In un mondo, quello dell football, sempre più caratterizzato da moneygrabbers, calciatori magari anche di talento ma senza alcuna ambizione se non quella di incrementare spaventosamente il proprio conto corrente, ogni tanto ci piace anche raccontare belle storie, fatte di passione e amore sconfinato per il pallone e per l’ambiente che lo circonda. Deve aver pensato alla sua Glasgow, all’urlo dei sessantamila del Celtic Park, ai suoi pub e alla gente scozzese, burbera ma accogliente: a tutte queste cose deve aver pensato Massimo Donati, una vita da mediano, trascorsa a correre su e giù nei campi di mezza serie A: nato in un piccolo borgo in provincia di Pordenone, esordisce in serie A con l’Atalanta, poi un lungo peregrinare con le maglie di Milan, Parma, Torino, Samp, Messina e ancora Atalanta, prima del passaggio al Celtic nel 2007 per una cifra, allora considerata considerevole per il campionato scozzese, vicina ai 5 milioni di euro. Una prima stagione da assoluto protagonista con i Bhoys di Gordon Strachan, quelli che per dire sconfissero il Milan campione d’Europa in carica per 2-1, guidati dalle leggende Vennegor of Hesselink, Caldwell, il capitano McManus, McGeady e Samaras. 41 presenze stagionali, praticamente sempre presente, condite da ben 4 gol. Poi, il secondo anno, una serie di infortuni e ricadute e l’esplosione a centrocampo del futuro capitano Scott Brown ne condizionano il rendimento, così nell’agosto nel 2009 viene ceduto al Bari. A riprova dell’estrema professionalità del giocatore di cui stiamo parlando, davvero incredibile anche la storia del suo trasferimento in Puglia: la sera del 26 agosto il Celtic gioca in casa la gara di ritorno dei preliminari di Champions League contro l’Arsenal, a Londra i Gunners si imposero per 2-0 per cui c’è bisogno dell’impresa. Purtroppo per il Celtic però, l’Arsenal si dimostra troppo superiore e segna tre gol anche a Glasgow, al 92′ però ci pensa proprio Massimo Donati a regalare una gioia, l’ultima con la maglia dei gloriosi Bhoys, siglando con una splendida volèe la rete del 3-1 che rende meno amara la sconfitta, consacrandosi dunque a idolo dei tifosi che ancora oggi lo ricordano con affetto e nostalgia. Ebbene, poche ore dopo, la mattina del 28 agosto Donati è a Bari per firmare il contratto con i galletti e andare già in panchina nelle gara dell’indomani contro il Bologna, senza un giorno di vacanza dato che in Scozia, iniziando il campionato ai primi di agosto, la preparazione era iniziata già a fine giugno.

A luglio 2016, con quasi 36 primavere sulle spalle, Donati ha scelto di lasciare Bari, di cui era ormai beniamino dei tifosi, per accettare l’offerta dell’Hamilton Academy e tornare dunque in Scozia, a sette anni dall’intensa quanto entuasiasmante esperienza al Celtic. In un’epoca calcistica dove giocatori affermati rifiutano contratti milionari con club europei per andare a guadagnare paccate di soldi in un campionato, quello cinese, equiparabile forse alla nostra Prima Categoria, trovo davvero fantastica la voglia di questo ragazzo nel cimentarsi in un campionato duro, rude e tortuoso come quello scozzese, lontano anni luce dagli ingaggi faraonici di cinesi, arabi e indiani. Perchè forse puoi convincere qualche giocatore spassionato o a fine carriera con assegni facili a sette zeri, ma la passione di chi ha il calcio cucito addosso (o tatuato, come Massimo che porta lo stemma del Celtic sul petto), quella non la puoi comprare neanche per cento milioni.



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