Il Kosovo è ufficialmente un nuovo membro della FIFA e di conseguenza prenderà parte alle qualificazioni per il Mondiale in Russia. C’è tuttavia all’interno della federazione Kosovara, a pochi giorni dalle prime gare, ancora un problema da risolvere, e non da poco: chi giocherà?

Si, perché Il 5 settembre il Kosovo farà il suo debutto contro la Finlandia a Turku, ma ancora nessuno sa da chi sarà composta la rosa. La particolarità sta nel fatto che con tutti i giocatori potenzialmente eleggibili per una chiamata, si potrebbe mettere su una squadra competitiva con parecchie nazionali europee. Un totale di 24 giocatori infatti, idonei a giocare per il Kosovo, gioca per altre sei nazioni, la maggior parte per l’Albania (fra i 14 giocatori albanesi di origine kosovara che hanno partecipato alla spedizione francese quest’estate, qualcuno potrebbe decidere di “cambiare nazione”).

Tra questi troviamo sicuramente il ventenne Milot Rashica, trequartista del Vitesse, già convocato dal ct Albert Bunjaku per la partita contro la Finlandia. Rashica è visto come il miglior talento dell’Albania di questo secolo, con molte squadre, della Bundesliga ma non solo, interessate ad acquistare il calciatore. Teoricamente altri giocatori come Mergim Mavraj (Colonia), Lorik Cana (Nantes), il portiere Ertrit Berisha (Lazio), Taulant Xhaka (Basilea), Amir Abrashi (Friburgo), che fanno parte della nazionale albanese, potrebbero giocare per il Kosovo. Tra quelli che hanno già dato la loro disponibilità, oltre Rashica, troviamo Alban Meha (Konyaspor), Amir Rrahmani (RNK Split) e Besart Berisha (Melbourne Victory).

NON CI DEVE ESSERE NESSUNA PRESSIONE. Alcuni giornali albanesi hanno osservato come queste decisioni prese dai calciatori siano state dei colpi al cuore (la scelta di Rashica è stata vista come alto tradimento). Altri invece hanno visto queste scelte come un normale procedimento nello sviluppo di una nuova nazionale. “Se l’atmosfera dovesse surriscaldarsi maggiormente, gli incontri futuri tra Kosovo ed Albania potrebbero venir classificati come partite ad alto rischio, per possibili scontri” ha affermato il giornalista sportivo kosovaro Milaim Krasniqi.

Il presidente della federazione kosovara, Bajram Shala, non pensa che questo accadrà. Egli ha affermato: “Abbiamo buone relazioni con la federazione albanese. Ogni giocatore può scegliere autonomamente con chi giocare. Non ci deve essere nessuna pressione”.

Oltre l’Albania, altre nazioni che potrebbero preoccuparsi sono Svizzera, Norvegia, Svezia, Finlandia e Montenegro. 4 giocatori svizzeri potrebbero teoricamente giocare per il Kosovo: Valon Behrami (Watford), Xherdan Shaqiri (Stoke City), Granit Xhaka (Arsenal) e Shani Tarashaj (Everton).

Siamo in contatto con questi giocatori, ma non ci aspettiamo che lascino la nazionale svizzera” ha aggiunto Shala.

GIOVANI SPERANZE. Il Kosovo spera che Adnan Januzaj (ora al Sunderland), Perparim Hetemaj (Chievo), i fratelli norvegesi Valon (Salisburgo) e Beton (Greuther Furth) Berisha, e lo svedese Arben Zeneli (Herenveen) sceglieranno di unirsi a loro.

Valon Berisha e Arber Zeneli hanno già dato la loro disponibilità” ha detto Shala. “Loro giocheranno per il Kosovo”.

La scelta dei giocatori di aderire alla causa kosovara potrebbe non essere solo una scelta emotiva, ma potrebbe anche avere ripercussioni finanziarie. Giocatori come Xhaka, Shaqiri e Januzaj hanno infatti firmato importanti accordi con lo sponsor della loro nazionale. Alcuni giocatori, come Donis Avdijaj (Schalke), Albion Avdijaj (Vaduz) e Dren Feka (Amburgo) potrebbero essere convinti ad unirsi alla causa. Altri invece, come il trentenne Mergim Mavraj (Colonia), stanno pensando di rimanere nella loro nazionale, nonostante quest’ultimo sia convinto che la generazione più giovane sceglierà il Kosovo.

NESSUN MATCH CONTRO SERBIA E BOSNIA. Il girone di qualificazione dei kosovari è abbastanza impegnativo: Croazia, Islanda, Ucraina, Turchia e Finlandia. Sebbene il coach Albert Bunjaku non sappia ancora che calciatori schierare, tra i giocatori a disposizione rientrano Samir Ujkani (Pisa), Enis Alushi (St Pauli), Besar Halimi (Mainz), Bersant Celina (Manchester City) e Fanol Perdedaj (Monaco 1860).

Discostandoci per un attimo dal calcio, la nazione sta affrontando considerevoli problemi, economici e politici. Serbia e Bosnia infatti non hanno ancora riconosciuto la loro indipendenza, e per questo non possono ancora giocare contro. Il Kosovo inoltre non ha uno stadio che risponde ai requisiti internazionali, la loro prima partita casalinga verrà infatti giocata nella città albanese di Shkodra. La speranza è che lo stadio della loro capitale Pristina sia pronto per il prossimo giugno. Solo allora i tifosi kosovari potranno godersi le partite di qualificazione nel proprio paese, con o senza i vari Xhaka e Shaqiri.

di Marco Ventimiglia



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