Sporting Gijón – Siviglia è la prima sfida di questo sabato di Liga. I padroni di casa sono impantanati nelle ultime posizioni della classifica e hanno assolutamente bisogno di iniziare a macinare punti. Abelardo conferma il 4-4-2 delle ultime uscite, con in porta Cuellar, in difesa dalla sinistra Canella, Amorebieta, Mere e Castellano, a centrocampo Lopez, Cases, Alvarez, Gomez e in attacco il tandem Borja Viguera-Cop. I Sevillistas del tanto discusso e amato Jorge Sampaoli hanno ambizioni completamente diverse. Vincendo infatti potrebbero confermarsi nelle zone nobili della graduatoria. Il discepolo del “Loco” Bielsa schiera un 3-4-1-2 con Sergio Rico tra i pali, la difesa a tre formata da Mercado, Carriço e Rami, il centrocampo con Vitolo a sinistra, Mariano sulla corsia opposta, N’Zonzi davanti alla difesa e la coppia Vazquez-Nasri che svaria sulla trequarti, con il duo Vietto-Ben Yedder a completare il reparto offensivo.

Scoccano le 13:00 e sul perfetto terreno di gioco de El Molinón inizia la partita. Gli ospiti mettono subito in mostra il loro talento, con “El Mudo” Vazquez che combina a meraviglia con Nasri e Vietto. Al quarto minuto è proprio “Lucky Luciano” a portare in vantaggio i suoi. L’azione sembra rocambolesca, infatti il tutto nasce da un rinvio frettoloso di Sergio Rico, messo in difficoltà da una lettura infelice di Rami. Il pallone sembra finire casualmente sui piedi di Vietto (causando da subito ovvi riferimenti al soprannome, seppur storico, “Lucky”) lanciato verso la porta, ma grazie a un replay si può apprezzare una giocata sensazionale di Ben Yedder. Il Franco-tunisino, infatti, è in realtà il primo a toccare il pallone, servendo splendidamente di prima, e spalle alla porta, il compagno che a tu per tu con Cuellar insacca. Il gol subito costringe lo Sporting a un’immediata reazione. Il piano tattico è semplice: pressare il più possibile N’Zonzi, sperando in un errore tecnico del francese, che non ha visione di gioco e palleggio come armi principali del suo arsenale. Il Siviglia però non è nuovo a disattenzioni difensive e infatti rischia di essere punito al 12’ da Viguera, che lanciato in porta da Gomez, si divora il possibile gol del pareggio in maniera tragicomica.

I rojoblancos continuano comunque a inventare calcio. Vazquez subisce 4 falli duri in poco meno di 20 minuti, e non è un caso perchè l’atterramento è davvero l’unico modo per fermarlo. El Mudo e Samir Nasri giocano un calcio che può sembrare anacronistico, con un’insolita pazienza e una cura quasi amorevole nel trattare il pallone, ma tutto sommato in linea con il teatro della sfida, visto che la partita si gioca nello stadio più antico del calcio professionistico spagnolo (El Molinón è stato edificato addirittura nel 1908). La squadra asturiana riesce piano piano ad alzare il baricentro e al 21’ sfrutta un’ormai preventivabile dormita della difesa avversaria per pareggiare i conti con Moi Gómez, lasciato incredibilmente solo vicino al dischetto del rigore. L’esterno arrivato in estate infila un potentissimo destro al volo all’angolino destro dell’incolpevole Sergio Rico, rifilando metaforicamente un colpo d’incontro alla Roberto Duran ad un Siviglia baldanzoso nei panni di Sugar Ray Leonard. La squadra di Sampaoli, però, vuole a tutti i costi i tre punti e come di consueto non tarda a rispondere. Prima Vazquez colpisce il palo con un tiro a giro, poi Vietto impegna Cuellar mentre il difensore Amorebieta resta a terra. Scoppia immediatamente un parapiglia e l’incontro prende ancora più ritmo, nonostante qualche gomito alto di troppo. Occasioni da una parte e dall’altra, create sia dagli attacchi che dalle difese, che contribuiscono con errori inaccettabili: lo Sporting sbaglia in uscita, ma gli ospiti, a più riprese, non puniscono. Il primo tempo si chiude sul risultato di 1-1, con un’immagine che fa però impallidire i tifosi rojoblancos e i vari esteti del calcio in tutto il mondo: Nasri si tocca infatti la parte posteriore della coscia destra e crolla a terra dolorante.

La seconda frazione di gioco si apre proprio con l’uscita dal campo del francese e l’ingresso di Iborra. Dopo un primo tempo scoppiettante, la ripresa non offre lo stesso ritmo. Il motivo è piuttosto chiaro: con la perdita di Nasri, Vazquez è l’unica fonte di ispirazione e il Siviglia smarrisce progressivamente armonia e fluidità nella manovra, mentre i padroni di casa possono chiudersi maggiormente con l’obiettivo di guadagnare almeno un punto o di fare il colpaccio in contropiede. Per l’undici di Sampaoli le occasioni non mancano, ma a parte un paio di colpi di testa pericolosi e un altro palo colpito dopo una carambola nell’area piccola, l’offensiva andalusa non decolla. Abelardo decide così di sostituire Cop e Lopez, inserendo due giocatori potenzialmente pericolosi in contropiede come il camerunese Ndi e il canterano del Real Madrid Burgui, nel giorno del suo compleanno. Quest’ultimo non festeggerà con un gol, ma con una prestazione piuttosto positiva data l’ottima applicazione in entrambe le fasi. Nel frattempo Sampaoli gioca la carta Sarabia, già risolutore nella rimonta contro il Leganes. In questa occasione però il ventiquattrenne madrileno non riesce a incidere, limitato sia da una buona prova del reparto difensivo dello Sporting, con capitan Canella in grande spolvero, che dalla scarsa organizzazione dei propri compagni, proiettati si verso la porta di Cuellar, ma con un po’ di confusione.

La partita si chiude così sull’1-1. Risultato accolto con relativa soddisfazione dallo Sporting che, pur restando a 9 punti e con il rischio di finire in zona retrocessione a fine giornata, guadagna un punto prezioso contro un’avversaria lanciatissima e dal tasso tecnico superiore. Non si può dire la stessa cosa per il Siviglia, che perde due punti importanti meritandone molto probabilmente tre. La classifica continua a sorridere e non preclude alcuna ambizione, ma come la storia del calcio insegna, i punti persi con le “piccole” spesso si rivelano decisivi nella corsa al titolo. Inoltre nel prossimo turno di Liga, al Sánchez Pizjuán farà visita il Barcellona, in uno scontro diretto infuocato dal tasso tecnico stellare.



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