Nella conferenza stampa di ieri, il tecnico dei blaugrana ha annunciato che non sarà l’allenatore del club nella prossima stagione. Scenario prevedibile vista la debacle europea a cui sarà quasi impossibile porre rimedio nella sfida di ritorno. A Parigi è emersa una crisi di gioco, soprattutto legata a un approccio tattico completamente errato di “Lucho”. Un Messi poco ispirato e ingabbiato dal pressing francese, una condizione psicofisica generale nettamente inferiore a quella del PSG, e i malumori delle settimane seguenti hanno creato la tempesta perfetta. Nonostante il momentaneo (e virtuale) primato raggiunto nella Liga, l’enorme pressione nell’ambiente barcelonista ha spinto Luis Enrique a prendere la decisione di porre fine alla sua avventura catalana.

In attesa dell’esitodi questa stagione, Lucho può vantare almeno 8 trofei conquistati con il Barcellona: 2 Campionati, 2 Coppe del Re, 1 Supercoppa Spagnola, 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea e 1 Mondiale per Club. La sua rivoluzione tattica, improntata su un gioco più verticale rispetto al passato recente, ha ridato vita allo spirito assopito di una rosa forse priva di stimoli, sulle ceneri dell’era Guardiola. L’ha sottolineato anche uno degli uomini più rappresentativi della squadra, ovvero Gerard Pique, che ha espresso tutto il suo appoggio al tecnico in una recente dichiarazione: “Prima del suo arrivo, che ci ha portato a vincere il triplete, eravamo nella m…”.

Un secondo dopo l’annuncio di Luis Enrique, è partito l’ormai classico “toto-allenatore”. Ipotesi e indiscrezioni impazzano sul web già dalla giornata di ieri, ma la situazione è piuttosto complessa visto il possibile valzer di allenatori a cui potremmo assistere in estate. Quando si parla di Barcellona, però, bisogna sempre tener conto della filosofia del club e dello stile di gioco in cui si identifica maggiormente. I tecnici al momento “favoriti” provengono infatti dal campionato spagnolo e sono i seguenti tre: Ernesto Valverde (Athletic Bilbao), Eusebio Sacristan (Real Sociedad) e Jorge Sampaoli (Siviglia). I primi due hanno in comune un punto a loro favore, ovvero l’aver giocato nel club blaugrana. Sampaoli, invece, sembra il più gradito da Lionel Messi, il quale ufficialmente non ha ancora rinnovato e potrebbe incidere nella scelta del nuovo tecnico.

Dalle ultime indiscrezioni che arrivano dalla Spagna, però, sembra che il discepolo del “Loco” Bielsa non sia ben visto dalla dirigenza, per via del suo carattere molto forte, che potrebbe creare contrasti in una rosa piena di giocatori carismatici. Come abbiamo già detto, bisogna tenere d’occhio anche la situazione delle panchine estere. Si vocifera di un Massimiliano Allegri in partenza dalla Juventus, allenatore in grado di adattarsi a diversi contesti e di adattare lo stile delle proprie squadre con l’unico scopo di ottenere la vittoria. Dall’Inghilterra, invece, si parla di Ronald Koeman (ex-Barcellona), Jurgen Klopp e addirittura di Antonio Conte, ultimamente accostato anche all’Inter. Altri nomi potenzialmente interessanti potrebbero essere in primis l’emergente Thomas Tuchel e poi alcuni coach liberi come Laurent Blanc o Frank de Boer. Prima ancora di scoprire chi sarà il successore di Lucho, bisognerà capire chi, parlando di top club europei, manterrà il posto sulla propria panchina, poichè viviamo sempre in un’epoca in cui il risultato conta più di ogni altra cosa e le sorprese sono sempre dietro l’angolo.



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