Un osservatore distratto del massimo campionato spagnolo avrebbe potuto aspettarsi un Sabato agevole per le tre big assolute. Nulla di più sbagliato, perchè il torneo iberico non consente a nessuno, nemmeno ai mostri sacri, di prendersi un turno di Liga col motore non a pieni giri.

Lo scopre a proprie spese il Real Madrid di Zinedine Zidane, che allo stadio Mendizorrotza impatta duramente su un Deportivo Alaves in grandissimo spolvero. I baschi non temono la potenza offensiva ospite e partono fortissimo. Keylor Navas è poco lucido e si lascia superare da un pallone messo coi tempi giusti da Hernandez, sul quale Deyverson si fionda con cattiveria e lo spedisce in rete. I padroni di casa vanno avanti, e il pubblico di El Glorioso impazzisce, comprendendo le difficoltà di un Real tutt’altro che brillante. Attorno al decimo arriva addirittura una succosa occasione per il raddoppio, ma sul solito cross da sinistra di Hernandez, Edgar inzucca di poco a lato. Il Real Barcolla, ma al minuto 15 arriva l’episodio (molto discusso e discutibile) che rimette le Merengues in carreggiata. Punizione di Bale, e in barriera Deyverson viene colpito sul braccio (anche se dalle immagini non è per nulla chiaro) secondo l’arbitro Sanchez, che sanziona l’attaccante locale con un penalty. Dal dischetto va Ronaldo, che fredda Pacheco e livella il punteggio a quota uno. Ed è come se il tre volte pallone d’oro si scrollasse di dosso, all’improvviso, tutta la ruggine dell’ultimo periodo. Il fuoriclasse portoghese, infatti, poco dopo la mezzora si inventa il gol del sorpasso con una bomba di destro da oltre 25 metri, che impallina di nuovo un Pacheco incolpevole. L’Alaves incassa il colpo, ma nella ripresa riparte alla caccia del pari con convinzione. La coppia Marcelo-Varane combina diversi pasticci in avvio di seconda frazione, ma un super Navas si fa perdonare l’errore sul primo gol e disinnesca in modo sontuoso Camarasa e Deyverson, tenendo avanti i suoi. Scampato il pericolo il Real torna ad attaccare, creando un paio di situazioni pericolose, senza però pungere concretamente. Sino al minuto 77, quando Sanchez fischia un altro rigore agli ospiti, per una trattenuta in area ai danni di CR7. I padroni di casa protestano con veemenza contro il direttore di gara, e Ronaldo li grazia, facendosi respingere il penalty da Pacheco. El Glorioso prova il serrate finale, ma a dieci dalla fine Marcelo si inventa un assist eccezionale di 60 metri per Morata che, appena entrato, scavalca il portiere avversario con un pallonetto morbido e mette il timbro capitolino sulla partita. Prima del triplice fischio di Sanchez, CR7 si porta a casa il pallone con la tripletta personale. 1-4 fin troppo largo per un Alaves che esce a testa alta dal Mendizorrotza di Vitoria, con la consapevolezza di aver tutte le carte in regola per salvarsi. Una vittoria invece ben più complessa di quanto non dica il punteggio per il team di Madrid, che palesa una volta di più i problemi difensivi quando manca Sergio Ramos. Preoccupante l’involuzione di Varane, reo di diverse leggerezze, inaccettabili per il centrale di una compagine come il Real.

Pomeriggio elettrizzante anche per il Cholo e il suo Atleti delle meraviglie. I Colchoneros iniziano nel migliore dei modi la sfida casalinga col Malaga, prendendosi il doppio vantaggio prima della mezzora. Al settimo l’asse Griezmann-Carrasco produce l’uno a zero, con la griffe del Belga, in un periodo di forma sensazionale. Gameiro poi timbra al minuto 25, mandando in delirio il Vicente Calderon. L’incontro però non è affatto chiuso, e il canterano blaugrana Sandro Ramirez risveglia i presenti dal sogno di un pomeriggio in carrozza. Il classe 95 batte una punizione dal lato corto di sinistra direttamente in porta. La sfera viaggia veloce e precisa, con Oblak che si lascia sorprendere in modo inusuale. L’atletico versione 16/17, però, è una macchina da guerra offensiva e prima della pausa lunga sforna un nuovo gioiellino. Altro assist di Griezmann (di testa) e altro giro sulla giostra del gol per Gameiro, che va all’intervallo già a quota due. A quel punto la gara pare realmente in ghiaccio in favore dei madrileni, ma una dubbia espulsione a Savic (doppio giallo per l’ex Viola) risveglia gli andalusi, che con Camacho trovano il 3-2 sugli sviluppi di un corner. Nel finale Carrasco si prende con forza la palma del migliore in campo, regalandosi la seconda gioia personale, a coronamento dell’ennesima prestazione sontuosa nella sua stagione. 4-2 finale pesantissimo per Simeone&co, che ripartono dopo la sconfitta di Siviglia e si approcciano nel modo migliore alla sfida di Champions contro il Rostov, che potrebbe già garantire la qualificazione agli ottavi.

In serata infine vittoria sorprendentemente risicata per il Barcellona, che al Camp Nou si prende i tre punti, ma non va oltre un misero 1-0 contro il modesto Granada. In una nottata non indimenticabile per il tridente Blaugrana decide ancora una volta Rafinha Alcantara, sempre più decisivo in questo autunno catalano. Il fratello di Thiago conferma un fiuto del gol super per uno del suo ruolo, ribadendo in rete un pallone che Neymar stampa sul palo.

 

 

 



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