Nonostante il massiccio turn-over, il Barcellona demolisce 0-6 i prossimi avversari nella finale di Copa del Rey, l’Alaves di Mauricio Pellegrino. I padroni di casa resistono per 37 minuti per poi arrendersi allo strapotere della Msn, all’autorete di Alexis Ruano ed al timbro di Rakitic. La squadra Basca aveva subito sei reti nelle ultime nove partite e non aveva mai perso nella sua storia (tra le mura amiche) con un passivo tanto pesante. Il Barcellona va in testa per metà giornata, poi in serata torna secondo dopo la vittoria del Real Madrid a Pamplona (Real primo con un punto di vantaggio e due partite in meno). Da segnalare purtroppo la brutta entrata di Theo Hernandez che ha portato alla  frattura della caviglia destra di Aleix Vidal.

TRIDENTE INSPIEGABILE:

Trovare una spiegazione logica per un tridente del genere diventa sempre più difficile. Messi, Suarez e Neymar, oltre ad essere individualmente fenomeni assoluti, giocano assieme con una coesione, un alchimia, che li rende unici nella storia del calcio. Quest’anno i Catalani si sono dimostrati più vulnerabili del passato, hanno palesato problemi sia in fase difensiva che di impostazione, ma hanno quasi sempre trovato le giocate di questi 3 fenomeni a risolvere le partite più complesse. L’esempio più lampante rimane la doppia semifinale di Copa del Rey contro l’Atletico Madrid, dove i Blaugrana hanno sofferto i Colchoneros per lunghi tratti, ma sono riusciti ad avere la meglio grazie a tre giocate sensazionali di Messi e Suarez tra andata e ritorno. Nella partita di ieri, Messi è partito subito forte costringendo Pacheco ad un difficile intervento e creando spesso superiorità numerica, mentre gli altri due tenori si sono accesi solo dopo la mezz’ora; Suarez trova la rete al primo pallone toccato e da quel momento diventa incontenibile. Nella ripresa, il centravanti Uruguaiano svaria su tutto il fronte d’attacco, attacca la profondità, aiuta la squadra in fase di non possesso e riesce a trovare il tempo per la doppietta personale e 3 assist per i compagni. Neymar invece, come gli capita spesso quest’anno ha fornito una prestazione double face; nel primo tempo perde tutti i duelli con Vigaray, mentre nella ripresa, con molto più campo a disposizione, trova la sua dimensione sulla sinistra e fa impazzire l’ intera retroguardia avversaria. Tridente a parte, Luis Enrique torna dai Paesi Baschi con altre note positive, a partire dalla prestazione della retroguardia ed in particolare di Umtiti; il difensore Camerunese ha notevolmente migliorato il suo rendimento nelle ultime uscite e sta dimostrando sempre più personalità. Domenica prossima arriva il Leganes al Camp Nou, avversario sulla carta perfetto per cercare di ridurre il gap con il Real Madrid

 

 

 

 



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