Questa sera alle ore 20 italiane Portogallo e Cile si affronteranno nella prima semifinale di questa Confederations Cup 2017. Domani toccherà invece a Germania e Messico sfidarsi per cercare di conquistare un posto per la finale di domenica 2 luglio.

La fase a gruppi non ha regalato particolari sorprese: le tre squadre considerate favorite per la vittoria finale (Portogallo, Germania e Cile) hanno superato agevolmente il primo scoglio, mentre ha deluso molto le aspettative la Russia padrona di casa; per la squadra allenata da  Cherchesov questo torneo rappresentava un importante banco di prova in vista del Mondiale del prossimo anno.

Il girone A è stato vinto dal Portogallo che ha chiuso con 7 punti conquistati, frutto di due vittorie ed un pareggio: oltre al solito CR7, autore di due reti, i lusitani hanno brillato dal centrocampo in su, chiudendo il gruppo con il migliore attacco (7 goal segnati) e, al pari della nazionale messicana, mandando in goal il maggior numero di calciatori diversi (6): Cedric, Bernardo Silva, André Silva, Nani, Quaresma ed appunto Cristiano Ronaldo. La nazionale campione d’Europa in carica ha invece destato più di qualche preoccupazione in  fase difensiva, rivedibile in diverse occasioni, che ha però subito goal soltanto nella partita inaugurale contro il Messico.

Proprio il Messico sarà l’outsider di queste semifinali, essendo riuscito a strappare la qualificazione all’ultima giornata, in un vero e proprio spareggio contro la Russia. In tutte e tre le partite del girone il Messico è sempre andato in svantaggio, ma non ha mai perso. Il 2-2 acciuffato con pieno merito soltanto nei minuti di recupero della prima partita contro il  Portogallo aveva messo in luce tutte le potenzialità della nazionale sudamericana, soprattutto a livello offensivo. El Tricolor, pur trovandosi sotto per due volte, ha saputo reagire prima con il Chicharito Hernandez e poi, al 91esimo con il neo-acquisto della Roma, Hector Moreno. Anche contro la Nuova Zelanda c’è stato bisogno di rimontare l’iniziale svantaggio firmato da Wood, grazie ad un secondo tempo giocato ad alti livelli che ha permesso di ribaltare la situazione con le reti di Peralta e Gimenez. Nell’ultimo match contro la Russia ci hanno pensato invece Araujo e Lozano a togliere le castagne dal fuoco, rimontando il goal firmato da Samedov e regalando la qualificazione al Messico. I sudamericani, al pari del Portogallo, sono la squadra ad aver mandato a segno il maggior numero diverso di calciatori, ben 6.

Come già detto è stata la Russia la sorpresa in negativo di questa Confederations Cup: non giocando le qualificazioni mondiali e dovendosi dunque accontentare di disputare soltanto gare amichevoli, questa Confederations Cup rappresentava una buona occasione di affrontare partite “vere”. I russi avevano iniziato bene, battendo per 2-0 la Nuova Zelanda nella gara inaugurale. Poi lo stop preventivabile contro il Portogallo, in cui però Glushakov e soci erano riusciti a non disunirsi dopo lo svantaggio iniziale ed anzi creando diverse occasioni da goal per pareggiare la partita. La Russia è invece crollata nella terza giornata, nella gara più importante, lo spareggio contro il Messico: dopo il vantaggio firmato alla mezz’ora da Samedov i russi hanno letteralmente staccato la spina, subendo la rimonta sudamericana. Nonostante l’eliminazione il c.t. Cherchesov si è dichiarato “tutto sommato soddisfatto delle prove offerte in queste tre partite dai miei ragazzi. Ci stiamo muovendo nella direzione giusta per affrontare al meglio il Mondiale del prossimo anno”.

Come da pronostico, la Nuova Zelanda è stata la squadra materasso del raggruppamento A, chiudendo all’ultimo posto con 0 punti conquistati, la peggior difesa ed il peggior attacco della competizione. Questa Confederations Cup, come ampiamente anticipato alla vigilia della manifestazione, serviva soprattutto a capire se ed eventualmente di quanto il gap con le altre squadre si fosse limato; limitandoci a guardare i numeri la prestazione dei neozelandesi sembrerebbe disastrosa ma, come sottolineato dal c.t. inglese Hudson, oltre alla débâcle nell’ultima giornata contro il Portogallo, la sua squadra ha fatto vedere a tratti cose interessanti contro Russia e soprattutto Messico. “Non bisogna mai dimenticare il nostro livello e quello delle squadre affrontate”, ha commentato il tecnico.

 

Nel raggruppamento B è stata la Germania a chiudere in prima posizione, scavalcando il Cile in testa proprio all’ultima giornata. La Nazionale sperimentale disegnata da Low per questa Confederations Cup ha messo in mostra cose positive e cose negative: la fase offensiva ed il giropalla in generale si sono dimostrati come sempre molto efficaci (solo nella gara contro il Cile i tedeschi sono apparsi sottotono) merito soprattutto del preciso sistema di gioco inculcato sin dalle trafile giovanili della nazionale tedesca; a non convincere affatto è invece stata la difesa a 3 orfana di Hummels e Boateng su tutti. La Germania ha infatti subito goal in tutte e tre le partite del girone. Il  pirotecnico 3-2 sull’Australia, l’1-1 contro il Cile ed il 3-1 sul Camerun hanno permesso ai tedeschi di chiudere al primo posto, evitando così di affrontare il Portogallo in semifinale.

Il Cile si è confermata squadra di alto livello che potrà dare molto fastidio a chiunque anche ai prossimi Mondiali. Il secondo posto nel girone brucia perchè la Roja era padrone del proprio destino ma l’1-1 contro l’Australia nell’ultimo match è costato il primato a Sanchez e soci. I cileni hanno dominato il Camerun nella gara inaugurale vinta 2-0 ed avrebbero meritato la vittoria anche nella partita contro la Germania: il goal del momentaneo 1-0 firmato da Sanchez ha permesso al calciatore dell’Arsenal di diventare il miglior marcatore della storia della nazionale cilena, arrivando a quota 38 goal e superando il “Matador” Marcelo Salas. Paradossalmente l’Australia è stata la squadra che è riuscita maggiormente ad impensierire gli uomini allenati da Pizzi, conducendo la gara a lungo e sfiorando più volte il colpo del k.o.

Proprio l’Australia ha chiuso il gruppo B al terzo posto: i canguri hanno fatto vedere ottime cose, uscendo sconfitti soltanto dalla gara contro la Germania. L’unico rimpianto rimane il pareggio per 1-1 contro il Camerun, in una gara che l’Australia avrebbe dovuto e potuto vincere; ciononostante essere rimasti in corsa per la qualificazione fino all’ultima giornata in un gruppo così duro ed aver condotto la gara a lungo contro il Cile possono essere motivo di grande soddisfazione per i socceroos che adesso dovranno gettarsi a capofitto nel proprio girone di qualificazione per essere tra le 32 squadre che tra un anno prenderanno parte al Mondiale.

Ultimo posto in classifica ed un solo punto conquistato per il Camerun, capace di reggere un tempo contro Germania e Cile prima di crollare e che ha invece ben figurato contro l’Australia. I campioni d’Africa hanno fatto vedere buone cose soprattutto in zona offensiva, grazie al trio composto da Moukandjo, Aboubakar e Bassogog; bene anche il giovanissimo centrocampista del Marsiglia Anguissa, autore del goal del momentaneo vantaggio contro l’Australia. Il vero punto debole di questa nazionale, ancora una volta, è stato il pacchetto arretrato, non all’altezza del livello di questa manifestazione.

 

 

Ugo D’Andrea



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