Giornata in ufficio per tutte le Big di Liga che, in un sabato interlocutorio ai fini della classifica, divertono e soprattutto si divertono, regalando al pubblico, sugli spalti e davanti alle TV, goal a grappoli e giocate deliziose in serie. In campo scendono le quattro protagoniste spagnole di Champions League che, vincendo le rispettive sfide, si presentano nel modo migliore possibile al fondamentale turno infrasettimanale di coppa.

Il Barcellona di Luis Enrique si lascia definitivamente le scorie di Vigo alle spalle, ripartendo quasi simbolicamente dall’altra Galiziana del torneo, il Deportivo di Gaizka Garitano. I Blaugrana concedono un turno di riposo a Don Andres Iniesta, che siede in panchina (con il rientrante Messi) in vista della super sfida europea contro il City del grande ex Guardiola, ed è proprio il sostituto del fuoriclasse di Albacete a guadagnarsi il titolo di Man of the match. Il grande protagonista del pomeriggio del Camp Nou è infatti Rafinha Alcantara, nuovamente decisivo e sempre più a suo agio nel ruolo di dodicesimo (o tredicesimo considerando Turan) di lusso, sia partendo da titolare (come in questo caso), sia subentrando per cambiare il timbro fisico delle sfide barcelloniste. Il fratello di Thiago stappa la partita attorno al ventesimo con un gol che porta interamente la sua firma. Prima sradica un pallone dai piedi di un avversario al limite dell’area, poi duetta con Suarez e trafigge un non irreprensibile Lux, scagliando un destro carico di rabbia, un’azione quasi iconica di questo ragazzo, fin troppo sottovalutato. Passano quindici minuti e il figlio di Mazinho concede il bis, con un gol da rapace d’area di rigore, sugli sviluppi di un piazzato catalano. Due a zero e titoli di coda sulla partita del Depor, che abbandona definitivamente le già flebili speranze di far punti al Camp Nou. Da li in avanti è pura accademia dei padroni di casa, che impreziosiscono il dipinto della vittoria con due pennellate d’autore. Suarez regala agli oltre ottantamila paganti un’autentica perla prima dell’intervallo. Movimento inebriante per mandare in bambola difesa e portiere ospiti e super gol, reso quasi facile dalla sua classe immensa. Nella ripresa poi spazio al ritorno di Leo Messi, osannato dal pubblico di casa, ansioso di rivedere il proprio fuoriclasse sul rettangolo verde. Tornare al Gol, per la Pulga, è solo questione di minuti. Neymar traccia un filtrante alieno, non decriptabile dagli umani difensori galiziani, Messi si muove con i tempi giusti e con un mancino di rara precisione si leva la ruggine di dosso. Quattro a zero e messaggio chiaro a Guardiola, e soprattutto alla Madrid pallonara.

Nella capitale però recepiscono e non si fanno intimorire, anzi. L’Atletico del Cholo Simeone infatti si esibisce in una delle migliori recite offensive della propria storia, ammutolendo un Granada che per l’intera prima frazione di gioco pensa al colpaccio, prima di ritrovarsi disarmata di fronte all’arsenale nucleare dei colchoneros. In un primo tempo equilibrato l’ex canterano blaugrana Cuenca si inventa la rete del weekend, non solo spagnolo. Esterno destro volante, esploso da fuori area,  di bellezza stordente e improvviso vantaggio andaluso. Alla partita però si presenta anche il belga Ferreira Carrsco. L’impatto dell’ex Monaco è squassante. Tripletta, per disintegrare i sogni ospiti, e per lanciare nell’iperuranio il mondo Rojiblanco. Il Vicente Calderon trasuda passione ed entusiasmo. Con il passare dei minuti l’ambiente diventa infernale e i materassai impongono un livello di gioco a tratti insostenibile per un Granada disintegrato anche e soprattutto dalla prestazione esagerata degli esterni di casa. Detto di Carrasco, mattatore della prima ora di gioco, impossibile non sottolineare la gara di Filipe Luis e Correa (che firmerà la sesta rete), e ancor di più l’impatto di Gaitan, che nel giro di pochi minuti, appena entrato, si premia con una doppietta esaltante. Nel finale gioia anche per Thiago, che sigilla il match col definitivo sette a uno. Un secondo tempo impressionante per la banda del Cholo, che ad una imbarazzante solidità arretrata (tre reti subite in otto giornate, TRE!) ha ormai aggiunto una forza offensiva di primo livello mondiale. Fa ancor più impressione leggere il numero sette affianco alla casella gol segnati senza leggere però tra i marcatori i nomi delle bocche di fuoco Griezmann e Gameiro.

Risposte pesanti al messaggio catalano arrivano anche sull’altra sponda del Manzanarre, con il Real che schianta a domicilio il Betis Siviglia. La notizia migliore per le Merengues all’Estadio Benito Villamarin però non è tanto la vittoria sonante in se (1-6 il finale), bensì la prestazione notevole di Isco, tornato (almeno per una notte) quello dei tempi migliori. Due gol (uno eccezionale) per l’ex Malaga e tante giocate preziose, mostrandosi i grado di gestire con classe e competenza anche la posizione non sempre apprezzata di mezzala. Serata felice anche per Benzema e Ronaldo, che timbrano (come di consueto) il cartellino e si proiettano con l’acquolina in bocca sulla gara di Champions League contro il Legia, che si preannuncia ricca di soddisfazioni per gli avanti capitolini.

Lo show non manca  nemmeno nella gara dell’ora di pranzo a Leganes, dove arriva il Siviglia camaleontico di Sampaoli. I padroni di casa si dimostrano sin dalle prime battute del match una squadra ben messa in campo, con un pressing organizzato degli attaccanti in grado di evidenziare le lacune in impostazione degli andalusi. Gli ospiti dispongono però di una qualità offensiva tale da poter sopperire a qualche giornata no in costruzione, e sull’asse Vietto-Vazquez colpiscono, con la zuccata dell’ex Palermo che vale il vantaggio. Lucky Luciano si esalta letteralmente in fase di definizione e nella ripresa assiste anche Nasri, per il due a zero. Quando la gara sembra finita, il Leganes si libera dei freni inibitori e si getta oltre l’ostacolo Sivigliano. In due minuti, poco dopo l’ora di gioco, Timor e Szymanowski livellano clamorosamente la partita sul due. Il Match pare potersi trasformare in uno psicodramma per il Siviglia, ma Sampaoli si mantiene lucido e la vince inserendo Pablo Sarabia. E’ infatti l’ex Getafe l’uomo della provvidenza andalusa, siglando il punto vincente a cinque dalla fine, e proiettando i suoi a meno uno dalle due leader capitoline del torneo.

In questo sabato dunque tante, tantissime emozioni e una domanda: ma quanto è bella la Liga?



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