Di Michele Sabato.

Schoonhoven, un piccolissimo paese dell’Olanda meridionale, soprannominato ‘Zilverstad’ ossia città dell’argento, data la grande produzione.
Da una città del genere non poteva che nascere un gioiello del calcio olandese, Rick Karsdorp, definito da tanti il miglior terzino olandese in circolazione.
Il classe ’95 che ha soffiato sulle candeline proprio qualche giorno fa, è uno degli innumerevoli crack che l’Olanda sforna ogni anno con costanza, ma che sembra avere una marcia in più rispetto a tanti altri, tanto da farci prospettare – In un futuro non troppo lontano – soddisfazioni e tanti trofei.
Il numero due del Feyenoord inizia la carriera da calciatore professionista proprio con le giovanili del club di Rotterdam, venendo impiegato però come centrocampista o mediano davanti alla difesa.
La cessione di Clasie, la sua duttilità unita alla grande intelligenza tecnica/tattica, hanno consentito prima a Rutten e poi a Van Bronckhorst di impiegarlo sulla fascia destra come terzino; mai scelta fu più azzeccata, tanto da essere eletto miglior terzino destro della scorsa edizione dell’Eredivisie.
Un fisico aitante che diventa il più grande punto di forza grazie ai suoi 180 cm, rendendolo ulteriormente un elemento di spicco: con le sue lunghe leve fa dell’ampia falcata la sua arma migliore, bruciando con la velocità repentina il diretto avversario, anche qualora si dovesse trovare in svantaggio in termini di distanza, arrivando facilmente nei pressi dell’area di rigore.
L’altra faccia della medaglia porta a dei portentosi recuperi quando vengono persi palloni sanguinosi in zone calde del campo o durante contropiedi, facendo valere tutti i suoi 82kg, messi lì quasi a marchiare il territorio, con contrasti forti, ma puliti, che lo vedono uscire – Con una rara eleganza – vittorioso, con il pallone tra i piedi.
Chi associa questo ragazzo ad un terzino utile solo come spinta con due ferri da stiro al posto dei piedi, si sbaglia di grosso in quanto abbiamo a che fare sì con un giocatore difensivo che taglia tutto il campo, ma che si trasforma nell’uomo offensivo in più grazie ai cross tagliati e precisi nel cuore dell’area di rigore, quando all’apparenza sembrano partire larghi e destinati a finire sulle gradinate.
A questa grande mole di lavoro, viene aggiunta la spiccata dote della precisione dei passaggi filtranti sulla trequarti campo, che danno vita agli inserimenti dei compagni che spaccano in due le difese avversarie, facendosi trovare il più delle volte a tu per tu con l’estremo difensore.
La grande percentuale di passaggi riusciti è dovuta in particolar modo ai pochi tocchi effettuati con la sfera tra i piedi, limitandosi quasi al minimo indispensabile.
In questo modo si vedono diminuire ancor di più i punti di riferimento per la squadra avversaria.
Non è un caso se nell’Eredivisie 2015/2016 è andato in doppia cifra con gli assist, piazzandosi al secondo posto nella classifica finale, ma risultando l’unico miglior assistman nel ruolo di terzino, staccando con un divario abbastanza ampio i suoi colleghi di reparto.
In questa stagione è stato impiegato in tutte le ventidue partite del campionato, mettendo a segno una rete e tre assist con la conseguente lievitazione del cartellino, che a luglio scorso ammontava ad appena ottocento mila euro mentre adesso è sbalzato a due milioni e mezzo, con la sicura crescita per una nuova plusvalenza del ‘Club aan de Maas’.



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