L’élite del calcio europeo guarda, forse troppo spesso, con grande diffidenza verso il calcio scozzese. In una sola occasione l’Europa calcistica alza gli occhi verso i freddi e gelidi stadi scozzesi, quando a Glasgow si inscena il derby di Scozia, comunemente chiamato ‘Old Firm’.
L’Old Firm non è un derby come tutti gli altri; è uno dei più conosciuti, rispettati ed emozionanti, ma anche antichi, di tutto il panorama calcistico mondiale. È uno di quei derby che vale veramente un’intera stagione.

Il derby di Glasgow non nasce solo per diatribe territoriali; dietro c’è ben altro. C’è qualcosa di molto più profondo. Ci sono questioni religiose, politiche e sociali. I Rangers, fondati nel 1872, sono di chiara matrice protestante; mentre il Celtic, fondato da un frate nel 1888, è invece riconducibile ad una storia di sfondo cattolico, di fatto legata agli irlandesi (motivo che spiega il trifoglio come stemma del club). Chi tifa Rangers è dunque molto legato alla figura della regina. Un tifoso del Celtic, dall’altro lato, è di tradizione indipendentista ed appoggia la secessione dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito. Un tifoso dei Rangers nasce nella zona per bene di Glasgow; un tifoso biancoverde nasce nella zona dove una volta era diffusa soltanto la povertà. A Glasgow è per forza così, non c’è scelta.

Finalmente, tutte queste emozioni torneranno domani, in un match valido per la Scottish Premiership, dove il Rangers manca dal 2012 a causa di un fallimento tante volte preso di mira dai concittadini rivali. Il Celtic si presenta come favorito per via dell’ottimo andamento mostrato in campionato in questo inizio stagione, avendo conquistato 3 vittorie su 3 partite e realizzando ben 10 gol, subendone soltanto 4. Il lavoro del neo allenatore Rodgers ha dato i propri frutti: l’inserimento dei nuovi acquisti provenienti dal campionato inglese è stato eccezionale (Sinclair e Kolo su tutti). Se i risultati sono l’unica cosa che conta, Rodgers sta facendo un ottimo lavoro.

I Rangers, sfavoriti, dovranno invece riuscire a trovare la giusta disposizione tattica in campo. Le ultime uscite di Warburton sono state soddisfacenti, ma il pareggio contro il Kilmarnock ha dato un’po di clamore, soprattutto per non aver sfruttato la superiorità numerica durata per una buona mezz’ora. Nell’insieme, 8 punti in 4 partite non sono da buttare. Ma se si dovesse battere gli eterni nemici al Celtic Park, la stagione potrebbe cambiare sicuramente. Per farlo ci sarà bisogno di Miller e Forrester, veri goleador da 4 gol in 4 partite di campionato disputate. Sicuramente, domani alle 13, non mancherà lo spettacolo, sia sugli spalti che in campo. Il ritorno del più classico dei match di Scozia è ormai servito.

di Thomas Colleoni



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