Dopo un triennio di vittorie e soddisfazioni Emery lascia la barca anadalusa, e sale sulla nave da crociera PSG. A quel punto, in molti si sarebbero trovati in difficoltà nello scegliere il nuovo allenatore. Tra questi “molti” di sicuro però non c’è Ramon Rodriguez Verdejo, per tutti Monchi, direttore sportivo del club, che ha puntato forte su Jorge Sampaoli. Il tecnico argentino, dopo il periodo vincente alla guida della nazionale cilena (2012-2015), aveva voglia di confrontarsi con il calcio europeo e, dopo qualche approccio non concretizzatosi con la Lazio di Lotito, non ha avuto dubbi ad accettare la proposta del club andaluso.

Dopo la sua nomina è partita una vera e propria rivoluzione nel parco giocatori, con ben 13 cessioni e 11 acquisti. addii anche eccellenti, come quello di Banega destinazione Milano o di Krychowiak, che ha seguito Emery a Parigi. Gli acquisti sono stati mirati e tutti sotto espressa richiesta del nuovo allenatore. Soprattutto tanti centrocampisti offensivi (Vazquez, Correa, Nasri, Ganso, Kyotake, Sarabia), in linea con le esigenze di Sampaoli.

La stagione non è iniziata nel migliore dei modi, con le sconfitte contro Real in Supercoppa Euroea e contro il Barcellona nella Supercoppa spagnola. In molti erano già pronti a criticare il tecnico argentino per il suo continuo cambio di uomini e di moduli.

L’inizio della Liga però ha raccontato una storia molto diversa (attualmente secondo a un punto da Atletico e Real). La squadra ha iniziato, seppur con qualche difficoltà (ad esempio i 4 gol presi alla prima con l’Espanyol), ad inanellare risultati utili e più nessuno ha avuto da ridire sui continui cambiamenti dell’allenatore. Jorge è passato infatti dal 3-3-1-3 al 4-2-3-1,  e poi al 4-1-3-2. In questa prima parte di stagione la squadra ha avuto problemi soprattutto fuori casa, dove sabato contro il Leganes è finalmente arrivata la prima vittoria esterna. Al Sanchez Pizjuan invece i biancorossi sono un rullo compressore, 4 vittorie su 4 (5 se si considera anche la Champions).

Il vero tallone d’Achille in questo primo scorcio di stagione sembra essere la difesa, che oltre a subire molti gol (12 in 8 giornate, peggior difesa tra le prime sei in classifica) non ha giocatori adatti per far partire l’azione da dietro. La costruzione bassa è fondamentale nel gioco di Sampaoli, ma con elementi come Mercado e Pareja, che non hanno letture offensive eccezionali è difficile attuare al meglio questa situazione di gioco. Molto bene invece la parte offensiva, anche grazie alla grande qualità degli interpreti. In un continuo cambio di posizione i vari Vazquez, Nasri, Sanabria e Vitolo si stanno trovando a meraviglia e stanno deliziando i tifosi andalusi con giocate sopraffine. Discorso a parte va fatto per Ganso. L’ex gemello diverso di Neymar al Santos ha una tecnica sopraffina, vede cose che gli altri neanche immaginano, ma i suoi ritmi sono troppo bassi per il calcio europeo. Infatti fino qui è stato impiegato col contagocce da Sampaoli, ed è davvero difficile trovare una sua collocazione in una determinata zona di campo. Ma negli spezzoni di gara che ha giocato ha comunque regalato numeri di alta scuola (come il tacco contro l’Alaves).

Il principio fondamentale del calcio di Sampaoli è l’aggressività, con il recupero della palla il più presto e alto possibile, di conseguenza la squadra deve essere sempre molto corta. Per riuscire ad attuare un gioco di questo tipo, la condizione fisica della squadra deve essere sempre al top. Ecco dunque il perchè della turnazione costante attuata dall’ex CT del Chile.

Non sarà sicuramente una facile mantenere uno standard simile per tutta la stagione, ma sembra ci siano tutti gli ingredienti giusti per divertirsi ancora molto con il nuovo Siviglia targato Sampaoli.



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