Come si dice in questi casi: buona la prima. Dopo aver assistito dalla tribuna alla sconfitta interna di settimana scorsa contro l’Atletico Madrid, Cesare Prandelli ottiene la prima vittoria sulla panchina del Valencia nell’ostica trasferta di Gijon. In una partita equilibrata, i due guizzi dell’ex viola Mario Suarez danno un po’ di respiro alla classifica del club di Peter Lim.

Lo schieramento scelto dal tecnico italiano per la sua prima uscita è un 4-2-3-1 molto flessibile, con Joao Cancelo spostato nella linea dei trequartisti insieme a Parejo e Mina. I due giocatori deputati a dare equilibrio alla squadra sono Suarez e Perez, mentre la novità maggiore è in difesa, dove con il rientro di Garay si accomoda in panchina Mangala e non Santos.

I giocatori di qualità non mancano di certo a Prandelli, tanto che il bruttissimo inizio di stagione rappresenta una vera sorpresa. Il tecnico di Orzinuovi sembra essere l’uomo giusto al posto giusto: deve ricostruire senza grandi obiettivi nell’immediato. Le prime sono già parecchio distanti e per acciuffare un posto tra le quattro che vanno in Champions serve un miracolo.

Si deve assolutamente ripartire da uomini come Garay, Perez e Parejo. Proprio l’ex capitano merita un discorso a parte. Ha chiesto espressamente in estate di essere ceduto al Siviglia, ma la società non ha voluto saperne e gli ha tolto anche i gradi di capitano. Oltretutto, in ogni partita al Mestalla, viene sonoramente fischiato dai suoi tifosi, che non hanno accettato il fatto che volesse andare via.

Prandelli lo ha messo al centro del suo progetto e lo ritiene indispensabile per il suo modulo. La classe del giocatore poi farà il resto, se continuerà con le buone prestazioni delle ultime partite i tifosi dimenticheranno in fretta. Adesso bisogna soltanto dare un po’ di tempo a Prandelli.



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