importante in Champions, nonostante l’urna di Nyon sia stata piuttosto benevola accoppiando i mancuniani col Monaco (tra l’altro, giocando così contro i monegaschi, esci facile), e un’eventuale vittoria in FA Cup non può certo essere considerata sufficiente alla luce delle aspettative di inizio stagione su Guardiola, retribuito quasi 20 milioni di sterline all’anno certo con l’auspicio di ben altri trionfi. Bisogna infatti tenere in considerazione un fatto: il tanto bistrattato Manuel Pellegrini, per tre anni alla guida del City dal 2013 al 2016, la scorsa stagione ha lasciato dopo una stagione per molti sensi positiva: nonostante il quarto posto ottenuto in Premier, il tecnico cileno ha portato a casa la League Cup, vinta in finale contro il Liverpool di Klopp, e una semifinale di Champions League in cui i Citizens se la sono giocati a testa altissima contro i futuri campioni del Real Madrid, pareggiando 0-0 all’Etihad e uscendo sconfitti 1-0 dal tempio del Bernabeu. Ad ora, pare molto difficile che Guardiola riesca a far meglio della passata stagione, visto che in campionato United, Spurs, Arsenal e Liverpool corrono fortissimo dietro al Chelsea, e in Champions sembrano esserci molte squadre più attrezzate. Dunque, è probabile che Pep faccia peggio del suo tanto (ingiustamente) tartassato predecessore, che guadagnava un terzo rispetto a lui. Intanto, in città, Moruinho sorride visti gli ottimi risultati colti dal Manchester United, reduci dal buon pareggio di oggi contro il Liverpool, prima di oggi sette vittorie consecutivi, che non perdono in campionato da metà ottobre. Altro che migliore manager del mondo, Guardiola potrebbe non essere nemmeno il migliore allenatore in città…



As featured on NewsNow: Calcio news