Un secondo tempo da Barcellona del Barcellona permette ai blaugrana di portarsi a casa il derby catalano, contro l’Espanyol, e accorciare le distanze in classifica sul Real Madrid, impegnato (e vittorioso) nel mondiale per club FIFA.

La banda di Luis Enrique chiude già avanti la prima frazione, pur non destando un’impressione ecezionale, anche per merito di un Espanyol bene messo in campo da Sanchez Flores. Il gol che spacca gli equilibri si genera dalla lussuosa intesa Iniesta-Suarez. Lo spagnolo lancia col contagiri, mentre il pistolero sfodera un controllo orientato eccezionale, che gli consente di bruciare il difensore e proiettarsi verso la porta di Diego Lopez, freddato senza pietà.

Nella ripresa, gli ospiti provano a graffiare con Piatti e Moreno, decisamente frizzanti. Poi, però, sul proscenio della sfida sale Leo Messi, e la musica del Match cambia all’improvviso. Il fuoriclasse argentino si prodiga in due serpentine senza senso, che propiziano le reti di Suarez (altra doppietta per l’uruguagio) e Jordi Alba. La fiammata (doppia) della Pulga chiude l’incontro e scatena il Camp Nou, che si inchina al proprio pupillo massimo, in uno di quei momenti di onnipotenza tecnica in gradodi commuovere un appassionato di calcio. David Lopez si toglie la soddisfazione personale della rete in un tempio dal calcio mondiale, prima di lasciare nuovamente la scena a Messi, che firma il super gol del 4-1 e si prende l’ovazione totale di uno stadio che ribolle di entusiasmo e gioia, per un secondo tempo dalla qualità esagerata. Applausi e cori anche in favore di Luis Enrique: apprezzamento meritatissimo nei confronti del tecnico asturiano, spesso criticato ben oltre i propri demeriti.