Se qualcuno chiedesse ad un artista di rappresentare la Liga spagnola (con la L maiuscola non per caso), quest’ultimo probabilmente tratteggerebbe con perizia il Valencia – Barcellona odierno, un’autentica miscela di emozioni in grado di appagare in pieno ogni genere di appassionato di Futbol. Uno spettacolo meraviglioso, uno spot per la miglior lega del mondo.

Al Mestalla, Prandelli fa il proprio esordio casalingo alla guida dei Taronges in un pomeriggio di gala, e si prende subito il consenso del pubblico locale grazie alla prestazione di livello assoluto fornita dal Valencia, nonostante la sconfitta bruciante. L’ex allenatore di Fiorentina e Venezia, reduce dal primo sorriso nelle Asturie (2-1 esterno sullo Sporting Gijon) prepara tatticamente la sfida in maniera egregia, con la solidissima cerniera centrale Suarez – Enzo Perez e il terzetto Nani – Parejo – Cancelo (superlativo nella prima frazione) dietro un Rodrigo ispirato. Più che il modulo e l’organizzazione superba però, la vera arma con cui i padroni di casa aggrediscono con successo la gara è l’aggressività micidiale, a tratti pure oltre i limiti del lecito (ad esempio l’entrata con cui Perez costringe Iniesta ad abbandonare la contesa per un problema, si teme serio, al ginocchio). Il Barca patisce in avvio, ma con la classe straordinaria dei suoi interpreti la sblocca attorno al ventesimo. La Pulga Messi si conferma in forma eccezionale al rientro dall’infortunio e fredda Diego Alves, anche se sull’azione di tiro del fenomeno argentino pesa il fuorigioco di Luis Suarez. Il Valencia non si scompone, e si mantiene in linea di galleggiamento sino all’intervallo.

Alla pausa lunga Prandelli cala l’asso. Dentro Munir per Montoya, con Cancelo rimesso a fare il terzino. Il Valencia impenna, e nel giro di un quarto d’ora riprende la leadership dell’incontro con un super gol proprio di Munir (mancino meraviglioso per battere Ter Stegen) e il sorpasso di Rodrigo, abile a trasformare in oro l’assistenza sublime di Nani. Il Mestalla si trasforma in un inferno, col Barca che sembra alle corde, ma Suarez, da vero rapace d’area di rigore riporta tutto sul 2-2, facendosi trovare prontissimo su una respinta del solito Alves. Nel finale Santi Mina, subentrato, sciupa almeno tre contropiedi agevoli, e la beffa per i locali si materializza sull’ultima palla dell’incontro. Abdennour commette un fallo ingenuo in area, provocando un rigore criminale per il momento della sfida. Dal dischetto Messi non si fa intimorire dal “pararigori” brasiliano e regala i tre punti, che mandano il Barca in vetta (momentaneamente) alla Liga.



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