Finalmente ci siamo. 12 anni di attesa stanno per terminare. Finalmente sarà All Blacks contro British & Irish Lions.

Warren Gatland per il primo test della serie ha scelto 6 irlandesi a foglio gara. 4 titolari e 2 in panchina. Le scelte di Conor Murray e Tadhg Furlong non sorprendono. Il 25enne di Wexford è al momento il pilone destro più forte d’Europa. Sicuramente quello più in forma (dettaglio non trascurabile per leggere le scelte del coaching staff dei Lions). Conor Murray rappresenta la scelta migliore considerando la sua capacità di giocare al piede dalla base e di creare un ritmo di gioco “sostenibile” (per andare fuori giri, o per provare a mandare fuori giri gli All Blacks, arriverà il momento di Rhys Webb dalla panchina). Più sorprendenti, ma solo ad un occhio poco attento, le “titolarizzazioni” in terza linea dei flanker Sean O’Brien e Peter O’Mahony.

 

 

Già al momento di annunciare Sam Warburton come capitano del tour 2017, Warren Gatland aveva specificato come il posto del suo numero 7 era tutt’altro che garantito. La caratteristica che Gatland aveva lodato, più di ogni altra, di Sam Warburton era la capacità di mettere al primo posto la squadra (… parole sante…). La forma avrebbe deciso chi fra lui, Tipuric e O’Brien sarebbe poi sceso in campo. Sean O’Brien è il recuperatore di palloni, l’animale da breakdown, che serve in uno scacchiere che vede Taulupe Faletau portatore di palloni e Peter O’Mahony come opzione in touche. O’Brien è, ad oggi, più in forma dei due gallesi. Giusto sia stato scelto come openside flanker.
Giusta anche la scelta di O’Mahony come capitano. O’Mahony è un leader nato. Sempre e ovunque è stato capitano (non semplicissimo farlo a Munster…). O’Mahony è un esempio da seguire. Poco flashy, poche parole (in conferenza stampa le sue risposte non strappano titoli sui giornali o nei notiziari TV) e tanto lavoro sporco. Nella partita contro i Maori, vera prova generale per questo primo test, è stato capitano perfetto. Sul campo e nella gestione dell’arbitro (bravissimo ad enfatizzare il discorso blocchi illegali sui calci o lontano dal breakdown che Gatland aveva usato come cavallo di battaglia nel mind game contro il coaching staff neozelandese). Si vede che O’Mahony ha studiato alla scuola di Paul O’Connell.

 

 

Jack McGrath parte dalla panchina. Impossibile rinunciare a Mako Vunipola. Dalla panchina parte anche Jonny Sexton. A mio giudizio una scelta sulla fiducia. Sexton aveva chiuso l’anno con Leinster lontano dalla forma e dalla lucidità necessarie ad un tour di questo livello e lontano dai suoi standard abituali. Dopo un avvio farraginoso, Sexton si sta ritrovando. L’infortunio di Jonathan Davies contro i Crusaders ha obbligato Gatland a schierare la coppia Farrell-Sexton che ha prodotto un’ora di rugby giocato con testa in situazione di pressione estrema. Ho la sensazione che questa accoppiata fosse mal vista da Gatland. Gatland , tuttavia, da questo esperimento forzato ha tratto la conclusione che Sexton fosse un giocatore sul quale poter puntare e contare. Difficile vederlo in tandem con Farrell dal primo minuto (infatti parte dalla panchina). Sexton ha superato Dan Biggar nella gerarchia di Gatland. Difficile vederlo giocare in alternativa a Farrell. Più probabile vederlo entrare come apertura spostando Farrell primo centro (e secondo playmaker) nel corso del match se dovesse rendersi necessaria questa opzione (tattica o forzata da infortuni).

Una curiosità. Dei 6 irlandesi a foglio gara per gara 1 della serie contro gli All Blacks, solo 4 erano in campo nell’ormai leggendario trionfo di Chicago. Jack McGrath, Tadhg Furlong, Conor Murray e Jonathan Sexton. O’Brien e O’Mahony non c’erano causa infortunio.
Il fatto di aver già battuto gli All Blacks sicuramente potrà aiutare nella dimensione psicologica di avvicinamento al match. Anche perché, negli ultimi anni, nessun altro Lions ci è riuscito.

Pronostico: i Lions vinceranno almeno un test della serie.

di Moreno Molla.



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