L’Atletico sbanca il Mestalla di Valencia e vola per la prima volta in stagione in testa alla Liga. L’uomo di giornata però, non è un Colchoneros ma Diego Alves. Il portiere classe 1985, già entrato nella storia la scorsa settimana per il 17esimo rigore parato, (record della Liga) decide di pararne altri due oggi diventando leggenda.
Nonostante i miracoli del suo portiere, la squadra di casa perde la 5a partita in campionato cedendo ai colpi di Griezmann e Gameiro.
Simeone deve rinunciare alla coppia di centrali della Nazionale Uruguaiana Gimenez-Godin, affidandosi alla sfrontatezza e alla personalità del francese Lucas Hernandez. Partono dalla panchina F. Carrasco e Gaitan che cedono il posto in fascia a Correa, alla seconda partita consecutiva da titolare. In casa Valenciana, Voro vuole lasciare la panchina a Prandelli con una vittoria. Il tecnico classe 1963 conferma gli undici titolari che hanno battuto in trasferta il Leganes, con Dani Parejo a supportare il tridente Nani-Cancelo-Rodrigo.

L’Atletico parte forte nei primi minuti alzando la linea difensiva e pressando i portatori di palla avversari. Nani e Rodrigo provano a far ripartire l’azione dei padroni di casa, ma sono costretti a giocare sempre spalle alla porta, grazie alle abilità di Savic e Lucas. Al 6′ minuto, una triangolazione tra Griezmann, Gameiro e Saul porta il primo vero pericolo alla porta di Diego Alves. Il portiere Brasiliano si distende e para il piazzato del centrocampista canterano. Al 25′ Griezmann costringe ad un ottimo intervento il portiere Brasiliano con un sinistro potente dal limite dell’area.
Il Valencia continua a fare molta fatica nella circolazione di palla e non riesce a rendersi mai pericoloso. Le note positive per gli uomini di Voro vengono dalla difesa; i pipistrelli di Spagna hanno subito 12 reti in 6 partite, ma nelle ultime partite sembrano aver trovato una quadratura più accettabile.
Felipe Luis si conferma uno degli uomini più in forma dello scacchiere del Cholo mettendo costantemente in difficoltà il povero Montoya, mentre Griezmann e Gameiro faticano a trovare la giusta intesa.
Al 42′ l’Atletico trova l’episodio che può cambiare la partita: Correa corre per spizzare di testa un pallone di Felipe Luis, Nani lo atterra e per l’arbitro è rigore. Dagli undici metri Griezmann sfida il miglior pararigori della storia della Liga. Diego Alves vola sulla destra e compie un altro prodigio.

Ad inizio ripresa, Santi Mina si presenta davanti ad Oblak, ma Lucas Hernandez compie l’ennesimo grande intervento della sua partita salvando in calcio d’angolo. Il Valencia sale di ritmo, creando qualche grattacapo agli avversari con le verticalizzazioni di Dani Parejo e qualche folata di Nani. Proprio nel momento peggiore i Colchoneros trovano la rete del vantaggio. Carrasco vede il bel movimento di Torres (entrato da pochi istanti) che conclude di sinistro e costringe Alves alla parata, ma sulla respinta Gameiro serve Griezmann che realizza la 6a rete in campionato. La storia però, si deve ancora compiere. Passano pochi minuti e l’Atletico ha un’altra possibilità dal dischetto per l’intervento scomposto di Mario Suarez su Griezmann.
Dagli undici metri si presenta Gabi che ha realizzato 6 rigori su 6 in Liga. Diego Alves indovina l’angolo e para ancora: 19 rigori parati su 41 subiti, 21 falliti dagli avversari se si considerano un palo e una traversa. FENOMENO!. Il pubblico di casa cerca di spingere i suoi ragazzi all’assalto finale, ma è l’Atletico a sfiorare la 2a rete con un palo esterno di Gabi e con un paio di ripartenze sanguinanti. Gli ospiti la chiudono al 92′, quando Gameiro si beve la difesa Valenciana con una grande accelerazione e batte l’incolpevole portiere Brasiliano.
Gli uomini più positivi del Cholo sono Felipe Luis, Lucas Hernandez ed I due attaccanti. Gameiro e Griezmann riscattano un primo tempo opaco con un secondo tempo strepitoso, dove in contropiede hanno fatto a pezzi i padroni di casa. Nota di merito speciale per il difensore Franco-Spagnolo. Dopo Gimenez, i Colchoneros hanno costruito in casa un altro difensore destinato ad una grandissima carriera.

 



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