Un quarto d’ora difficile nella comunità autonoma di Madrid, per il Barcellona. Quindici minuti di fuoco di un Leganes orgoglioso e propositivo sembravano poter riportare i catalani alla funesta notte di sabato scorso al Camp Nou, ma al primo piccolo errorino della neopromossa i Blaugrana puniscono severamente e non si guardano più indietro. Ripartenza letale di Suarez, assistenza per Messi, che quasi a porta vuota sigla il primo punto della partita e sostanzialmente la chiude pure, perchè il Barca si stappa e regala una seconda metà di primo tempo sontuosa. I tre davanti si divertono all’ennesima potenza e giocano l’uno per l’altro, portando la propria squadra alla pausa lunga sul tre a zero, con un gol a testa. Emblematica l’azione del tris, iniziata in modo superbo da Messi. La Pulga scherza con un paio di avversari, saltandone uno con una sorta si sombrero immaginifico, ed al volo imbecca Suarez. Il pistolero, solo davanti a Serantes (estremo difensore avversario), invece di freddarlo per la doppietta personale preferisce premiare il liberissimo Neymar, ancora a secco a quel punto del match.

Lo show ospite prosegue anche nella ripresa, con il rigore del quattro a zero calciato da Messi, ma soprattutto con il super gol di Rafinha. Il fratellino di Thiago Alcantara, schierato da titolare come esterno destro nel particolare 3-4-3 scelto da Luis Enrique, si regala un’autentica perla, trovando una rete all’incrocio dei pali di bellezza stordente. Chissà che non possa essere di buon auspicio per il brasiliano, in vista di una stagione che lo vedrà senza dubbio protagonista da dodicesimo, barra tredicesimo uomo, anche grazie alla sua notevole duttilità. Nel finale spazio per il punto della bandiera di Gabriel, che permette comunque al Leganes di uscire dal terreno di gioco con un accenno di sorriso sulle labbra. E’ intero invece quello del Barca, che ha definitivamente lasciato alle spalle la sconfitta con l’Alaves, con dodici reti segnate nelle ultime due uscite.

 

 



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