Suona Geyser Suond, suona

Europa 8 ottobre 2016 Redazione


di Federico Pagano.

Il Geyser continua a suonare, e presto a sentirlo potrebbe essere tutto il mondo. Doveva essere solo una bella sorpresa, una parentesi. Ma le premesse sono ben diverse. In Francia il calcio islandese si è presentato agli occhi dei tifosi europei, convinti, fino a quel momento, che fosse solamente uno dei tanti miracoli sportivi. Il lungo cammino dell’Islanda nella fase finale della competizione, accompagnato dal suono del geyser però, è solo un punto di partenza. Da quell’esperienza, gli islandesi ne hanno tratto i maggiori vantaggi. Confrontarsi con squadre di livello superiore, affrontare i migliori team europei e sapere di esserne alla pari, ha dato alla squadra di Heimir Hallgrímsson la consapevolezza di potersela giocare contro chiunque. Ed il prossimo obiettivo è il mondiale in Russia del 2018.
La felicità e la passione che hanno caratterizzato il percorso islandese ad Euro 2016 non sembra essersi affievolita. La voglia di dimostrare e di stupire è insita nella testa dei giocatori islandesi, che non vedono l’ora di tornare sotto la curva per festeggiare con i propri tifosi una vittoria a suon di geyser.

Esattamente come è successo l’altra sera nel secondo match delle qualificazioni al prossimo campionato mondiale. Una partita completamente folle. Una partita simile a quelle a cui ci avevano abituato gli islandesi ad Euro 2016. Una partita infinita, combattuta fino all’ultimo secondo. E vinta all’ultimo secondo. Sì, perché fino all’85’ la Finlandia era in vantaggio per due a uno e già si pregustava i tre punti. A rovinargli la festa, infatti, sempre quella maledetta, e stupenda, indole islandese di non mollare mai. Non è certo la classe o l’eleganza che ti fa innamorare dell’Islanda, ma la loro garra miscelata alla spensieratezza. Quelle qualità che, nelle giuste dosi, ti fanno vincere le partite.

Proprio com’è stato l’altra sera: due palloni gettati nella mischia oltre il novantesimo e due gol rocamboleschi che hanno ribaltato il risultato e fatto saltare di gioia i tifosi di casa.
Fortuna, certo. Ma nessuno meglio degli azzurri di Hallgrímsson ci ha insegnato che la fortuna dobbiamo anche cercarcela e portarla dalla nostra parte. Soprattutto se dopo una partita dominata ed un rigore sbagliato ti trovi in vantaggio avendo concesso agli avversari solamente quattro tiri. Il cammino per Russia 2018 è ancora molto lungo. Numerose battaglie attendono gli islandesi, ma tutte sono alla loro portata. Il mondiale non è più un sogno. E dalla Russia il rumore del Geyser Sound si sente molto bene.



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