Caro Moreno, ci ritroviamo dopo un’altra bruciante sconfitta contro una rivale “celtica”. Cosa non ha funzionato a Cardiff? L’Irlanda potrà battere l’Inghilterra sabato?

Credo che Galles – Irlanda vista venerdì scorso sia stata la partita dell’anno. Fino ad ora sicuramente. Per intensità fisica, attenzione al dettaglio, adattamento al piano di gioco proprio ed avversario, combattimento è quanto di più vicino ci potesse essere ad un trial per i Lions. Proprio sotto gli occhi di Warren Gatland.

Ha vinto il Galles. Con merito. Confermando un po’ le sensazioni che già ti avevo accennato poco tempo fa. Ovvero, che l’Irlanda sotto pressione fatichi a vincere.
Una pressione che derivava dall'”obbligo” di vincere per poi rovinare la festa all’Inghilterra nel final showdown dell’Aviva Stadium (anche se mi piace ancora chiamarlo Lansdowne Road).
Di fronte, l’Irlanda, si è trovata il miglior Galles dell’anno e forse degli ultimi 18 mesi.
Un’Irlanda che ha confermato come la profondità d’organico da cui attingere c’è ma non è qualitativamente omogenea. I 15 titolari sono al momento fissi. E anche per i 23 a foglio gara non credo Joe Schmidt abbia grossi dubbi. Questo può essere un limite. L’Irlanda, a mio giudizio, non ha la stessa profondità di scelte top che ha l’Inghilterra e nemmeno la Francia. I primi 15 (23) sono imprescindibili. Su tutti Jonny Sexton.
Quest’Irlanda, per girare alla massima potenza non può prescindere dalla sua apertura. Contro il Galles è stato lampante. Antonio Raimondi e Vittorio Munari, perfetti in quella telecronaca nella lettura delle varie situazione tattiche della gara, hanno usato il termine giusto. Disinnescato. Il Galles è riuscito a disinnescare Sexton nella ripresa. Marcando stretto soprattutto le alternative di distribuzione. I sostegni. I tre-quarti che dovevano suonare la musica che Sexton doveva comporre. Hanno tolto all’orchestra gli strumenti musicali. E a quel punto il piano offensivo di Schmidt non ha avuto alternative.
Ma lo si era visto anche nei 10 minuti di inferiorità numerica con Sexton nel sin bin.
In campo non c’era un altro distributore di palloni. Per 10 minuti l’Irlanda ha dovuto giocare con pick and go o con cariche, di avanti e/o tre-quarti, vicine al punto d’incontro. Schmidt poteva optare di cambiare Sexton con Paddy Jackson. Non lo ha fatto. Nemmeno nel momento più delicato della gara. Semplicemente perchè non poteva permettersi di sacrificare la sua pedina più importante sulla scacchiera.
Il compito più difficile per il coaching staff irlandese sarà quello di trovare alternative che non abbassino la soglia massima del potenziale di questa squadra. C’è tempo fino alla prossima Coppa del mondo. Per non avere gli stessi problemi avuti nel 2015 (e qui torna il discorso Sexton).
L’Irlanda può battere l’Inghilterra? A mio parere sì. L’Irlanda è sfavorita, gioca in casa e si trova nel suo habitat preferito. Ha le possibilità per sconfiggere l’armata bianca. Anche se questo non vorrà dire che l’Irlanda è più forte dell’Inghilterra.
L’Inghilterra affronterà un altro esame. Il più duro? Forse. Assomiglia tanto la partita di Dublino alla tournée dello scorso giugno in Australia. Quando per i bianchi servivano conferme in Australia dopo il grande Slam nel 6 Nazioni.
Un’Inghilterra che rischia il triple. 3 grandi Slam nei 3 tornei del 6 Nazioni (maggiore, under 20 e femminile). Non credo serva aggiungere altro per capire quanto bene si stia lavorando da quella parti a tutte le latitudini sportive, anagrafiche, manageriali. E buona parte del merito va data, è stra-giusto sottolinearlo, al lavoro che Stuart Lancaster aveva iniziato.
Se l’Inghilterra dovesse vincere, credo sia obbligatorio togliersi il cappello di fronte ai risultati di questa squadra che al momento non sappiamo quanto valga nel confronto con gli All Blacks per mancanza di sfide dirette. (Io credo che la differenza a favore degli All Blacks sia di un punto, forse meno, in un teorico test-match adesso).
Piccolo inciso, questo non significa che i Lions, anche se totalmente made in England, avranno vita facile in Nuova Zelanda. Ambienti diversi, allenatori diversi. L’equazione Lions – Inghilterra non è fattibile.
Le notizie strapositive per l’Irlanda arrivano, intanto, dal Pro 12. 3 squadre su 4 al momento ai play-off e vittorie secche sulle altre squadre nel momento in cui i migliori sono in nazionali. I giovani e le seconde scelte a disposizione dell’Irlanda sono molto migliori di quelle a disposizione di Scozia e Galles.
Ottimo. Perchè così i nazionali potranno dedicarsi, dopo la fine del 6 Nazioni, alle coppe europee. Un altro banco di prova, infatti, sarà quello. Un banco di prova di pari valore a quello della nazionale.
Biosgna vincere. Sempre. Ad ogni livello. E soprattutto, abituarsi a vincere.



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