E’ tutto pronto ormai. Domani alle 16.15 al Camp Nou si gioca il ‘Clasico‘, quella che al momento è la partita più affascinante a livello globale. Ci sono i due giocatori migliori del mondo, uno spettacolo imperdibile in ogni angolo del pianeta. Le due formazioni arrivano alla super sfida in maniera del tutto differente, sia dal punto di vista fisico che mentale. Il Real, forte dei sei punti di vantaggio, va a Barcellona con la mente sicuramente più sgombra rispetto ai rivali che, visto lo svantaggio accumulato in queste prime tredici giornate, non possono più sbagliare. I due pareggi consecutivi dei blaugrana contro Malaga (in casa) e Real Sociedad hanno aperto una “mini” crisi, che mette qualche ansia in più all’ambiente catalano.

Luis Enrique ha alcuni big acciaccati (Pique e Jordi Alba), un Iniesta che si allena col gruppo da pochi giorni dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi due mesi, e Umtiti che è rientrato solo in settimana in Coppa del Re. Il tecnico ex Roma sta valutando diverse alternative: una di queste prevede Mascherano nel ruolo di terzino destro (come contro il City) per cercare di arginare Ronaldo nella sua zona di campo preferita. Questa soluzione porterebbe Umtiti a giocare al centro insieme a Piquè. Più di un ballottaggio anche a centrocampo. Le ultime uscite di Rakitic (sostituito a San Sebastian dopo 45 minuti) non hanno convinto il tecnico asturiano. Il croato sta passando un periodo di scarsa forma fisica e potrebbe accomodarsi in panchina, con Rafinha o Sergi Roberto in campo. Discorso a parte va fatto per Iniesta. “Don Andres” si allena regolarmente ormai da una settimana, bisogna soltanto capire se Luis Enrique vorrà rischiarlo dall’inizio. Davanti ovviamente la MSN.

Anche Zidane vanta, si fa per dire, assenze molto importanti. Prima fra tutte chiaramente quella di Gareth Bale. Il gallese starà fermo fino ad aprile. L’infortunio alla caviglia, rimediato nella partita di Champions contro lo Sporting, si è rivelato più grave del previsto, ed ha costretto l’ex Spurs all’operazione a Londra. Al suo posto spazio per Lucas Vazquez. Altra assenza è quella del tedesco Kroos (ormai fuori da parecchie settimane). Il suo posto verrà preso, come sta accadendo spesso, vista anche la prolungata assenza di Casemiro (che torna ma va in panchina), dal croato Kovacic. Di fianco a lui ci sarà il connazionale Modric, con Isco a completare la mediana merengues. Davanti, insieme al già citato Vazquez, ci saranno Ronaldo e Benzema (manca anche Morata). Con questi uomini, sono diversi i moduli che Zidane potrebbe utilizzare: 4-3-3, 4-2-3-1 e 4-4-2.

Vista la partita d’attesa che il Real può permettersi di fare, forse il 4-4-2 è il modulo che più potrebbe intrigare Zidane.

Un approfondimento sui primi 11 mesi da allenatore del francese va fatto. Zizou era partito fra lo scetticismo generale, con molti addetti ai lavori che pensavano non fosse all’altezza di guidare il Real Madrid. Dopo aver chiuso la scorsa Liga a un punto dai campioni del Barcellona e la vittoria della Champions, l’ex Juve si sta proclamando un grande tecnico. In 32 gare di campionato (comprese le 13 di questa stagione, ancora imbattuto) ha totalizzato 83 punti e cioè 26 vittorie, 5 pareggi e una sconfitta. Mai nessuno nella storia della Liga ha fatto meglio con lo stesso numero di partite.

Quella di domani sarà come sempre la sfida eterna tra Ronaldo e Messi, ma anche una partita a scacchi tra Zidane e Luis Enrique. Se il Real dovesse vincere, la Liga potrebbe essere virtualmente chiusa dopo neanche metà campionato. Se invece vincessero i blaugrana si rimetterebbe tutto in discussione.

Gli ingredienti per un grande piatto ci sono tutti. Non resta che gustarselo.



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