El entrenador oscuro

Calcio spagnolo 10 marzo 2017 Giovanni Ferrari


“O li lasci da eroe, o li alleni tanto a lungo da diventare il cattivo.”

Potrebbe essere questa la frase iconica della trilogia di Luis Enrique al Barcellona. Trilogia che non si discosta molto da quella del “Cavaliere Oscuro” di Christopher Nolan.
Come il paladino di Gotham ha ripulito la città dal crimine con uno stile non convenzionale, “Lucho” ha conquistato il Triplete alla sua prima stagione blaugrana con un tipo di gioco più verticale e concettualmente rivoluzionario per i catalani. Il secondo anno si è concluso con altri successi sul territorio nazionale, ma il terzo arriva, sorprendentemente, ad un punto di stallo. L’ambiente barcelonista perde fiducia nei confronti del tecnico, come i cittadini di Gotham abbandonano il pipistrello per un eroe diverso, più convenzionale, come il defunto Harvey Dent.

È qui che Luis Enrique inizia a diventare il cattivo, colpevole principale della disfatta di Parigi. Il 4-0 subito dai ragazzi di Unai Emery ricorda il primo scontro tra Batman e Bane, in cui il primo, presentatosi palesemente impreparato, subisce una lezione quasi fatale. Lucho si ritrova così in una prigione sotterranea e l’unico modo di uscirne è un’arrampicata.

Muove i primi passi agganciato a una corda battendo il Leganes, ma è una vittoria parziale, poichè i giocatori nemmeno esultano con convinzione. Serve un cambio di strategia, vi è la necessità di abbandonare la corda e arrampicarsi senza: ecco il 3-4-3 contro l’Atletico Madrid. Arriva un’altra vittoria, ma questa volta il tecnico vede la luce per davvero e, spiazzando tutti con l’annuncio dell’addio a fine stagione, inietta linfa vitale in un ambiente ormai ritenuto spacciato.
Libero da preoccupazioni, il Barcellona demolisce il Celta Vigo con un 5-0 in cui brilla il duo Messi-Neymar. Proprio quest’ultimo è il protagonista principale della più grande rimonta nella storia della Champions League, che ha permesso a Gotham, o meglio, Barcellona, di riabbracciare il proprio “entrenador oscuro”.
Ora i blaugrana sono tornati padroni del proprio destino in tutte le competizioni, con uno spirito nuovo e una compattezza che mette paura a chiunque. Anche se il primo posto in campionato potrebbe rivelarsi solo temporaneo, sono state poste le basi per un Clasico (23 aprile) che non solo si preannuncia uno dei più epici di sempre, ma anche una sfida che potrebbe indirizzare il nuovo trofeo della Liga in Catalogna.



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