In Perù aveva fatto molto discutere la scelta di Gianluca Lapadula, ventisettenne attaccante del Genoa, di preferire la nazionale italiana rispetto a quella peruviana. Nato a Torino, quartiere Mirafiori, da papà italiano e mamma peruviana, fino a un paio di stagioni fa Lapadula aveva fatto capire di preferire la nazionalità peruviana rispetto a quella italiana, anche a causa delle basse prospettive che avrebbe avuto di indossare la maglia azzurra vista la grande concorrenza. Poi l’esplosione al Pescara dove realizza quasi trenta gol in serie B con Oddo allenatore, e il trasferimento per quasi 12 milioni di Euro al Milan, dopo un estate, quella del 2016, trascorsa come oggetto del desiderio delle big italiane, Juventus, Napoli e, appunto, Milan su tutte. Proprio quell’estate venne giocata in Cile la Copa America del Centenario, e il Perù, allenato da Ricardo Gareca, che cerca di convincere Lapa in tutti i modi ad accettare la maglia della Selecciòn Peruana. L’attaccante però rifiuta, e dopo un grande inizio di stagione al Milan – in cui addirittura ruba il posto da titolare a Carlos Bacca – riceve anche la prima convocazione dell’ormai ex CT Giampiero Ventura per la partita di qualificazioni mondiali contro il Lichtenstein. All’ultimo però per quella partita gli venne preferito Manolo Gabbiadini, e Lapadula manca quindi l’esordio. Sarà la prima e ultima convocazione nella nostra Nazionale, in realtà l’esordio avviene ma solo in amichevole contro San Marino, gara non valida per nessuna statistica. Dopo un anno appena, Lapadula è ormai completamente scomparso dai radar azzurri, fa la riserva di Galabinov al Genoa (anche a causa di tanta sfortuna con gli infortuni), mentre il Perù vola in Russia con il 2-0 rifilato a Lima alla Nuova Zelanda nello spareggio. A quanto pare nel Pese latino quel rifiuto non l’hanno mai davvero digerito, e ora è vittima inconsapevole dell’ironia, c’è da dire molto divertente e mai volgare, degli aficionados degli Incas.



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