A distanza di qualche mese dall’ultima chiacchierata, torniamo ad intrattenerci con Francesco Federico Pagani, ideatore e amministratore del blog Sciabolata Morbida e della rispettiva pagina facebook. Questa volta ci concentriamo sull’Europeo under 21 2017, che andrà in scena in Polonia il prossimo Giugno.

Caro Francesco, la Germania si presenta in Polonia con un percorso netto nelle qualificazioni all’Europeo. E’ la super-favorita del torneo? Quali sono i giocatori più interessanti della compagnie tedesca?

La Germania è una delle grandi “storiche” del calcio europeo e soprattutto nell’ultimo decennio ha portato avanti un lavoro importante che è sotto gli occhi di tutti e che ha già pagato dividendi enormi (leggasi la vittoria all’ultimo Mondiale).

I tedeschi, però, a questo livello non hanno mai raccolto tantissimo: una vittoria (2009) e quattro argenti, tutti risalenti agli anni 70 e 80 (due vinti dalla Germania dell’Est e due da quella dell’Ovest).

Dopo la loro ultima vittoria, in particolare, i risultati sono stati molto magri: qualificazione mancata nel 2011 (terzi dietro a Repubblica Ceca ed Islanda), eliminazione al primo turno nel 2013 (in un girone però di ferro con la Spagna poi campione e l’Olanda), sonoro 5 a 0 in semifinale dal Portogallo nel 2015.

Questa volta la Germania viene da un super percorso di qualificazione che come avete detto l’ha portata a vincere tutti gli incontri (ma in un girone che a parte l’Austria non presentava particolari ostacoli).

Alla fine, come sempre a questi livelli, molto dipenderà dai giocatori che verranno convocati. Perché il talento a disposizione di mister Hrubesch è di livello assoluto. Ma non è detto che tutti i “big” saranno disponibili a presentarsi in Polonia. E farà sicuramente una bella differenza avere o non avere a disposizione i vari Sané, Kimmich, Can, Weigl, Dahoud, Ginter, Süle, Tah, Meyer, Brandt, ecc.

Favorita o no, una cosa è certa: se dovesse presentarsi in “formazione tipo” la Germania sarà una corazzata incredibile. Questo almeno sulla carta.

La Macedonia è la sorpresa delle qualificazioni per aver eliminato la Francia dei “Dembele”. Quali sono le principali qualità e le prospettive dell’unica squadra all’esordio nella fase finale di un europeo under 21?

Quanto successo nel gruppo 3 ha avuto dell’incredibile. Islanda e Macedonia hanno sopravanzato una delle superpotenze del calcio giovanile non solo europeo, ma addirittura mondiale, causando la loro mancata qualificazione all’Europeo under 21.

A dirlo un anno e mezzo fa non ci avrebbe creduto nessuno.

Per quanto concerne la Macedonia è una squadra che fa dell’organizzazione la propria forza vitale. Classico di chi non ha grandi stelle su cui contare e deve puntare tutto sull’affiatamento ed il lavoro di squadra per provare a spuntarla.

E’ realistico, però, pensare che la squadra non riuscirà a passare il primo turno: Spagna, Portogallo e Serbia sono tutte avversarie più quotate (e talentuose). Come spuntarla?

Nota di colore: sono comunque contento di vedere il buon David Babunski potersi districare ad un certo livello. Lo conobbi all’epoca in cui giocava nella Juvenil del Barça. Era abbastanza quotato, mi fa piacere vedere che possa giocare un europeo under 21!

Il lavoro delle federazioni scandinave sulle scuole calcio è stato esemplare e ha portato 2 squadre alla fase finale, e una vicinissima, eliminata agli spareggi. Si può parlare di modello scandinavo? Quali sono le sue peculiarità?

Come ben sa chi ha studiato un po’ di storia dello sport, il calcio in scandinavia ha avuto momenti di grande splendore già in passato.

Addirittura la Svezia è salita tre volte sul podio ed ha raggiunto una medaglia di legno a livello mondiale, mentre la Danimarca ha vinto un Campionato Europeo.

Non solo: come non citare l’ottima prestazione della nazionale islandese all’ultimo europeo, una delle storie più belle della rassegna continentale disputatasi la scorsa estate!?

Di certo una sorta di modello scandinavo lo si può individuare.

Con il globalizzarsi del calcio, del resto, molti paesi vedono proprio nell’affermazione calcistica la possibilità di darsi lustro.

Ecco quindi che in scandinavia ricalcano un po’ l’impostazione della loro società: organizzazione ed investimenti, concentrati soprattutto nelle strutture (che sono fondamentali, soprattutto a certe latitudini dove per molti mesi dell’anno sarebbe altrimenti difficile giocare) e nei settori giovanili.

In realtà è una ricetta un po’ banale, se vogliamo. Eppure in molti paesi – in primis nella nostra Italia, purtroppo – non viene seguita. Ed i risultati, poi, si vedono!

La Spagna, dopo un cammino complicatissimo, è riuscita a qualificarsi per un soffio con due pareggi nello spareggio contro l’Austria. Nonostante il nome importante e l’enorme quantità di talento, viste le difficoltà oggettive, si può parlare di possibile outsider?

Spagna, Germania e Francia sono in assoluto i paesi da cui esce il maggior numero dei talenti. Questo almeno negli ultimi anni.

La Spagna in particolar modo ha conosciuto un periodo floridissimo che tutti ben conosciamo e che li ha portati a dominare l’Europa ed il mondo in lungo ed in largo (cosa che coi club gli sta riuscendo ancora bene, per altro).

Per talento assoluto parlerei quindi ancora una volta di possibile protagonista, ma anche qua dipenderà molto dalla lista finale dei convocati.

La possibile rosa dei migliori non è forse in assoluto al livello di quella dei tedeschi (né per talento né per completezza), ma certo ci fossero tutti i vari Saúl, Iñaki, Bellerín, Gayá, Denis Suárez, Óliver Torres, Asensio, Oyarzabal, Deulofeu, ecc. gli spagnoli non potrebbero non essere tra i favoriti della vigilia.

Il problema è che, come al solito, non tutte le ciambelle escono col buco. C’è quindi da capire se in questi mesi gli spagnoli troveranno il giusto amalgama e le giuste alchimie, o se dopo il buco di due anni fa (quando gli Europei under 21 non li giocarono proprio) si ripeteranno anche quest’anno.

Portogallo, Italia ed Inghilterra partono con ambizione da titolo. Chi ha la possibilità maggiore di arrivare in fondo all’europeo?

Dietro a Germania e Spagna c’è questo trio di outsider molto importanti, che assolutamente non partono battute.

In particolar modo l’Inghilterra – che è però quella su cui punterei meno delle tre – ha una bella fortuna: l’urna è stata benevola (gruppo A con Polonia, Slovacchia e Svezia) ed ha inserito i Figli d’Albione nel girone sulla carta più abbordabile del lotto.

Nulla è scontato, ma per talento gli inglesi partono con grosse chance di arrivare quantomeno in semifinale. E da lì tutto è possibile.

Ancora una volta sarà comunque decisivo capire chi verrà convocato: giocatori come Sterling, Stones, Alli e Dier sarebbero delle star in un contesto di under 21, ma nonostante la loro eleggibilità è difficile pensare possano partire per la Polonia.

Tra i possibili presenti terrei quindi gli occhi puntati soprattutto su Demarai Gray: l’ala anglogiamaicana ha un cambio di passo devastante e potrebbe essere tra i giocatori capaci di fare la differenza, tra i papabili convocati inglesi.

Il Portogallo dopo la delusione di due anni fa e la vittoria all’Europeo “dei grandi” della scorsa estate (oltre che all’ultimo Europeo under 17) avrà sicuramente tanta voglia di far bene. E, come al solito, anche molto talento per provarci.

Il problema dei lusitani sarà sempre lo stesso: quanto riusciranno ad essere incisivi?

In questo senso quindi si aggrapperanno probabilmente alla vena di André Silva, punta in forza al Porto che vedremo giocare negli ottavi di finale contro la Juventus. Un giocatore che quest’anno ha iniziato bene la stagione anche dal punto di vista della prolificità, ma che spesso sembra poter scadere nella fumosità.

Certo è che per il resto, con i vari Bernardo Silva e Ruben Neves tra gli altri, non sarà il talento a mancare ai portoghesi!

L’Italia, infine, rischia di pagare a caro prezzo il fatto di essere stata inserita – insieme a Repubblica Ceca e Danimarca – nello stesso girone dei favoriti d’obbligo.

Passando solo la prima e la migliore tra le tre seconde i ragazzi di Di Biagio avranno un percorso tortuosissimo da compiere, ma nulla è perduto.

Anzi, sono personalmente convinto che se ci potessimo presentare con i migliori giocatori selezionabili (come detto, la grande incognita legata agli Europei under 21 è questa un po’ per tutti) potremmo davvero dire la nostra.

Pensate ad un undici di questo genere: Donnarumma a difesa dei pali (ma anche un Meret non andrebbe poi tanto male, e più in generale abbiamo almeno quattro o cinque portieri di valore per questo livello!), una linea a quattro con l’esplosivo Conti sulla destra, un Barreca molto abile in fase di spinta (da rivedere in quella difensiva) sulla sinistra e la coppia Rugani-Romagnoli (tradotto: la migliore del torneo, sulla carta) in mezzo, con Caldara prima alternativa. A centrocampo Benassi mattatore su una mezz’ala, con Gagliardini su quella opposta (tra i cambi ci sarebbero tra gli altri Cataldi e Verre, o anche Grassi) . Centralmente magari il ritorno di Mandragora, titolare prima dell’infortunio. O perché no uno tra Sensi e Pellegrini (che potrebbe giocare anche sulla mezz’ala). Davanti, poi, Berardi e Bernardeschi larghi con Petagna (sperando ritrovi presto il feeling con il goal) centrale.

Insomma, magari non una squadra talentuosa come quella tedesca… ma di certo con una formazione del genere ed il giusto amalgama potremmo anche puntare a rivincere l’Europeo!

In Polonia (paese organizzatore) c’é molta attesa per questa manifestazione. A Varsavia ripongono molta fiducia sulla rappresentativa u21. Credi possa lottare per il titolo?

Una outsider ha vinto già due anni fa. E soprattutto ora, con il fatto che passa solo la prima e la migliore delle seconde, per le outsider diventa ancora più difficile farcela.

Come già scrissi tempo fa sul mio blog, anticipando un po’ i tempi, la Polonia ha un movimento calcistico in grande espansione e certamente è probabile che farà un buonissimo Europeo under 21.

Per altro giocando in casa ed essendo stata inserita nel gruppo più abbordabile del lotto (con Slovacchia, Svezia ed Inghilterra) potrebbe anche giocarsi le sue chance di passaggio, e lì nulla sarebbe più precluso.

Dovessi scommettere dei soldi non li punterei su di loro, ma chissà che non ci facciano una sorpresa.

Di certo c’è una cosa: se si presentassero in formazione tipo con anche la presenza dei vari Milik, Zielinski, Kaputska e Linetty (tutti giocatori da più di dieci presenze in nazionale maggiore) potrebbero davvero provare a dire la loro.

L’Inghilterra, che tradizionalmente gioca a suicidarsi nei grandi tornei, è avvisata!



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