Moreno, bentornato su Calcio Irlandese. Stavolta per analizzare nel dettaglio l’avvio di 6N della compagine dell’isola di smeraldo.

L’Irlanda esce da due trasferte, in avvio di torneo, con 6 punti (probabilmente almeno 2 in meno su una ipotetica tabella di marcia ideale per il titolo). Alla luce della presenza, nel trittico finale, di un’altra trasferta (impervia) come quella di Cardiff, gli uomini di Schmidt possono ancora pensare di vincere il 6N 2017? 

Rimango convinto che l’Irlanda riesca a dare il meglio di sè quando stupisce. Quando, cioè, non ha i riflettori puntati addosso.

Ricordo le Coppe del mondo del 2007 e del 2015. Tutti, in patria ma non solo, erano convinti che l’Irlanda potesse, quasi dovesse, arrivare almeno in semifinale. Sappiamo come sono andate le cose…

Ricordo l’ultimo tour in Sudafrica dello scorso giugno e la sfida di Chicago contro gli All Blacks. Due esempi più vicini al nostro presente. In quelle due circostanze, un’Irlanda che nessuno si attendeva in grado di risultati storici, era invece riuscita nell’impresa. (Anche la sconfitta 2-1 nella Rainbow Nation, per come maturata, per il tipo di prestazioni proposte e per la relativa inesperienza della rosa, credo vada, e sia, considerata come tale).

Il fatto che nel 2016 la formazione di Joe Schmidt sia riuscita a battere nello stesso anno solare le 3 grandi dell’emisfero sud per la prima volta nella sua storia ha, inevitabilmente, innalzato l’asticella delle aspettative. In patria e, vedi sopra, non solo.

Il 6 Nazioni 2017 aveva già la sua finale. 18 marzo. Ore 17, locali. 5° e ultimo turno, a Dublino, Aviva Stadium, Irlanda – Inghilterra. L’ultimo match del torneo. Quello che avrebbe dovuto assegnare titolo e Grande Slam.

Un attimo, però. Prima di arrivare a quel match ce ne sarebbero stati altri 4. Sottovalutati? No. Questo no. Però la sensazione è che la testa fosse già proiettata a quell’ultimo showdown.

L’Irlanda può battere l’Inghilterra. E’ forse l’unica squadra dell’emisfero nord con le armi giuste per battere gli inglesi. Non a caso è quarta nel ranking mondiale, seconda fra le europee proprio solo alla squadra di Eddie Jones. Ma l’Inghilterra, al momento, rimane più forte dell’Irlanda. Molto più forte. E in questo, il divario nel ranking, e parliamo di punti, è significativo.

Perchè è più forte l’Inghilterra? La differenza principale, con tutte le altre squadre del 6 Nazioni, non solo con i verdi, sta nella testa dei giocatori, a mio avviso. La capacità di performare costantemente ad alti, altissimi livelli, la determinazione nel perseguire l’obiettivo, banalmente la fame di risultati. Week in week out. Questa è una caratteristica, o meglio LA caratteristica di questa Inghilterra. Non si spiegano altrimenti le due vittorie, in rimonta e fra molti problemi, contro Francia e Galles.

Sotto pressione l’Inghilterra sta imparando a vincere. E a vincere nelle situazioni “normali” ha già imparato.

L’Irlanda inizia il torneo come unica alternativa all’Inghilterra. E perde all’esordio in Scozia. Certo, la Scozia è la più bella sorpresa (ma sarebbe giusto chiamarla ormai realtà) di questo 6 Nazioni. Quanto hanno lavorato bene da quelle parti? Dal 1999 non hanno più vinto nulla. Spesso, nel torneo sono finiti dietro di noi. Eppure adesso se la giocano ad armi pari con tutti. Ma lasciando il discorso Scozia dopo averlo solo marginalmente sfiorato, torniamo all’Irlanda.

L’Irlanda quella partita l’ha subita. ma ha saputo anche raddrizzarla prima di perderla. L’Inghilterra, una volta tornata avanti nel punteggio contro Francia e Galles non ha più mollato il controllo del match. Questo può essere un esempio di quella diversa attitudine costantemente costante di cui dicevo prima.

L’ultimo anno e mezzo di Jackson, con Ulster, è stato di altissimo livello. In queste due gare ha dimostrato di saper gestire al meglio anche la 10 verde. Credi possa, a breve, spodestare anche un Sexton a posto fisicamente?

Irlanda senza Jonny Sexton. Un’Irlanda che sta dimostrando di poter vivere senza la sua stella. Paddy Jackson sta facendo il Sexton. E lo sta facendo alla grande. Giocando, però, un rugby non suo. Suona uno spartito che è stato scritto per un altro. I loop, o raddoppi, che vediamo eseguiti da Jackson, ad esempio, in questo inizio 6 Nazioni, non sono così frequenti nell’UIster. Jackson non ha ancora la capacità di condizionare le difese avversarie alla stessa maniera di Sexton. (Ricordo di aver commentato un Leinster-Montpellier di Champions Cup in cui Sexton ha toccato un’infinita di palloni, quasi tutti simili nella loro situazione di partenza e di averli usati ogni volta in un modo differente. Loop, attacco della linea, palla al primo penetrante, penetrante mandato a vuoto, cambio del fronte di gioco…). Sexton rimane ancora il perno attorno al quale la manovra offensiva dell’Irlanda ruota se l’Irlanda vuole giocare al top delle sue chance. Da lì non si scappa. Con buona pace di Paddy Jackson che, credo e immagino, sia conscio di questo.

Per il resto, queste due prime giornate hanno detto che Toner non è ancora, nè mai sarà, credo soprattutto per un discorso di leadership ispirazionale e comportamentale, Paul O’Connell. ma la rimessa la guida bene. E tanto basta. Rory Best è un buon capitano. I giovani hanno talento (Ringrose su tutti, già inserito nel mondo della nazionale dove devono ancora arrivare, invece, in pianta stabile Carbery e Byrne, giusto per citarne due). Heaslip è una garanzia. Così come Donnacha Ryan. ma è soprattutto CJ Stander che sta impressionando.

Confesso che quando l’ho visto le prime volte al Munster, conoscendolo già per averlo visto nei Blue Bulls e col Sudafrica Under 20, non credevo potesse arrivare a questi livelli. Ad oggi è il miglior ball carrier della squadra. Uno dei migliori d’Europa. Solido palla in mano, solido in difesa. Condivido le idee di quanti lo vedrebbero bene partire come terza centro nelle mischie con introduzione a favore. Certo, andrebbe risistemato Heaslip a flanker. Ma è un’opzione che, prima o poi, Schmidt percorrerà.

La prossima sfida alla Francia sarà fondamentale. Ci dirà quanto vale quest’Irlanda in maniera più complessiva. Una Francia che ha una grande terza linea (non solo Picamoles). Una Francia solida in mischia chiusa. Una Francia potente fra i tre-quarti. L’Irlanda, secondo me, parte favorita. Perchè gioca in casa. E perchè nel processo di formazione della squadra e del suo gioco è avanti alla francia. Forse perchè è partita prima.

A patto di tenere lontano l’obiettivo a lungo termine (titolo del 6 Nazioni e vittoria sull’Inghilterra).

Non credo che l’Irlanda di adesso abbia la solidità mentale necessaria a guardare così tanto in là. Il talento quello sì. In abbondanza.

E’ una squadra che è tornata a viaggiare sotto traccia. Anche se la vittoria sull’Italia, gigante nei numeri ma anche nei contenuti, non vada minimizzata. Ci hanno dominati. Non ci hanno fatto giocare. Sono stati quasi perfetti. E se una squadra non sta bene o ha dei problemi, certe prestazioni, anche contro l’Italia di oggi, non le fa. E un’Irlanda sotto traccia, a mio parere, fa ancora più paura.



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