di Marco Ventimiglia.

Oggi, dopo 4 anni, il mondo del calcio è tornato a ad assistere al derby più antico del mondo, una delle partite più sentite. Stiamo parlando dell’Old Firm, alla sua 402esima edizione, il derby scozzese fra Celtic e Rangers, una rivalità che va oltre il calcio giocato. Cattolici contro protestanti, indipendentismo contro unionismo. Escludendo le coppe, era dal 2012 che le due squadre non si affrontavano in campionato, quando i Rangers, a causa del fallimento e del conseguente passaggio di proprietà, sono stati costretti a ripartire dalla Scottish League Two, la quarta divisione scozzese. Ora, “The light blues” sono tornati ad assaporare il vero calcio, le grandi partite.

E lo hanno fatto oltre le aspettative. Ad oggi infatti, i Rangers, dopo quattro giornate, si trovano al secondo posto, proprio dietro ai rivali (con una partita da recuperare contro il Partick Thistle), con 8 punti, frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta. Notevole per una squadra che, oltre ad aver subito una rifondazione societaria, ha dovuto subire anche una rifondazione tecnica, che ora vede in Kenny Miller la sua bandiera. I Celtic, invece, dopo essersi qualificati ai girono di Champions, e non con poche difficoltà, contro l’Hapoel Beer Sheva, sono i leader assoluti del campionato, conducendo la classifica a punteggio pieno.

Lo score dell’Old Firm, prima di questa gara è di 159 vittorie per i Rangers, 145 per il Celtic, e 97 pareggi.

LA PARTITA

Il match è andato in scena in un Celtic Park ovviamente tutto esaurito. 60mila presenti, di cui circa 5mila supporters dei Rangers. Brendan Rodgers decide di optare per un 4-4-2 equilibrato, che in fase offensiva si trasforma in un 4-2-3-1: difesa formata da Lustig, Sviatchenko, Kolo Toure e Tierney, a centrocampo Brown e Rogic sugli esterni e in mezzo Bitton e Forrest, in avanti la coppia Sinclair-Dembele, al primo derby scozzese, al posto dell’indisponibile Griffiths. Warburton si affida a un conservativo 4-5-1, con Foderingham in porta, linea difensiva formata da Tavernier, Kiernan, Senderos e Wallace, Barton che funge da intermediario con il centrocampo formato da Garner e McKay sugli esterni e Kranjcar e Windass, alle spalle dell’unica punta Kenny Miller, che spazia per tutto il campo. L’arbitro è William Collum

La partita, introdotta dal solito emozionante “You’ll never walk alone” dei tifosi di casa, come logico aspettarsi parte con ritmi molto serrati, dove si lotta su ogni pallone, ed è caratterizzata da un’alta concentrazione e da un’elevata intensità di gioco.

Alla prima vera azione, il Celtic va in vantaggio. Al minuto 33 corner dalla sinistra di Sinclair, e Dembelè, lasciato tutto libero in aerea, la insacca. Già un minuto dopo il Celtic rischia di raddoppiare, ma l’errore di Senderos in fase difensiva non è ben sfruttato da Rogic.

Passano 9 minuti e il Celtic il raddoppio lo trova. Errore in fase di impostazione di Kiernan, che permette il contropiede sempre di Dembele, che con una grandissima finta mette prima Senderos a sedere, e poi davanti a Foderingham la mette dentro con un pregevole esterno destro.

I Rangers non ci stanno e reagiscono immediatamente. Un minuto dopo cross dalla destra di Tavernerier, sponda di Miller, e Garner la mette dentro a porta completamente spalancata.

Il primo tempo si conclude sul 2 a 1 per i Celtic. Una partita molto combattuta ma non cattiva, con una sola ammonizione per parte, quelle di Bitton e di Kranjcar.

La ripresa parte subito con un altro piglio, con i Rangers che si spingono in avanti in cerca del pari. Ma alla lunga la differenza tecnica si fa sentire e al 61’ il Celtic trova il terzo con gol. Dembelè, con un passaggio millimetrico dal limite dell’area, serve Sinclair che di sinistro fa partire un tiro che colpisce la parte interna del palo e finisce in rete

Da quel momento la partita sembra incattivirsi. In pochi minuti, tra il 63’ e il 67’ vengono ammoniti entrambi i centrali dei Rangers, Senderos e Kiernan. Preludio per quello che avviene un paio di minuti dopo, quando lo svizzero, ex Milan, si becca il secondo giallo che gli causa l’espulsione, seguita dopo un po’ di confusione, da un’espulsione da parte di un membro dello staff di Warburton.

Da lì in poi è tutto in discesa per il Celtic, che gestisce la gara e all’ 83’ trova il gol del 4 a 1, ancora con Dembelè. Cross dalla destra di Lustig, e Dembelè, lasciato ancora una volta libero in area, la stoppa con il destro e la insacca con il sinistro.

Nei minuti di recupero c’è ancora tempo per il 5 a 1, siglato da Armstrong, entrato nella ripresa al posto di Rogic. Cross dalla sinistra con la palla che, scorrendo tutta l’area, arriva sui piedi di Armstrong, che ha tutto il tempo di pensare ed incrociare il pallone.

La partita termina con un sontuoso e imbarazzante 5 a 1 per il Celtic. Mattatore del match sicuramente Moussa Dembelè, al primo derby, autore di uno strepitoso hattrick, condito dall’assist del 3 a 1. L’arbitro Collum ha disputato un’ottima gara, mantenendo sempre il controllo del gioco, nonostante le 8 ammonizioni finali. Nonostante l’evidente superiorità tecnica dei padroni di casa, Rodgers si può dire soddisfatto dei suoi per la partita espressa. Qualcosa da lamentare avrà sicuramente Warburton. Poca propositività in attacco e una fase difensiva alquanto pietosa, con i centrali difensivi che non sono stati in grado di reggere il confronto con gli avversari.

PER IL FUTURO

L’allenatore, in una intervista concessa prima della partita, ha affermato che ci vorranno ancora un paio di anni per colmare il gap con i rivali storici. E il risultato finale sembra dargli ragione.

Ma ci sono tante buone ragioni per concedere questa sconfitta, seppur con largo scarto, ai Rangers. Era impossibile pensare che al primo anno (di nuovo) nella Scottish Premier League potessero già competere per il titolo. La differenza tecnica, fra il Celtic e tutte le altre squadre del campionato, compresa la loro, è ancora abissale. Dobbiamo solo concedere un po’ di tempo alla società per poter concludere nel migliore dei modi questo processo di restaurazione, iniziato 4 anni fa. E chissà, tra qualche anno potremo tornare a vedere una delle partite più belle del calcio mondiale, e un po’ di competitività nel campionato scozzese.

 

 

 



As featured on NewsNow: Calcio news