Tornare competitivi a grandi livelli sembra essere diventata impresa ardua in quel di Valencia dove, da ben quattro anni, società staff e rosa sono in continuo cambiamento. Negli ultimi tre anni sono stati ben quattro i cambi di avvicendamento in panchina, intervallati, tra le altre cose, anche da un cambio di proprietà. Un moto perpetuo di conseguenza è stato  il calciomercato del Valencia che anche quest’anno ha nuovamente deciso di rivoluzionare la sua rosa. Quel che al Mestalla non sembrano aver capito è che per essere competitivi non bastano solamente soldi e calciatori, ma anche idee, programmazione, ed un progetto serio e continuo negli anni. Dall’estate del 2013 ad ora sono infatti passati da Valencia la bellezza di 45 nuovi calciatori, il che la dice lunga sulla poca chiarezza di idee del club bianconero.

Se andiamo ad analizzare la rosa, sono due gli elementi che hanno un passato di più di qualche anno nel club. Si tratta di Diego Alves e di Dani Parejo, che firmarono per il Valencia nel giugno del 2011. Eppure un anno e mezzo fa gran parte della rosa del Valencia avrebbe potuto essere considerata in questa speciale classifica. Un esempio recente riguarda Feghouli; l’algerino la stagione scorsa era il giocatore da più anni al Mestalla – arrivò a giugno 2010 – ma non ha trovato un accordo per rinnovare il contratto ed ha finito per abbandonare i blanquinegros.L’instabilità economica e sportiva ha avuto sicuramente il suo peso nel corso degli anni, e la rosa attuale sembra non avere niente a che vedere con quella di cui il Valencia disponeva solo due anni fa.

La rosa che si formò tra l’estate del 2013 e gennaio del 2014 –  adesso è stata totalmente cambiata. Di tutti i rinforzi di quel Valencia low cost con Salvo, Djukic e Braulio Vazquez furono ben sette nuovi arrivi in prima squadra e di quei sette non ne è rimasto neppure uno. Ma c’è di più. Nel gennaio del 2014 fu Rufete a mettere le mani sulla rosa operando una nuova rivoluzione della quale, a distanza di due anni, è rimasto poco o nulla.

A cambiare di nuovo le carte in tavola è stato Peter Lim, con Nino in panchina. Nell’estate 2014 sono arrivati infatti a Valencia 13 giocatori! ai quali va aggiunto anche l’acquisto invernale Enzo Pérez. Di tutti i nuovi innesti, di qualità e non, che giunsero a Valencia, oggi non ci sono già più, ad esempio, Zuculini, De Paul, Yoel, Otamendi, Mustafi, Orban, Filipe, André Gomes, Robert e Negredo. Di 14 giocatori, in sostanza, dieci già sono partiti verso altri lidi dopo neppure due anni.

Come se non bastasse l’operato di questi due anni, quest’estate c’è stata un’altra revisione alla rosa che ha dato il via a una nuova rivoluzione. Sono stati fatti sette acquisti, ai quali si potrebbero aggiungere anche tre ragazzi della cantera come i casi di Lato, Soler e Rafa Mir , ma il dato più eclatante è stato, di nuovo, quello delle uscite: ben 15!

Il Valencia sta vivendo quelle che in Spagna chiamano “stagioni-terremoto” , stagioni altalenanti e fatte da continui stravolgimenti, che hanno propiziato la perdita di idoli da parte della tifoseria del Mestalla, comprensibilmente stanca di tutte queste cessioni. Valencia sembra essere diventata una stazione, una piazza di transizione dove il flusso di entrate e uscite è impressionante e i calciatori vanno e vengono. Difficile, in questo modo, costruire qualcosa tanto quanto mantenere l’entusiasmo del pubblico ed il prestigio del club.

di Luca Cupi



As featured on NewsNow: Calcio news