Un inizio difficile, quello del Southampton. Nelle ultime quattro giornate, però, le cose sono cambiate radicalmente: 10 punti sui 12 disponibili e soprattutto terza miglior difesa con soli 7 gol presi in 8 partite (meglio di molte big quali Man City, Man Utd, Chelsea, Liverpool e Arsenal).

Tabloid e supporters indicano Virgil Van Dijk come traghettatore di questa straordinaria difesa, insieme alla bandiera Josè Fonte, tanto da considerare l’olandese come l’attuale miglior difensore della Premier League. È dello stesso avviso una leggenda dei Saints, Matt Le Tissier: “Van Dijk è sicuramente uno dei migliori centrali difensivi in circolazione in Premier, è il gigante della nostra difesa e fa sembrare le partite così facili”. Anche Jamie Redknapp (che ha giocato tra le file del club del Sud d’Inghilterra) si è espresso sul suo talento: “Mi piace da quando giocava con il Celtic. L’adattamento alla Premier per lui è stato semplice. Penso che solo Toby Alderweireld abbia fatto leggermente meglio con i Saints, ma lui è subito dietro al belga nella mia classifica di preferenza. Ha tutto: è ovviamente forte fisicamente, ha un buon controllo di palla e tiene il passo degli avversari. Incarna le caratteristiche del moderno difensore centrale che può anche avanzare palla al piede. Può giocare in qualsiasi grande club in futuro che sia Barcellona o che sia Real Madrid, è talmente bravo da meritare uno di questi club”. Ma naturalmente Virgil presenta comunque dei punti deboli, in particolare secondo Le Tissier e Redknapp l’olandese perde spesso la concentrazione durante la partita, ma per il primo è straordinario il modo i cui facilmente la ritrova, mentre per il secondo (attuale opinionista per Sky Sports) è incredibile la sua tranquillità in campo: “Appare rilassato, come se le partite fossero davvero facili per lui”.

Ha iniziato la sua carriera nel Groningen, in Olanda, debuttando nel 2011 all’età di 20 anni. L’inizio non è stato facile: ha dovuto, infatti, aspettare un anno per potersi affermare e giocare titolare per una stagione intera. Ha parlato di lui anche l’uomo che lo ha fatto debuttare, Pieter Huistra (ex ala dei Rangers e della Nazionale olandese): “Ha una grande visione del gioco, sa leggere le partite. Ma essendo ancora giovane deve saper leggere questo in connessione alle tattiche e ai modi in cui l’allenatore ha disposto le partite. Ma era ovvio che sarebbe diventato un grande giocatore”. Huistra ha poi evidenziato alcuni aspetti non proprio positivi dell’olandese: “Inizialmente bisognava spingerlo ad allenarsi, motivarlo per migliorare. Senza dimenticare i numerosi infortuni che hanno ostacolato i suoi progressi. A quei tempi volevo che diventasse più forte e agile, ma in questo la sua altezza gli giocava contro facendogli perdere qualche volta l’equilibrio. Messi a posto questi aspetti, ha acquistato più agilità e iniziativa e fiducia in se stesso. Dal momento in cui l’ho aggregato con la prima squadra, ho visto più concentrazione in lui, con voglia di migliorare; tutto questo grazie alla guida di Dick Lukkien. Anche se, inizialmente, con Lukkien non è stato subito rose e fiori: “Era davvero ansioso. Doveva abituarsi a me, ma io ovviamente mi ero accorto del suo talento ed stata una dura sfida inizialmente tentare di cambiare la sua mentalità perché non credeva in me, Virgil è un giocatore che necessità di avere un legame con il suo allenatore. Pensava fossi troppo diretto, credo che pensasse che non piaceva a me il suo modo di giocare, ma io avevo visto del talento in lui e quando vedo delle potenzialità cerco sempre di farle emergere. Era soltanto una questione di maturazione e di mettere in atto il suo talento; ha qualità fisiche e tecniche, è veramente un buon giocatore. È veloce nonostante la sua altezza, sa avanzare palla al piede e sa difendere in maniera eccezionale, e inoltre è ottimo nel gioco aereo. La chiave era fargli fare queste cose ogni giorno in allenamento, devi dare il massimo di te ogni giorno, ma a volte ha dovuto allenarsi duramente, altre volte al 50 o al 60 per cento; ho sempre cercato di insegnargli il grande valore che hanno gli allenamenti, fondamentali per la crescita di un giocatore”.

Prima di trasferirsi al Groningen, Van Dijk ha giocato tra le file del Willem II, dove ha riscontrato delle difficoltà poiché giocava sia per le giovanili e sia per la prima squadra, disputando in questo modo molte partite e pochi allenamenti.

Al suo debutto con il Groningen, nel maggio del 2011, è subentrato come attaccante poiché la squadra doveva ribaltare il risultato, segnando una doppietta. Huistra rivive quei momenti: “Era un partita importante per i play-off, dovevamo attaccare, così l’ho mandato in campo come attaccante, e ha fatto molto ben,  lasciando il segno in quella partita”.

Nelle stagioni successive Van Dijk ha fatto bene e su di lui sono iniziati i sondaggi di diversi club europei; alla fine l’ha spuntata il Celtic. In Scozia ha vinto due titoli, giocando da vero esperto difensivo, ma tuttavia per Huistra il Celtic era “il club sbagliato”, soprattutto frustrato di non vedere il suo vecchio giocatore nel giro della Nazionale olandese.

Quando poi è arrivato il trasferimento in Inghilterra, Huistra è stato più contento: “Quando giochi in Premier League sei molto di più sotto i riflettori della Nazionale. È stata una lunga attesa”. E qui con il Southampton, Van Dijk è riuscito finalmente a far emergere il suo talento e il frutto della tanta gavetta fatta negli anni passati; non sente per nulla il peso delle 13 milioni di sterline spese dal club per prelevarlo dal Celtic e la responsabilità di ereditare la difesa lasciata da Alderweireld. Così dopo un breve periodo di ambientamento, Virgil ha ottenuto il timone della difesa dei Saints insieme a Fonte, risultando imperioso e sicuro di sé. Una delle sue migliori partite è stata quella contro il Watford: gli Hornets in quel momento, vantavano di un attacco stratosferico, la coppia Deeney-Ighalo, che aveva messo insieme qualcosa come 19 gol in 17 partite, e soprattutto almeno uno dei due attaccanti segnava in ogni partita: in quella, Van Dijk non gli fece nemmeno sentire la porta, vincendo tutti i contrasti, anche e soprattutto quelli aerei. Quello fu il primo di sei “clean sheet” consecutivi, compreso l’1-0 imposto all’Old Trafford contro il Manchester United. Van Dijk concluse la stagione con 163 duelli aerei vinti (più del 30 per cento di qualsiasi difensore della Premier League), al secondo posto risulta Chris Smalling del Man Utd con 124 e al terzo Steve Cook del Bournemouth con 123. Anche in questa nuova stagione la difesa del Southampton sta facendo benissimo, domenica scorsa ha subito il gol (del Burnley su rigore) che ha interrotto la striscia di cinque cleen sheet consecutivi. Il 25enne è stato premiato come giocatore dell’anno del Southampton sia dai tifosi sia dai compagni di squadra della scorsa stagione; tifosi che naturalmente sarebbero contrari ad un suo trasferimento, ma lo capirebbero viste le qualità del difensore.

Tornando su Lukkien e su Huistra, i suoi ex allenatori ai tempi del Groningen (il primo ora allena un club di Eerste Divisie, l’Emmen FC, mentre il secondo allena un club in Indonesia), entrambi sono soddisfatti di Van Dijk: “La sua crescita è stata impressionante, ma non sono sorpreso, sapevo di cosa fosse capace”, ha detto Lukkien, “potrebbe benissimo giocare in uno dei migliori sei club in Europa. Può fare ancora uno step successivo. Sono molto orgoglioso di lui”; nonostante un inizio un po’ teso tra i due, tutt’oggi sono ancora in contatto.

Stesso verdetto per Huistra: “Straordinario vedere come stia crescendo. È ancora molto giovane e può migliorare ulteriormente. Ha un grande futuro davanti a sé, ne sono certo”.

Lo sperano naturalmente anche i supporters dei Saints, che in un momento in cui magari servirebbe una mano in attacco, almeno possono essere soddisfatti della retroguardia della squadra di Claude Puel e dell’ottavo posto momentaneo in campionato e un buon inizio in Europa League (primo posto momentaneo) anche e soprattutto grazie al difensore con il vizio del gol, Virgil Van Dijk.

Scritto da Simone Moscufo
Revisione di Samuele Ravara



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